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Altamura, la Grotta Torre di Lesco
Stalattiti, stalagmiti, antri nascosti e sotterranei: tutto il territorio murgiano è costellato da antichissime quanto spettacolari grotte, magari non grandi e famose come quelle di Castellana, ma altrettanto suggestive. C’è ad esempio quella del Trullo a Putignano, la Curtomartino ad Acquaviva o quella di Sant’Angelo a Santeramo. Tutte cavità già visitabili o che lo saranno presto, differenziandosi così da un’altra piccola caverna che non è mai stata accessibile al pubblico: la Grotta Torre di Lesco, situata nell’omonima località di Altamura
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La grotta fu scoperta ufficialmente nel 1951, quando il neonato Cars (Centro altamurano ricerche speleologiche) condusse una campagna esplorativa alla ricerca di una cavità “leggendaria” rinvenuta 15 anni prima dagli operati impegnati nella costruzione della strada
La planimetria mostra l'ambiente della grotta, grande all’incirca 200 metri quadri. Anche se a rendere attraente la grotta non sono le sue dimensioni, ma le formazioni calcitiche che, in uno spazio assai ristretto, hanno creato un paesaggio fiabesco
...già dopo essersi appena calati si intravedono le prime stalattiti che pendono dalla sommità, alcune delle quali hanno una calda sfumatura dorata per la presenza di ossidi ferrosi e manganese. Dal basso si innalzano invece le stalagmiti, che spesso si vanno a congiungere con le stalattiti dopo un "inseguimento" durato millenni, creando così le cosiddette "colonne"
Il ventre della Terra d’altronde qui ha scatenato tutto il suo folle estro: dalle pareti ad esempio scendono "colate" calcitiche nei toni di un caldo dorato che a tratti prendono le sembianze di morbidi drappeggi