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Areantica e gli strumenti della musica popolare
Ci sono lo schetavajàsse, il putipù, il ciòle, il tamburo utilizzato dal mitico Piripicchio e la tromba di San Giovanni che veniva suonata a Bari Vecchia il 24 giugno. Questi sono alcuni degli antichi e curiosi strumenti musicali tradizionali conservati da “Areantica”, un’associazione fondata nel 1992 dall’esperto di etnomusicologica Nino Blasi. Il signore, oggi 67enne, ha raccolto nella sua sede più di 500 strumenti, reperiti in mercatini dell’antiquariato o fatti costruire appositamente dai pochi artigiani ancora in grado di realizzarli (foto di Nicola Velluso)
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Areantica si trova nel quartiere Torre a Mare di Bari, in un palazzo di via Pitagora. Ad accoglierci ci sono il presidente Nino Blasi e due membri dell’associazione: Rossella e Mario
I tre ci conducono al piano interrato all’interno di una stanza gremita di strumenti musicali di tutti i tipi e dimensioni provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Blasi ci indica tamburelli, flauti, una fisarmonica, un liuto...
...ma anche bottiglie, campane, chiavi e tanti altri strani oggetti
Noi poniamo l’attenzione su due troccole. La prima è composta da due asticelle di legno unite alla base da una cerniera con rotella che, strisciando, provoca rumore. La seconda invece è formata da una tavola rettangolare su cui sono inchiodate coppie di maniglie che, una volta impugnate, la fanno ruotare energicamente facendo sbattere gli inserti in metallo
Mentre il presidente parla notiamo su un armadio un azzebbànne, storpiatura dialettale dall’americano “One Man Band”: un tamburo che può definirsi una vera e propria orchestra itinerante suonata da una sola persona. Usato anche da Piripicchio, il leggendario artista di strada pugliese, permette di percuotere lo strumento anche usando gli arti inferiori, grazie a delle corde legate alle caviglie del suonatore
Osserviamo ora più da vicino le trombe...
...tra cui quella di San Giovanni (a sinistra) formata da uno sottile strato di lamiera ricoperta di stagno su entrambe le superfici. Veniva così chiamata perchè utilizzata nel corso dei festeggiamenti del Battista a Bari Vecchia, ogni 24 giugno
La tromba di San Pietro invece, in terracotta, affonda le sue origini intorno all’anno mille, quando a Grottaglie si stanziò un gruppo di ebrei che ogni 29 giugno festeggiava l’arrivo dell’estate
Tra gli altri strumenti a fiato abbiamo poi il corno Grecanio che veniva suonato in Salento durante le battute di caccia o nelle processioni di Pasqua
Oltre alla classica zampogna natalizia, composta da alcune canne da cui fuoriesce il suono, affiancate da due flauti, detti rispettivamente “dritta” e “manca”...
...con il primo si esegue l’armonia principale, mentre il secondo l’accompagna con i toni bassi
Particolare è poi lo scetavaiasse, formato da due bastoni di cui uno dentato e arricchito da sonagli: permette una particolare scansione ritmica attraverso lo sfregamento dei due pezzi di legno. Entrambi venivano utilizzati nel corso dei pellegrinaggi a Monte Sant’Angelo, quando attorno al fuoco si intonavano canti e si improvvisavano balli
Il Ciòle invece rientra nei giocattoli sonori. Apparentemente elementare, è fatto con un bastoncino di legno, due fili e una noce. Il suo nome deriva dal termine dialettale utilizzato per indicare il corvo, uccello che sosta spesso sulla parte superiore del campanile di Casamassima, città natale dell’oggetto
E infine il Putipù, nome pugliese dato a un tamburo a frizione costruito con un contenitore cilidrico in creta con funzione di cassa acustica. Sormontato da una membrana, vibra mediante una canna fissata nel centro sollecitata dalla frizione del pollice e dell’indice
Uno strumento costruito dallo stesso presidente che, una volta inumidite le sue dita, lo suona per noi, facendoci viaggiare nell’antica musica popolare pugliese