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Altamura, la masseria Jesce
Un affascinante e misterioso podere del 1500 abbandonato e riscoperto grazie all'impegno di un cantastorie. È la "favola" della masseria Jesce, complesso immerso nell'agro di Altamura, dotato di una stupefacente cripta sotterranea e in disuso fino a due anni fa: a riportarlo in auge nel maggio del 2015 è stato il 63enne Donato Laborante, carismatico paroliere locale che da allora organizza visite guidate a offerta libera (foto di Pietro Marvulli)
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La facciata principale della Masseria Jesce: ciò che attira più l'attenzione è la presenza di tre massicci archi a tutto sesto, il primo dei quali a partire da sinistra costituisce l'entrata principale del complesso
La facciata laterale presenta due "alette" che un tempo reggevano le garitte e dalle quali era possibile gettare pentoloni di liquido bollente sulle teste di eventuali "ospiti" indesiderati
Tra le stanze del primo piano la più ampia è quella patronale, contraddistinta da un volta a padiglione affrescata: il disegno ritrae il dio Nettuno con un tridente e il simbolo della famiglia de Mari
Ci spostiamo verso il retro della stuttura
Qui la nostra guida ci fa notare delle piccole costruzioni in pietra, probabilmente usate per contenere i piccioni viaggiatori dediti alla corrispondenza
Due file di damigiane verdi di "abbellimento" precedono poi l'ingresso di una grotta che un tempo ospitava alcune mangiatoie
Una delle mangiatoie presenti nella cavità
Qui troviamo anche un silos interrato, ideato per l'accumulazione del grano
Torniamo quindi nell'atrio principale dove oltre ad avvistare un'altra grotta per cavalli...
... ci gustiamo il "pezzo forte" della visita: la piccola cripta sotterranea
Nell'angusto ambiente si accede scendendo alcuni gradoni scavati nella roccia
L'interno è uno spettacolo: quasi tutte le pareti sono adornate da affreschi la cui bellezza è scalfita solo dalla mancanza di un meritato restauro
I dipinti raffigurano essenzialmente scene di vita di Gesù e della Vergine: salta all'occhio quello della Madonna dell'Odegitria, posto sopra l'altare in fondo, in cui Maria con la mano sinistra indica il Cristo benedicente, simbolo di salvezza
Sulla parete sinistra è posizionato un altro altare in pietra, installato dalla famiglia de Mari e sovrastato da una statua di San Francesco Da Paola: il santo è scolpito con un paio di zoccoli e un remo in mano
Sulla destra invece c'è quel che resta di una fonte battesimale...
...e una scaletta che porta direttamente all'interno della masseria