Si possono coinvolgere garanti o fare fideiussioni ma, in caso di stipendio o pensione, di certo tutto è molto più fluido: uno dei modi per avere un prestito è, ad esempio, la cosiddetta cessione del quinto, grazie alla quale si impegna una cifra mensile a titolo di restituzione della rata che però non sarà mai superiore, per l’appunto, a un quinto della somma totale.
Si tratta di un prestito che può essere richiesto anche sulla pensione di reversibilità. In questo caso, come ricordano anche gli esperti di cessioneldequintofacile.com, per presentare la richiesta c’è un limite massimo di 85 anni e non di 75 come per le altre tipologie di finanziamento.
Le principali caratteristiche della pensione di reversibilità
La classica pensione INPS riguarda il momento in cui il lavoratore, maturate determinate condizioni, conclude il suo rapporto contrattuale e ottiene l’equivalente di ciò che ha versato negli anni.A questa, molte volte, si può affiancare però un’altra tipologia di pensione, che è appunto quella di reversibilità (o anche essere l’unica): nel momento in cui un membro della famiglia viene a mancare si può richiedere che la sua pensione, già in fase di erogazione o in procinto di esserlo, passi al coniuge o ad altri familiari, quali ad esempio i figli.
Anche per quanto riguarda il coniuge, ad ogni modo, esistono delle eccezioni: se è avvenuto un divorzio, la richiesta può comunque essere inoltrata, purché vi sia già un assegno mensile a titolo di sostentamento del coniuge rimasto in vita e che quest’ultimo non abbia contratto un nuovo matrimonio. Inoltre, la pensione deve avere, quale inizio di erogazione, una data che sia rigorosamente antecedente la sentenza di divorzio.
Per un figlio, che sia naturale o equiparato, le regole cambiano in base all’età: chi abbia meno di 18 anni può richiedere la pensione di reversibilità del genitore senza particolari limitazioni, mentre se studia ancora alla scuola dell’obbligo il confine arriva a 21. Si possono inserire anche gli studenti universitari, ma in questo caso l’asticella è fissata sui 26 anni compiuti. Se il figlio in questione ha una disabilità che non gli consente di lavorare ed è a carico del genitore, allora le problematiche legate all’età cessano del tutto.