BARI –“Anche i cani vanno in paradiso”. E’ il titolo di un film di Don Bluth, che rispecchia fedelmente ciò che molti padroni pensano del destino post mortem del proprio animale. Anche a Bari infatti c’è chi seppellisce il proprio cane con tanto di lapide e croce. E lo fa anche dove non potrebbe.
La scoperta del "cimitero abusivo" a Japigia, in via Caldarola nei pressi dello svincolo della tangenziale in direzione Foggia, risale a marzo del 2011. Il servizio veterinario della Asl fece addirittura riesumare i resti di alcuni cani alla ricerca di eventuali microchip che consentissero di risalire ai proprietari, rei di diverse trasgressioni: occupazione di terreno pubblico, violazione sanitarie e regolamenti sulla tutela degli animali. Per l'abbandono, lo scarico o l'eliminazione incontrollate del corpo dell'animale deceduto, infatti, il dlg. 36 del 2005 prevede sanzioni amministrative fino a 28mila euro.
Ma evidentemente questo non è bastato a dissuadere i cuori infranti delle decine di persone che, incuranti delle violazioni, hanno continuato a seppellire i loro fidati amici in quel campo (vedi filmato e galleria fotografica). Ad esempio su una lapide di pietra, una targa in legno ricorda così la cagnetta Nicole: "Ti amo, ti porterò sempre nel mio cuore".
Si stima che in Italia gli animali domestici siano circa 45 milioni e di questi 20 milioni sono cani e gatti. «Ma non possediamo dati certi - ci dice Ambra Bocciero, presidente della sezione di Bari dell'Enpa, Ente nazionale protezione animali - e ignoriamo quanti siano quelli presenti a Bari. I dati forniti dall'anagrafe canina non sono aggiornati e lasciano fuori tutti i randagi e gli animali detenuti senza registrazione».
Una cosa è certa, in Italia ne muoiono mediamente 2 milioni all'anno. Ma cosa avviene quando il nostro più fedele e amico ci lascia? Solitamente ci si rivolge al veterinario di fiducia: provvede lui a tutto. «Quando un animale muore – dice Luca, veterinario barese - in studio noi disponiamo lo smaltimento del cadavere appoggiandoci a ditte private specializzate. Sono loro a prendersi in carico il trasporto, l'incenerimento del cadavere e lo smaltimento in discarica».
Per il Regolamento CE 1069 del 2009 e disposizioni applicative UE 142 del 2011, i "sottoprodotti di origine animale" (è la definizione della legge, non ce vogliate) devono essere o inceneriti e gettati in discarica, oppure seppelliti in luoghi creati ad hoc. A Bari però, a differenza di altri comuni, non esistono cimiteri legali per gli animali e quindi c’è chi preferisce trovare un terreno incolto pur di non smaltire il proprio cane o gatto come un semplice rifiuto. Del resto il recente "Regolamento di tutela dei diritti degli animali" deliberato dal consiglio comunale di Bari il 13 dicembre 2012, non ha previsto sepolcreti pubblici per gli amici a quattro zampe.
Inchiesta
Japigia, cimitero abusivo per cani: per non gettare ''fido'' in discarica
La legge 130 del 2001 (art. 3 comma 1c) permette di seppellire il proprio animale domestico in un terreno privato, dopo averne denunciato regolarmente la morte, ma impone che non siano presenti sorgenti sotterranee o falde acquifere che possano essere inquinate. Ma non tutti dispongono di un terreno privato.
L’alternativa è rivolgersi ai cimiteri fuori città che oltre essere distanti diversi chilometri, costano pure un bel po'. In Puglia attualmente esistono solo tre cimiteri autorizzati. Il più vicino a Bari è ad Acquaviva delle Fonti. Per la sola cremazione (con restituzione delle ceneri) di un cane di peso entro i 20 chili, la spesa è di ben 302 euro. Per quanto possa sembrare strano a chi non ha mai posseduto animali, l'amore per il cane o il gatto di casa possono giustificare ogni sacrificio. E c'è chi ha fiutato l'affare offrendo servizi di "pet memory" davvero sofisticati e stravaganti, che si spingono fino al sostegno spirituale e psicologico dei padroni rimasti soli.
Ma la lontananza e l'eccessivo costo tagliano fuori molti padroni. E quindi non resta, pur di evitare l’incenerimento, che il seppellimento illegale in giardini come quello di Japigia. Così ha fatto Lucia con il suo Tommy. Perché lo dice anche il custode del paradiso dei cani, nel film citato all’inizio dell’articolo: “Tutti i cani vanno in paradiso, perché sono buoni e leali”. E non meritano certo la discarica.
Nel video il cimitero abusivo per cani di Japigia: