BARI – Chiese, cimiteri, strade, palazzi: nel sottosuolo di Bari si cela una città antica e “nascosta”, un mondo sotterraneo che porta con sé millenni di storia e il susseguirsi di dominazioni e guerre, demolizioni e ricostruzioni.
Alcuni di questi luoghi sono inaccessibili, come il “sepolcreto di Bari”, enorme necropoli che si estende sotto vari quartieri ospitando le tombe dei baresi morti tra il VI e il IV sec a.C.. Altri ambienti sono invece visitabili, riportati alla luce nel corso degli anni grazie a scavi e restauri (vedi foto galleria).
Partiamo dal Fortino di Sant’Antonio, l’edificio di difesa costruito nel 1440 su una preesistente torre databile tra l’XI e il XII sec.. All’originaria struttura era annessa una chiesa consacrata al santo i cui resti sono ancora oggi visibili.
Nel sotterraneo del forte infatti, in un piccolo ambiente stretto tra due pareti e illuminato solo dalla vetrata superiore, si trova parte dell’antico tempio. Del santuario a navata unica chiusa in tre absidi e sormontata da una cupola centrale, restano delle arcate cieche, delle nicchie che un tempo ospitavano statue e due semipilastri con pennacchi.
Nei pressi dell’entrata si trova anche una cappella trapezoidale dove ogni 17 gennaio si celebrava la messa in onore di Sant’Antonio Abate.
Il nostro percorso prosegue in uno dei luoghi di culto più nascosti di Bari: il monastero e la chiesa di San Benedetto, strutture dell’VIII-IX secolo che si trovano nel ventre del complesso barocco di San Michele Arcangelo.
Due scalinate situate nei pressi dell’altare maggiore portano in due diversi ambienti. Il primo, ricco di volte a crociera sorrette da pregevoli colonnine e capitelli decorati, conserva una nicchia protetta da una grata dorata, lì dove vennero custodite le reliquie di San Nicola appena giunte da Myra nel 1087.
Nella seconda stanza invece colpiscono i resti di un affresco su un pilastro dai colori rosa e celestino e il ricco pavimento a tessere di varie dimensioni e forme.
La nostra prossima tappa è il cinquecentesco Palazzo Simi in strada Lamberti, attuale sede del Centro Operativo per l'Archeologia di Bari.
Qui sotto, a tre metri di profondità, è ancora visibile il pavimento di una domus romana del I secolo d.C., sulla quale nel X secolo fu poi costruita una chiesa bizantina probabilmente intitolata a San Gregorio de Falconibus. Si tratta di una struttura a tre navate della quale restano l’altare cubico e alcuni resti di affreschi dei quattro padri del Cristianesimo (Sant’Ambrogio, Agostino, Gregorio I e Girolamo) vestiti con abiti talari su sfondo blu.
Ma non è finita: sul tempio bizantino fu costruita, tra l’XI e il XII secolo, una chiesa romanica sulla quale ha poi preso vita la casa torre e infine la casa palatiata. Insomma in questo punto è possibile ammirare varie stratificazioni di Bari, riuscendo a comprendere come la città si sia evoluta nel corso dei secoli.
Inchiesta
Chiese, cimiteri, strade e palazzi: viaggio nell'antica e nascosta "Bari sotterranea"
Anche sotto il vicino ex convento di Santa Teresa dei Maschi (ora sede della Biblioteca De Gemmis) sono presenti le strutture murarie di tre differenti edifici di culto sovrapposti, ad iniziare dal VI secolo.
Proseguiamo e andiamo a visitare il succorpo della Cattedrale di San Sabino. Inaugurata nel 1292, fu costruita sulle rovine del duomo fondato nel V secolo e distrutto da Guglielmo il Malo nel 1156.
Di quelle rovine è oggi possibile ammirare l’originaria basilica paleocristiana del V secolo: un impianto che restò intatto fino all’XI secolo. Rappresenta un vero e proprio capolavoro il “mosaico di Timoteo”, un pregiato pavimento realizzato con piccole tessere policrome, costituito da un vasto campo centrale, con motivo a scaglie, racchiuso da una cornice decorata con animali acquatici e pesci.
Ma l’esplorazione del Succorpo ci permette di andare ancora più indietro nel tempo, mostrandoci i resti di un grande edificio civile di età romana, che evidentemente occupava l’area della Cattedrale prima che venisse costruita la basilica.
Qui possiamo anche ammirare anche un lembo di strada basolata, forse la via Traiana, percorsa in passato da eserciti e fedeli diretti alla Terra Santa. Infine è presente ciò che rimane di una più “recente” chiesa del IX-XI secolo.
Lasciandoci alle spalle la Cattedrale raggiungiamo ora l’imponente Castello normanno-svevo. Edificato da Ruggero II il Normanno nel 1131, si staglia su una preesistente città bizantina della quale sono ancora visibili, nei sotterranei, alcuni resti. Si intravedono case pavimentate con servizi e impianti produttivi per la lavorazione del ferro oltre che parte di un’antica cappella dedicata a Sant’Apollinare.
L’ultima tappa del nostro viaggio è l’area archeologica di San Pietro: una penisoletta che vide oltre 4000 anni fa sorgere i primi nuclei abitativi di Bari. Al centro del sito si trovano le fondamenta della chiesa di San Pietro Maggiore, costruita, secondo la leggenda, ai primordi del Cristianesimo.
Qui si affaccia anche l’ex monastero di Santa Scolastica al Porto fondato tra il 1068-1071 dalle “Benedettine Negre”, sfruttando un convento dei benedettini già esistente. Di questo più antico complesso, sorto tra il VII e l’VIII secolo, sono ancora visitabili i resti di un piccolo santuario dedicato ai santi Giovanni e Paolo situato nel bastione di Santa Scolastica, struttura difensiva del XVI secolo edificata sulla cinta muraria già presente.
Ed è proprio qui, non a caso, che ha sede il Museo Archeologico della città, un luogo dove è possibile ripercorrere tutta la millenaria storia di Bari.
(Vedi galleria fotografica)
