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Bari, alla scoperta del Kung Fu

Bari 22 foto 27 March 2022

Da Kill Bill a Matrix sino ad arrivare ai mitici lungometraggi di Bruce Lee: sono innumerevoli i film che basano le proprie scene d’azione sul Kung Fu. Del resto cosa c’è di più spettacolare di questo insieme di antiche arti marziali cinesi che fonde combattimento e meditazione? Eppure, nonostante la sua diffusione in tutto il mondo, il Kung Fu risulta ancora oggi poco praticato rispetto ad altre discipline come Karate, Judo o Taekondwo. E quindi a Bari, ad esempio, quest’arte è oggi insegnata solo da tre “sifu” (maestri), che tra l’altro non hanno nemmeno una loro palestra, appoggiandosi ad altre strutture per poter fare lezione. Loro sono Danilo De Candia (aiutato da Benedetto Donato), Eliana Lezzi e Roberto Panza. Il primo pratica il “Wing Tsun”, la seconda il “Tai Chi” e il terzo “Xing Yi” e “Tang Lang”. Per comprendere meglio questo complesso mondo siamo quindi andati a trovare i maestri baresi (foto di Francesco De Leo)  

22 fotografie
Iniziamo il nostro viaggio da via De Laurentis, dove all’interno della palestra Empire Gym operano il 60enne Danilo De Candia e il 45enne Benedetto Donato, fondatori dell’associazione “Centro Studi Wing Tsun”
Iniziamo il nostro viaggio da via De Laurentis, dove all’interno della palestra Empire Gym operano il 60enne Danilo De Candia e il 45enne Benedetto Donato, fondatori dell’associazione “Centro Studi Wing Tsun”
Accediamo così all’interno di una stanza le cui mura sono tappezzate di scritte cinesi
Accediamo così all’interno di una stanza le cui mura sono tappezzate di scritte cinesi
Vicino a uno specchio notiamo l’immagine di Yip Man, primo maestro di Wing Tsun e insegnante di Bruce Lee, colui che è considerato il più grande artista marziale della storia
Vicino a uno specchio notiamo l’immagine di Yip Man, primo maestro di Wing Tsun e insegnante di Bruce Lee, colui che è considerato il più grande artista marziale della storia
«Ho portato io a Bari questa disciplina, quando all’epoca qui era praticamente sconosciuta», afferma De Candia
«Ho portato io a Bari questa disciplina, quando all’epoca qui era praticamente sconosciuta», afferma De Candia
«La disciplina sfrutta principi di fisica applicata e biomeccanica –  spiega Benedetto –. Noi insegniamo ai ragazzi a controllare le reazioni fisiche...
«La disciplina sfrutta principi di fisica applicata e biomeccanica – spiega Benedetto –. Noi insegniamo ai ragazzi a controllare le reazioni fisiche...
...il pugno o il calcio non deve “caricarsi” ma prendere forza sfruttando l’energia dell'avversario»
...il pugno o il calcio non deve “caricarsi” ma prendere forza sfruttando l’energia dell'avversario»
Mentre parliamo notiamo una decina di allievi...
Mentre parliamo notiamo una decina di allievi...
...che seguono i maestri imitando le loro posizioni
...che seguono i maestri imitando le loro posizioni
Tra queste quella del “chi sao”, che letteralmente vuol dire “mani incollate”: un esercizio che serve a sviluppare una reattività tattile immediata
Tra queste quella del “chi sao”, che letteralmente vuol dire “mani incollate”: un esercizio che serve a sviluppare una reattività tattile immediata
Avviciniamo la 42enne allieva Rosangela, la quale nonostante la sua piccola statura è appena riuscita ad atterrare il compagno sfruttandone i punti deboli: gli occhi e la gola
Avviciniamo la 42enne allieva Rosangela, la quale nonostante la sua piccola statura è appena riuscita ad atterrare il compagno sfruttandone i punti deboli: gli occhi e la gola
Notiamo anche dei ragazzini, come Alice, di 10 anni e Antonello, di 13
Notiamo anche dei ragazzini, come Alice, di 10 anni e Antonello, di 13
Raggiungiamo ora la palestra Waka Ki Dojo di viale Einaudi, dove tiene i suoi corsi Eliana Lezzi, originaria di Lecce, che fa parte del gruppo nazionale “Wang Xian Taiji”. Lei insegna Tai Chi Chen, stile interno del Kung Fu
Raggiungiamo ora la palestra Waka Ki Dojo di viale Einaudi, dove tiene i suoi corsi Eliana Lezzi, originaria di Lecce, che fa parte del gruppo nazionale “Wang Xian Taiji”. Lei insegna Tai Chi Chen, stile interno del Kung Fu
La troviamo intenta a spiegare ai suoi alunni i “jibengongi”, ovvero i passi e gli spostamenti che sono alla base di quest’arte marziale
La troviamo intenta a spiegare ai suoi alunni i “jibengongi”, ovvero i passi e gli spostamenti che sono alla base di quest’arte marziale
Tutti indossano il bianco “Yifu”, la classica uniforme tradizionale cinese che si usa anche nella vita quotidiana. Quella di Eliana è però nera e con dei bordini rossi
Tutti indossano il bianco “Yifu”, la classica uniforme tradizionale cinese che si usa anche nella vita quotidiana. Quella di Eliana è però nera e con dei bordini rossi
Il Thai Chi è caratterizzato da movimenti lenti ma molto precisi che si traducono nell'esecuzione delle “forme”, sequenze di mosse prestabilite e allungamenti realizzati con la massima concentrazione mentale. Tra queste “il drago striscia a terra”...
Il Thai Chi è caratterizzato da movimenti lenti ma molto precisi che si traducono nell'esecuzione delle “forme”, sequenze di mosse prestabilite e allungamenti realizzati con la massima concentrazione mentale. Tra queste “il drago striscia a terra”...
...la “Laojia yi lu”...
...la “Laojia yi lu”...
...il “Xie Xing”
...il “Xie Xing”
Tutte si basano nello sfruttare l’energia dell’avversario così da contrattaccare con un effetto “a frusta” dato da movimenti “a spirale”
Tutte si basano nello sfruttare l’energia dell’avversario così da contrattaccare con un effetto “a frusta” dato da movimenti “a spirale”
L’ultima tappa del nostro viaggio è Parco 2 Giugno, dove ad attenderci c’è il 40enne Roberto Panza. Lui tiene lezioni all’aperto da due anni, da quando, a causa del Covid, ha dovuto chiudere la sua palestra di via Pessina
L’ultima tappa del nostro viaggio è Parco 2 Giugno, dove ad attenderci c’è il 40enne Roberto Panza. Lui tiene lezioni all’aperto da due anni, da quando, a causa del Covid, ha dovuto chiudere la sua palestra di via Pessina
Roberto insegna stili sia interni come lo “Xing Yi” o il “Baguazhang”, che esterni quali il “Tang lang”, nato dall’osservazione dei complicati movimenti della mantide religiosa
Roberto insegna stili sia interni come lo “Xing Yi” o il “Baguazhang”, che esterni quali il “Tang lang”, nato dall’osservazione dei complicati movimenti della mantide religiosa
«Ho iniziato a praticare l’arte marziale nel 1999 - racconta il sifu - a Bari all’epoca esisteva una sola palestra dal nome “Scuola delle tre armonie”: si trovava in strada privata Borelli, ma non ebbe vita lunga. Così decisi di emigrare nelle Marche per poi proseguire con un insegnante di Foggia. Oggi continuo a perfezionarmi praticando a Milano con il maestro cinese Xu zai xing»
«Ho iniziato a praticare l’arte marziale nel 1999 - racconta il sifu - a Bari all’epoca esisteva una sola palestra dal nome “Scuola delle tre armonie”: si trovava in strada privata Borelli, ma non ebbe vita lunga. Così decisi di emigrare nelle Marche per poi proseguire con un insegnante di Foggia. Oggi continuo a perfezionarmi praticando a Milano con il maestro cinese Xu zai xing»
Ma quali sono i segreti per riuscire nel Kung Fu? «La base di tutto è mantenere le posizioni - spiega -: il piazzamento è la prima cosa che bisogna imparare. Poi si può passare agli esercizi di coordinazione di gambe e braccia e all’irrobustimento dell’apparato muscolo tendineo. Infine si approfondiscono i vari stili»
Ma quali sono i segreti per riuscire nel Kung Fu? «La base di tutto è mantenere le posizioni - spiega -: il piazzamento è la prima cosa che bisogna imparare. Poi si può passare agli esercizi di coordinazione di gambe e braccia e all’irrobustimento dell’apparato muscolo tendineo. Infine si approfondiscono i vari stili»