BARI – Era stato incluso dal Comune nella lista dei 202 edifici da salvare, ma prima che l’elenco fosse reso pubblico è stato abbattuto. È questa la paradossale fine a cui è andato incontro un fabbricato di corso Alcide De Gasperi, uno dei più antichi della “strada delle ville” di Bari. (Vedi foto galleria)
L’edificio neoclassico, a due piani, si trovava al civico 433 della via, nei pressi degli svincoli della tangenziale. Era abbandonato da decenni, ma fino a qualche mese fa continuava a mostrarsi con il suo basso muretto in pietra perimetrale, le facciate color ocra e le verdi finestre sovrastate da semplici architravi.
Certo, non si trattava di una villa di pregio come le tante ancora visibili su corso Alcide De Gasperi, ma la sua “storicità” era stata sufficiente a farla rientrare tra gli edifici baresi da tutelare. Il fabbricato era infatti presente nella scheda n.AM154 della lunga lista pubblicata nel giugno scorso dal Comune, in cui sono state indicate le 202 opere di architettura moderna e contemporanea che meritano di non essere abbattute.
Inchiesta
Bari, il caso del villino di corso De Gasperi: inserito tra gli edifici da salvare θ stato abbattuto
Il casino in questione (che si trovava accanto all’elegante Villa Rotondo) era stato selezionato per essere “una testimonianza di villa suburbana del periodo tra tardo Ottocento ed inizio Novecento sulla viabilità storica di corso Alcide De Gasperi”.
Purtroppo però, prima che il provvedimento entrasse in vigore, l’antico fabbricato è stato demolito per far posto a un nuovo condominio. Del villino non è così rimasto più nulla.
Oggi oltre le recinzioni metalliche dei lavori in corso si riescono a intravedere soltanto macerie: le stesse che ormai caratterizzano tutta Bari, vittima di una foga edilizia che sta sconvolgendo totalmente il panorama architettonico cittadino.
(Vedi galleria fotografica)
Diego Molinari
Occorrerebbe verificare, secondo me, se l'elenco stilato dal Comune abbia valore legale di declaratoria, alla stregua dei provvedimenti emessi dal MIC. In altri termini vi deve essere un dispositivo normativo che, di fatto, vieti il danneggiamento e/o abbattimento, considerandoli come reato, prevedendo dunque specifiche sanzioni in caso di infrazione.
Alberto
La logica distruttiva dei palazzinari ι fortemente radicata in questa città, favorita dallo scarso amore per la propria storia!
