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Elementari, tema shock: «Voglio una scuola dove imparare a essere sexy»
Inchiesta

Elementari, tema shock: «Voglio una scuola dove imparare a essere sexy»

di  Venerdì 25 ottobre 2013 3 min Letto 19.025 volte
BARI - In una scuola elementare di Bari, in quinta classe, una maestra assegna agli alunni il tema “la scuola dei miei sogni”. Chiede ai suoi ragazzi, che hanno 10 anni di età, di far volare la fantasia per descrivere la loro scuola ideale, dove poter studiare e vivere meglio.

Tornata a casa, legge i lavori dei suoi ragazzi.

Rimane soddisfatta da frasi quali «la scuola dei miei sogni è piena di giardini, alcuni per giocare, altri per studiare all'aperto»  ed è piacevolmente sorpresa dalla speranza di avere «aule grandi e luminose, con tanti computer per non stancarci quando la maestra fa il dettato».
L’insegnante si diverte anche a leggere le descrizioni fatte da alcuni maschietti, che vorrebbero come maestro  «Leo Messi, così mi potrebbe insegnare anche a dribblare» o come preside «Cristiano Ronaldo».

Poi passa ai compiti delle femminucce. E qui ha un sussulto. I temi delle si assomigliano tutti, sembrano quasi composti da una stessa persona. Ma soprattutto non sembrano scritti da delle bambine,  ma da ragazzine più grandi, con desideri adulti.

«Voglio una scuola con piscine, idromassaggio e un bar in cui sentirmi una principessa, anzi due, per poter scegliere a seconda del mio umore» , scrive una di loro. Ma a un’altra il relax non basta e aggiunge: «Ci dovrebbero essere sale in cui cantare e ballare, come ad Amici».

Il sogno di tutte è avere a portata di mano personaggi famosi da cui apprendere non solo tecniche di canto e recitazione, ma anche segreti di make up e seduzione. «Sarebbe bello avere delle star a scuola e delle stanze dedicate a loro – dice una ragazzina nel suo tema - Magari una sala trucco, a cura di Selena Gomez e Miley Cyrus, per imparare ad esser belle come loro e ricevere consigli su come essere sexy con i ragazzi».

E per il look da tenere a scuola le bambine hanno le idee chiare: «La divisa dovrebbe essere composta o da un vestitino corto o da un pantaloncino fuxia e un top».

«Ogni volta che ho avuto una quinta elementare (l'ultima 5 anni fa) ho sempre dato questo tema come compito in classe – ci confida la maestra - ed è sempre stato interessante vedere quanto i bambini possano spingersi in là con la fantasia. Ma le risposte erano sempre state diverse, soprattutto quelle delle bambine: fino a cinque anni fa, volevano una scuola che le preparasse a diventare brave dottoresse oppure una scuola fantastica come quella di Harry Potter in cui imparare a fare magie e in cui vivere mille avventure».

«Nel leggere i temi di quest’anno sono rimasta davvero stupita, in negativo – conclude l’insegnante - Poi però ho capito che i tempi sono cambiati e di conseguenza sono purtroppo cambiati anche i bambini».

Dopo quindi aver parlato delle 13enni che si mettono nude su Facebook, abbiamo quindi un’altra testimonianza di come le ragazzine di oggi stiano crescendo forse un po’ troppo in fretta: cominciano ad avere desideri da adulti già dalle elementari. Ma ciò che appare più serio è che i loro “sogni” siano  “standard”, tutti uguali tra loro e assolutamente legati a uno stesso immaginario collettivo: quello della bellezza, del successo, dello spettacolo e purtroppo, del disimpegno. 
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I commenti (1)
Anonimo
Per orgni generazione si dice sempre la stessa cosa:Crescono troppo in fretta, a quei tempi noi non eravamo cosμ etc.Ma io dico: non scordiamoci che miley cyrus faceva Hanna Montana(telefilm della disney per bamibini) e che da sempre le mamme praticamente costringono le bambine ad andare a danza, come se non esistesse un altro sport per le bimbe e i bambini di peso vanno a calcetto.. Per quanto riguarda le divise: θ la descrizione esatta dei cartoni animati giapponesi che vanno in onda in tv!gonne corte e magliettine a maniche corte, guardate sailor moon come veste(e sailor moon risale alla mia "epoca")....essere sexy? nei cartoni animati ci sono sempre storie d'amore(altro esempio:di nuovo sailor moon). concludendo: il marcio θ negli occhi di chi lo vede, non nei bambini