BARI – Nel mare di Palese ci sarebbe del piombo altamente inquinante. E’ la notizia pubblicata ieri da Barinedita. Ora, a poche ore da quell'articolo, qualcosa si starebbe muovendo. Il WWF si è infatti messo in contatto con Comune di Bari e soprattutto con l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) per chiedere le analisi delle acque e della costa in seguito alla nostra segnalazione.
Sabato scorso infatti due agenti della Polizia di Stato avevano fatto sgomberare la spiaggia adiacente allo stabilimento balneare militare il “Tiro a volo”, all’inizio del Lungomare Tenente Nicola Massaro (vedi foto galleria). Non avrebbero potuto fare altrimenti, vista l’«elevata quantità di proiettili e munizioni finite in mare, che hanno inquinato le acque con il piombo». Questo hanno detto i due agenti, riferendosi al poligono di tiro che sorge a pochi metri dalla costa, usato anni fa dai militari per le esercitazioni.
Il problema è che in quella zona non ci sono cartelli di divieto di balneazione, anzi, quel tratto di costa è stato ripulito e reso accessibile non più di cinque anni fa.
A questo punto abbiamo cercato di approfondire, ascoltando la voce di tutti gli interessati, da cui però abbiamo avuto versioni molto contrastanti. La situazione, per ora, è caotica. E affiora anche un dubbio preoccupante.
Il Tiro a volo – I militari escludono categoricamente che ci possa essere piombo in mare. «Noi non se sappiamo nulla. Il poligono è fermo da 25 anni e dalle analisi effettuate in mare non è mai emersa la presenza di piombo», ci ha riferito il tenente Sabbia. Il gestore (civile) del lido, Tanio Tassiello, non sembra invece esserne così sicuro. «A noi non è arrivata alcuna comunicazione dalla Capitaneria di Porto: di regola quando c’è divieto di balneazione ci dovrebbe essere un esposto», dichiara, ma aggiunge: «E’ vero anche che quello stabilimento in passato è stato luogo di prove tecniche quindi i militari hanno lanciato delle bombe e dei proiettili. Da ciò ne deriva che, in quel fondale ci sarebbe una minima probabilità di trovare ancora traccia di quelle munizioni. E’ anche vero che l’evento è noto a tutti e tutti sanno che non è mai esploso niente».
Inchiesta
Piombo nel mare di Palese: θ caos. E affiora un dubbio preoccupante
Il WWF – Una parziale conferma di ciò che dice Tassiello ci arriva dal Direttivo WWF Bari. «Il problema è alquanto conosciuto - afferma l'associazione ambientalista -. Lungo quella spiaggia per anni i militari hanno fatto le loro esercitazioni». E poi annuncia: «Stiamo allertando le autorità competenti affinché facciano delle indagini in modo da avere una risposta chiara ed esaustiva». E ci avverte che proprio all’Arpa è stata chiesta «l’analisi delle acque e della costa».
La Circoscrizione, la Polizia – Dagli organi “istituzionali” invece non siamo riusciti a sapere niente. Anzi: sembra quasi che ignorino l’eventuale problema. Dalla circoscrizione Comunale di Palese-Santo Spirito, il responsabile Vito Nitti ci dice: «Noi non sappiamo nulla. E comunque il fatto che ci siano proiettili in mare non vuol dire che le acque siano inquinate». Va bene, in Comune quindi sono all’oscuro di tutto.
Alla Polizia di Stato ci risponde l'ufficio stampa, da cui abbiamo una risposta alquanto sibillina: «Ne parleremo con i funzionari e chiariremo la faccenda, anche se bisogna vedere se i due colleghi avevano realmente cognizione della situazione».
Possibile? Quindi delle due l’una: o il mare di Palese è inquinato oppure la Polizia dispone ordini senza senso. Non sappiamo quale sia il male minore. Staremo a vedere.
Foto di: Daniela Barcone