BARI – Cinque orme impresse nella roccia probabilmente appartenute a degli anchilosauri, animali corazzati che vissero a Bari 100 milioni di anni fa. È l’importante scoperta fatta a Santo Spirito, rione del capoluogo pugliese, dove a due passi dal mare sono state rinvenute delle impronte di dinosauro risalenti al periodo Cretaceo inferiore.
Accompagnati dall'88enne geologo Vincenzo Colonna, colui che ci ha segnalato il ritrovamento, siamo così andati a visitare il sito preistorico, posto sul tratto di costa a sud del porto compreso tra l’ex ristorante La Barcaccia e il lido Il Titolo. (Vedi foto galleria)
Scendiamo quindi sul litorale utilizzando delle scalette e notiamo subito sulla sinistra, impressi sulla bianca scogliera, due fossi che ricalcano la forma di una zampa. Sono le prime e più evidenti orme di dinosauro. In una sono addirittura visibili quelle che paiono le impronte di dita.
A pochi metri di distanza scorgiamo un’ulteriore impronta, meno definita delle precedenti, mentre spostandoci un po’ più a sud, ecco altre due tracce. Una risulta più tondeggiante, ma anche l’altra è facilmente riconducibile al passaggio di un grosso animale.
«Non è un caso che a distanza di milioni di anni siano sopravvissuti questi segni - ci spiega Colonna -. Nel Cretaceo inferiore questa era infatti un’area lagunare: il fondale era basso e costituito da frammenti calcarei. I rettili dell’epoca venivano a cercarvi il cibo e ovviamente lasciavano le proprie orme su queste fragili distese di detriti. Poi con il tempo il suolo si compattò andando a costituire le solide rocce, sulle quali però erano rimaste “stampate” le impronte».
Inchiesta
Bari, orme di dinosauro rinvenute sulla costa di Santo Spirito: «In una si distinguono le dita»
foto di Fabio VogliosoIn effetti è raro rinvenire reperti fossili del genere. A Bari ne è stato trovato qualcuno nel Porto e sulla costa di San Giorgio e Torre a Mare e in numero maggiore a Lama Balice.
«Questi di Santo Spirito - ipotizza Rafael La Perna, docente di Paleontologia presso il dipartimento di Scienze della terra e geoambientali dell'Università di Bari - potrebbero appartenere a dinosauri terrestri ed erbivori quadrupedi, forse del gruppo degli anchilosauri, lunghi poco più di un metro e molto diffusi nel Cretaceo».
L’esperto conferma quindi l’origine “animalesca” delle fosse. «I segni nel corso dei millenni sono stati modificati a causa dell'erosione marina e dell'alterazione superficiale - avverte La Perna -, tuttavia con ogni probabilità si tratta di tracce lasciate dai dinosauri. Dico questo perché in tutte e cinque è ben visibile un “bordo di espulsione”. Quando l’animale poggiava la zampa sui detriti e poi la sollevava, rialzava infatti una certa quantità di sedimenti che andavano a posarsi sul bordo dell’impronta lasciata. Ciò dimostra che queste non sono semplici buche nella roccia calcarea. Tra l’altro in una di esse vi si vedono i segni di antichissime dita».
(Vedi galleria fotografica)
francesco quarto
Che scoop, complimenti a chi ha scoperto le orme e a chi ha diffuso la notizia!
credo di ricordare di aver visto qualcosa di simile proprio l'ano scorso a Ortisei (bz) o in una località vicina ...
Marco Petruzzelli
Il sito con le orme del titolo di Palese è stato scoperto nel 2012 dal dottor Francesco Stallone naturalista di Palo del colle. E pubblicate da me in ed iversi articoli di settore e anche blog online. Prego cortesemente correzioni grazie.
BARINEDITA
@marco petruzzelli. Non c'è nulla da correggere, noi non abbiamo scritto che il sito è stato scoperto oggi, ma che a segnalarci della sua esistenza è stato il geologo Vincenzo Colonna che ci ha anche accompagnato a vederlo. Cordiali saluti.
