Il calcio piano piano sta entrando nel vivo della stagione. Queste ultime settimane saranno decisive per il morale di molte squadre. Infatti terminare prima della sosta natalizia sarebbe una bella spinta per riprendere a Gennaio. In particolar modo il mese di Dicembre sarà un mese molto caldo per il Bari. La squadra pugliese dovrà affrontare una serie di scontri diretti che potrebbero rivelarsi decisivi. Sono quattro le sfide che attendono Terranova e compagni, con quattro livelli di difficoltà diversa. Allora bisogna restare attenti e concentrati, giocare di furbizia, come si fa in tutti i giochi dei casino, per riuscire ad avere il massimo da queste sfide. Certamente manca più di metà campionato, ma è comunque uno slancio importante per le sorti future.
L’ultimo sprint prima della pausa pe le festività parte lunedì 6 dicembre, con il Bari impegnato ad Avellino, campo storicamente ostico. Vincere vorrebbe dire spedire i lupi irpini a meno 12.
Domenica 12 sarà invece il tempo del derby con il Taranto. Il match è storico e manca da ben 28 anni e che aspettano con ansia da inizio campionato. Bisognerà centrare i tre punti per continuare verso il sogno promozione e vincere una sfida che molti tifosi sentono.
Il vero grande incontro accade sette giorni dopo il derby, con il Bari impegnato contro il Palermo in trasferta. La sfida del Barbera saraIl big match del campionato e dell'intero girone cadrà sette giorni dopo, domenica 19 dicembre, con il Bari impegnato al 'Barbera' di Palermo. Sarà molto importante vincere la sfida per non perdere il trend delle altre squadre e per poter dire la propria sul campionato.
Il mese di fuoco del Bari
Ultimo appuntamento dell'anno mercoledì 22 dicembre con il Potenza, prima di ritorno al 'San Nicola'.
Rivas: “Le cose non si fanno a caso”
Intanto a TuttoBari ha parlato un ex talento della squadra, ovvero Rivas. L’ex calciatore è stato uno dei protagonisti del Bari, insieme a tanti talenti come Barreto e Almiron.
Intervistato dal portale Rivas ha parlato del suo rapporto con la città pugliese: “ho giocato da altre parti, ma come a Bari al di fuori dell'Argentina non sono mai stato. Noi abbiamo bisogno della gente che canta tutta la partita, qui è una tradizione. L'altro giorno sono stato a vedere Independiente-Boca Juniors, c'era tutta un'atmosfera particolare sugli spalti. Per certi aspetti il San Nicola riesce a ricordare questo".
Non potevano mancare parole sul rapporto con la tifoseria: "Penso che il pubblico abbia bisogno di avvertire i giocatori vicini, ricordo che la gente veniva fuori dallo stadio per scambiare quattro chiacchiere, in centro ti fermavano. Per l'argentino questa è una cosa bella, è anche un riconoscimento personale".
Infine sulle difficoltà avute dalle squadre in Serie C: "Io ci ho giocato tantissimi anni fa (ad Arezzo, ndr), era una C diversa dove si giocava bene e c'erano calciatori importanti. Però per me era più semplice giocare in B e A, perché è vero che giochi contro gente più forte, ma il calcio è meno fisico e hai più spazi. Però il Bari ha la squadra per far bene"