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La storia di Vito: l'ambulante che "costringe" i baresi a comprare i fazzoletti
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La storia di Vito: l'ambulante che "costringe" i baresi a comprare i fazzoletti

di  Giovedì 24 gennaio 2019 3 min Letto 133.368 volte
BARI – È uno dei personaggi più folkloristici della città e come “Oronzo degli accendini” o il compianto “Michele di Bari Vecchia” si presenta da anni per strada con l’obiettivo di racimolare qualche spicciolo per campare. Lui è specializzato nella vendita di fazzolettini di carta ai semafori, ma lo fa con un modo tutto suo, quasi “costringendo” i passanti all’acquisto. E per questo motivo da molti baresi è letteralmente odiato.

Stiamo parlando del 43enne Vito (nella foto), un giovane che in molti definiscono “schizzato” per via del suo muoversi frettolosamente e impazientemente tra le auto ferme al rosso alla ricerca spasmodica di un acquirente. Lo si può trovare prevalentemente a due incroci situati tra i rioni Picone e Poggiofranco: quello tra viale Papa Giovanni XIII e viale Orazio Flacco, oppure qualche metro più avanti tra via Papa Pio XII e via Pansini. Ed è proprio qui che l’abbiamo incontrato venerdì mattina.

Quando arriviamo sono le 10.30 e l’ambulante è già al lavoro da due ore. Sta bussando a tutti i finestrini delle macchine “chiedendo” agli autisti se vogliono dei fazzoletti. Usiamo le virgolette perché lui più che chiedere impone. Spesso dopo aver riempito di parolacce chi si rifiuta di comprare è capace anche di gettare il pacco di kleenex all’interno dell’auto, andando così a “sfidare” il malcapitato di turno. 

«Molte volte è stato picchiato a causa della sua insistenza - ci riferisce Mino, il gestore di un bar situato nelle vicinanze -. La sua famiglia è disagiata, è soprannominata “il buco”. Anche suo padre distribuisce i fazzoletti agli angoli e il fratello invece è per strada a vendere meloni».

Ma il semaforo nel frattempo è diventato verde e possiamo quindi avvicinarci a Vito, in quel momento intento ad accendersi l’ennesima sigaretta. «Faccio questo lavoro da sempre e lo faccio perché non c’è altro in giro», ci dice mentre osserva l’incrocio in attesa che scatti l’arancione.

Ed eccolo in men che non si dica correre di nuovo in strada, gridando e agitando confezioni di kleenex, per poi dirigersi dal papà situato all’altro angolo per fare rifornimento di altri fazzoletti. 

Quando torna è sorridente e più disposto a parlarci. «Sono del Libertà – afferma – quartiere da cui arrivo ogni giorno in bicicletta. Il pomeriggio però me ne torno a casa, perché non passano tante macchine dopo le 14. Non sono caro: vendo una confezione a un euro e riesco a guadagnare circa 30 euro al giorno». Gli chiediamo come mai abbia le mani piene di tagli. «È a causa del freddo – ci risponde -. D’inverno è dura stare fuori, la pelle si spacca».

Il semaforo però è di nuovo rosso: l'ambulante ci saluta, ci invita a uscire una sera con lui e scappa. E proprio in quel momento una signora lo chiama per acquistare un pacco di fazzoletti. Così Vito, contentissimo, ne prende tre e glieli lancia direttamente in macchina. È il suo modo per ringraziare.
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I commenti (4)
Carmela
Bravissima! Hai descitto appieno il personaggio che vedo ogni giorno!
Patrizia
Ma per piacere. Un giorno ho visto coi miei occhi una scena per cui l'avrei menato volentieri. Era in centro in bici, adocchiò una vecchietta, le andò incontro pedalando a tutta velocità e la scartò all'ultimo secondo, volontariamente. La vecchietta perse l'equilibrio, lui scappò facendosi una risata. No comment.
Cesare
Ricordo perfettamente una delle mie prime volte a bari...praticamente è estorsione, non capisco come mai sia ancora in giro...e cmq vi assicuro che non li vende a un euro a pacco e soprattutto non guadagna 30€ al giorno.
Antonio Plus Schiavone
la cosa scandalosa è chè proprio all'incrocio dove lui "lavora" cè il gabbiotto dei vigili. che si fa in questo caso? si va dai carabinieri e si denunciano i vigili consenzienti? ( io abito li ed è una cosa quotidiana...