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Alla scoperta di Grotta della Regina
Il suo nome pare sia legato alla leggendaria Bona Sforza, duchessa di Bari che nel 1500 si nascondeva qui (in compagnia del suo amante) per fare il bagno senza veli lontano da occhi indiscreti. Il luogo di cui parliamo è Grotta della Regina, cavità marina situata a Torre a Mare, quartiere di Bari caratterizzato da caverne abitate sin dal Neolitico. Tra cui proprio questa grotta carsica calcarenitica intitolata a quella che fu la regina di Polonia, figlia della travolgente Isabella D’Aragona (foto di Antonio Caradonna)
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Il suo nome pare sia legato alla leggendaria Bona Sforza, duchessa di Bari che nel 1500 si nascondeva qui (in compagnia del suo amante) per fare il bagno senza veli lontano da occhi indiscreti
Il luogo di cui parliamo è Grotta Regina, cavità marina situata a Torre a Mare. Il posto è famosissimo e dà il nome anche al locale che, ormai abbandonato da tempo, fu per cinquant’anni un punto di riferimento delle serate baresi
Si tratta però di un anfratto visibile solo dal mare, perché celato dall’alta scogliera che raggiunge in questo punto i quattro metri di altezza
Per raggiungere il luogo basta muoversi per 500 metri sulla via costiera che si dispiega a sud del porticciolo di Torre a Mare, per arrivare davanti al rudere del ristorante Grotta Regina, che ospitò feste, cene e concerti dagli anni 60 sino al 2012
Circumnavigando l’ex club sulla sinistra si apre un sentiero...
...che conduce sulla costa
...una serie di gradini scolpiti nella roccia che permettono la discesa sino al mare
È qui, sporgendoci sulla sinistra, riusciamo a scorgere la grande bocca dell’antro semisommerso
Camminiamo quindi sugli scogli bagnati dall’Adriatico, per entrare in una sorta di ingresso che ci conduce nei meandri della grotta. Da qui ci dirigiamo sulla sinistra...
...dove ci aspetta un primo ambiente illuminato solo dalla scarsa luce solare che passa attraverso una piccola fessura che incornicia il molo del porto in lontananza
Notiamo come la stanza, dalle pareti verdognole ed erose, sia caratterizzata da una piscina naturale di 60 centimetri di profondità che raccoglie l’acqua marina
Percorrendo un passaggio levigato...
...evidentemente scavato dall’uomo...
...è possibile poi giungere nel secondo ambiente della grotta, quello più grande e “monumentale”, di circa 10 metri per 10
Anche qui, con la protezione della barriera scogliosa, si è creata una vasca rupestre della profondità di 80-90 centimetri
Ci guardiamo nel frattempo intorno e notiamo come l’antro sia caratterizzato da due anfratti dall'entrata ad arco realizzati dall’uomo. Uno è di fatto murato...
l’altro invece conduce in uno stretto corridoio...
...colmo di rifiuti e massi. L’ambiente comunica infatti con l’esterno...
...anche se l’entrata dal lato terra, essendo evidentemente pericolante, è protetta da dalle barriere in ferro
E sulle mura di questa sorta di stanzino sono incisi anche alcuni graffiti...
...di non chiara identificazione
Ci spostiamo infine nella cavità principale e qui, nel completo silenzio interrotto solo dal suono dell’Adriatico, volgiamo lo sguardo verso l’esterno
E ci basta un attimo per ritornare indietro di cinquecento anni, quando la splendida Regina ammirava il sole alzarsi dal mare assieme al suo amatissimo marchese