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Bari, "l'aula non c'θ": gli studenti del Forpsicom senza un posto dove fare lezione
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Bari, "l'aula non c'θ": gli studenti del Forpsicom senza un posto dove fare lezione

di  Giovedì 31 marzo 2016 3 min Letto 8.151 volte
BARI - Quattromila studenti che pagano regolarmente centinaia di euro di tasse all’anno ma non hanno a disposizione neanche le aule per assistere alle lezioni. È quanto accade dallo scorso 14 marzo all'Università di Bari, dove il consiglio d'amministrazione non è riuscito a trovare una sistemazione per gli iscritti al cosiddetto "Forpsicom", il Dipartimento di formazione, psicologia e comunicazione.

Il pasticcio è cominciato nel 2015. Fino all'anno scorso infatti gli studenti usufruivano di alcuni ambienti affittati in via Quintino Sella e in via De Rossi. In vista del 2016 però il Dipartimento decise di non rinnovare i contratti di locazione, progettando il trasferimento degli insegnamenti in cinque grandi stanze ubicate al piano terra dell'Ateneo, con ingresso da via Nicolai (nella foto), utilizzate fino ad allora come uffici. Cinque aule che però non sono mai state ultimate: il consiglio d'amministrazione dell'Università ha infatti bloccato il cantiere, in quanto il Dipartimento avrebbe effettuato erroneamente l'affidamento diretto dei lavori al posto di indire una gara d'appalto.

Per cercare di rimediare all'intoppo, il consiglio ha creato d'urgenza il "campus murattiano", attraverso cui la gestione dell'Ateneo, del palazzo del Dipartimento di Lingue e del palazzo Del Prete sarebbe stata effettuata congiuntamente da tutti i dipartimenti, compreso il Forpsicom. Ma evidentemente il nuovo "inquilino" non è stato molto gradito.

«La convivenza era prevista a partire dal metà marzo, quando è cominciato il secondo semestre - racconta Cesare, studente del dipartimento "senza casa" -. La prima lezione era programmata in un'aula dove prima del "campus" si studiava Giurisprudenza, ma è stata annullata in quanto era occupata dagli iscritti di quella facoltà impegnati a sostenere un esame. E’ nata così una confusione totale, perché sembra che i direttori degli altri dipartimenti non vogliano ospitarci».

Per gli studenti formazione, psicologia e comunicazione è cominciato così un “nomadismo”, che li conduce di giorno in giorno da un plesso all’altro, sperando nello spirito d'accoglienza altrui. «Per alcune lezioni di inglese ci siamo addirittura spostati nel vicino palazzo ex Enel - prosegue Cesare -. Molti di noi hanno seguito il docente seduti per terra, mentre i più "fortunati" sono riusciti a poggiarsi su dei comodini».

E pensare che l'Università ha comprato “Easy Academy”, un software che permette l'assegnazione automatica delle aule in base al numero di partecipanti previsti per ogni lezione. Il sistema però non è mai entrato in funzione.

«In questa situazione di disagio - spiega Federica, dell'associazione studentesca Muro - i funzionari del Forpsicom hanno comunque formulato degli orari che tutto sommato soddisferebbero le nostre esigenze. Occorre però che i direttori degli altri dipartimenti siano più flessibili nel cedere spazi e soprattutto che le cinque aule promesse siano pronte il prima possibile. Senza collaborazione il problema non si risolve».

Intanto, dopo le sollecitazioni al rettore, gli studenti si riuniscono oggi in Ateneo in un'assemblea pubblica per fare il punto della situazione: lo slogan usato è "L'aula non c'è", sulla falsariga della vecchia canzone di successo di Nek. Sperando ovviamente che la musica cambi.
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