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I semi dell'albicocca: panacea di ogni male o veleno mortale?
Inchiesta

I semi dell'albicocca: panacea di ogni male o veleno mortale?

di  Venerdì 12 luglio 2013 2 min Letto 41.118 volte
BARI - “Sono il meglio per mantenersi in buona salute”, “ricchi di vitamina B17 sono un rimedio antitumorale noto fin dall’antichità” “l’amigdalina inibisce la comparsa di metastasi ai polmoni”. Queste sono solo alcune delle affermazioni riportate dai siti internet dedicati al benessere e alla medicina naturale. Tutti sono d’accordo: i semi dell’albicocca, quelli che di solito vengono buttati dopo aver mangiato il gustoso frutto, sono un concentrato di proprietà benefiche. Addirittura aiuterebbero nella prevenzione e la lotta contro il cancro.
 
Tali teorie sono avvallate da ricerche scientifiche che effettivamente riconoscono a questo seme tali proprietà. Una di queste è lo studio condotto dal dottor Kanematsu Sugiura, del Memorial Sloan-Kettering Cancer di Manhattan. E diamo per certo che sia così.

Però chi parla dell’albicocca, spesso omette un “piccolo” particolare, che è invece essenziale conoscere: i suoi semi, se assunti in dosi maggiori, risultano essere tossici per il nostro organismo. Sprigionerebbero infatti acido cianidrico. 

Ad avvalorare questa tesi è il Committee on Toxicity (COT) di Londra, un laboratorio che fornisce consulenze al ministero della Salute bitannico. Ma anche il ministero della Salute italiano e il Centro Antiveleni dell'Università "La Sapienza" di Roma avrebbero messo l'accento sulla tossicità.

Insomma la medicina “ufficiale” si schiera contro i semi dell’albicocca, puntando il dito sulla loro “velenosità”. Trecento semi di albicocca rappresenterebbero una dose letale per un uomo adulto.  Il rischio è quello di incorrere in un avvelenamento acuto da cianuro, che determina un’anossia istotossica con convulsioni, arresto respiratorio, collasso e morte repentina. Il tutto dopo 15-20 minuti dall’ingestione.

Butta acqua sul fuoco però Nicola Deliso, nutrizionista biologo barese. «La letteratura medica in merito all'argomento è alquanto scarsa – sottolinea il dottore -. Di certo non si possono classificare questi semi come assolutamente tossici se si resta nei parametri della dose consigliata». La dose “innocua” sarebbe quella inferiore ai 5 grammi al giorno, circa 2 semi.
 
«Oltre i due semi – avverte Deliso - possiamo cominciare a riscontrare mal di testa, nausea, debolezza muscolare o problemi di tipo gastro intestinale. E’ chiaro che se i semi vengono assunti in dosi massicce, si può arrivare anche all’avvelenamento mortale».

Capito quindi? Va bene mangiare i semi di albicocca, ma cercate di non abbuffarvi, anche se sono molto buoni e sanno di mandorla. Il rischio è quello di un’indigestione difficile da far passare.
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I commenti (5)
Renato Pent
Ottimo articolo. In questo periodo io mangio 8/10 semi per pasto perchι ne sono ghiotto ma mi si anestetizza la lingua e la bocca, sto esagerando? E' pericoloso?
angela
Mettetevi d'accordo ! Ma questi semi di albicocche sono tossiche o no
Oreste Albarano
Sarebbe interessante conoscere la dl50. Il link non va http://cot.food.gov.uk/pdfs/cotstatementapricot200615.pdf
BARINEDITA
si Oreste, l'articolo è del 2013. Nel frattempo quella pagina inerente allo studio è stata cancellata, non sappiamo perchè. Faremo delle ricerche. Saluti
Giulio
Bravi, ottimo modo per una intossicazione da Cianuro. Bastano 5 semi di albicocca per avvelenare un bambino, 10 in un adulto. Il Cianuro provoca la morte per asfissia cellulare dopo sintomi come fortissimo mal di testa, nausea, vomito ecc... Siete dei delinquenti