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Apre la prima "izakaya" di Bari
«I nostri piatti seguono le ricette della tradizione orientale: proponiamo la vera cucina delle nonne giapponesi». Sono le parole di Gianni Perrone, ristoratore salentino che ha aperto a Bari, in via Dante, “Yumi”: la prima izakaya del capoluogo pugliese. Con questo nome viene definita una piccola osteria di quartiere dove i giapponesi si rilassano dopo una giornata di lavoro, mangiando ma soprattutto bevendo. Il nome è composto dalle parole i (sedersi), saka (bevanda alcolica) e ya (negozio). Un ambiente raccolto, con pochi posti a sedere, a ridosso di un unico bancone e con arredamento minimal (foto di Paola Grimaldi)
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Siamo quindi andati a visitare “Yumi Izakaya”, un locale che arricchisce l’offerta gastronomica del capoluogo pugliese
Ad accoglierci, dietro una porta in metallo e vetro, troviamo subito delle soffuse lanterne giapponesi
«Le izakaya vengono anche chiamate “lanterne rosse”», ci dice il proprietario nella foto in compagnia partner Annalisa e dell'executive chef Hirotsugu Aisu
Ci troviamo in un ambiente voltato dai colori tenui...
...in cui a dominare c'è un lungo bancone con cucina a vista corredato da una fila di sedie
Qui infatti si sta più che altro seduti al bancone...
...sono solo due i tavoli presenti
Ad “arredare” il posto dall’aspetto molto minimal, ci sono piatti, bicchieri, le immancabili hashi (bacchette)...
...oltre a liquori giapponesi...
...e un servizio da tè nero e dorato
Il nome "yumi" sta a indicare l’arco tradizionale giapponese, usato in antichità dai samurai
Mentre con il nome di izakaya viene definita una piccola osteria di quartiere dove i giapponesi si rilassano dopo una giornata di lavoro, mangiando ma soprattutto bevendo (foto di m-louis.®)
Molte pietanze sono cucinate con la robatayaki: si tratta di una griglia a carbone in diatomite usata dai pescatori giapponesi per cucinare il pesce direttamente in barca
Tra i piatti cotti in questo modo ci sono gli yakitori, spiedini grigliati realizzati con differenti parti del pollo
Nel ristorante si potranno assaggiare piatti come il ramen...
...l’okonomiyaki (una frittella agrodolce)...
...le takoyaki (polpette fritte)...
...e i gyoza (ravioli)...
...passando per le tempure fino ai più classici sushi e sashimi, preparati soltanto però solo nei giorni in viene trovato il pesce adatto
Ad accompagnare le pietanze vengono poi serviti vari tipi di liquori tradizionali preparati direttamente dall’executive chef giapponese Hirotsugu Aisu. Quest’ultimo è autore di uno dei primi libri italiani sul sushi ed è anche un artista con numerose mostre ed esposizioni alle spalle
«I nostri piatti seguono le ricette della tradizione orientale: proponiamo la vera cucina delle nonne giapponesi», afferma Gianni Perrone