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Bari, alla ricerca degli extraterrestri

Bari 7 foto 3 March 2020

Cercare intelligenze extraterrestri attraverso l’analisi delle onde radio provenienti dallo spazio. È questo l’obiettivo del 50enne radioastrofilo barese Michele Mallardi, che a breve comincerà ad “ascoltare” il cosmo grazie all’uso di due antenne assemblate all’interno della Cittadella mediterranea della scienza

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Cercare intelligenze extraterrestri attraverso l’analisi delle onde radio provenienti dallo spazio. È questo l’obiettivo del 50enne radioastrofilo barese Michele Mallardi, che a breve comincerà ad “ascoltare” il cosmo grazie all’uso di due antenne assemblate all’interno della Cittadella mediterranea della scienza
Cercare intelligenze extraterrestri attraverso l’analisi delle onde radio provenienti dallo spazio. È questo l’obiettivo del 50enne radioastrofilo barese Michele Mallardi, che a breve comincerà ad “ascoltare” il cosmo grazie all’uso di due antenne assemblate all’interno della Cittadella mediterranea della scienza
Mallardi è infatti il responsabile del laboratorio di Telecomunicazioni e Radioastronomia “Guglielmo Marconi” che ha permesso, tra le altre cose...
Mallardi è infatti il responsabile del laboratorio di Telecomunicazioni e Radioastronomia “Guglielmo Marconi” che ha permesso, tra le altre cose...
...di effettuare una ventina di collegamenti audio e video con gli astronauti che stanno viaggiando intorno alla Terra
...di effettuare una ventina di collegamenti audio e video con gli astronauti che stanno viaggiando intorno alla Terra
Avvalendosi delle sue conoscenze di base come perito industriale in elettronica, Michele è quindi riuscito a costruire due radiotelescopi che saranno puntati verso lo spazio, nella speranza di captare “voci” che arrivano da lontano
Avvalendosi delle sue conoscenze di base come perito industriale in elettronica, Michele è quindi riuscito a costruire due radiotelescopi che saranno puntati verso lo spazio, nella speranza di captare “voci” che arrivano da lontano
«Il progetto – ci spiega l’esperto – si inserisce in un’ottica di collaborazione con il “Seti Leaugue”, associazione internazionale nata nel 1994 basata sul concetto di “scienza partecipativa” tra radioastronomi professionisti e dilettanti»
«Il progetto – ci spiega l’esperto – si inserisce in un’ottica di collaborazione con il “Seti Leaugue”, associazione internazionale nata nel 1994 basata sul concetto di “scienza partecipativa” tra radioastronomi professionisti e dilettanti»
Ma vediamo nel dettaglio come sono fatti i due telescopi installati nella Cittadella. «Il primo è composto da un’antenna di 3 metri di diametro – spiega Mallardi -. Si tratta di una parabola dismessa da un’emittente televisiva: io l’ho abbinata a un ricevitore total power per amplificare il segnale rilevato e poterlo analizzare»
Ma vediamo nel dettaglio come sono fatti i due telescopi installati nella Cittadella. «Il primo è composto da un’antenna di 3 metri di diametro – spiega Mallardi -. Si tratta di una parabola dismessa da un’emittente televisiva: io l’ho abbinata a un ricevitore total power per amplificare il segnale rilevato e poterlo analizzare»
Il secondo si basa invece sulla possibilità che le onde elettromagnetiche fungano da “corrieri” d’informazioni che arrivano da altri mondi. «È composto da un’antenna troncopiramidale chiamata “Horn” - dichiara il tecnico –: l’ho progettata io facendola realizzare da un fabbro con piastre d’acciaio»
Il secondo si basa invece sulla possibilità che le onde elettromagnetiche fungano da “corrieri” d’informazioni che arrivano da altri mondi. «È composto da un’antenna troncopiramidale chiamata “Horn” - dichiara il tecnico –: l’ho progettata io facendola realizzare da un fabbro con piastre d’acciaio»