Valenzano, la "Cena dei popoli": studenti provenienti da tutto il mondo offrono piatti tradizionali
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Valenzano, la "Cena dei popoli": studenti provenienti da tutto il mondo offrono piatti tradizionali

di  Lunedì 15 giugno 2026 4 min Letto 1.372 volte
Valenzano, la "Cena dei popoli": studenti provenienti da tutto il mondo offrono piatti tradizionali
VALENZANO – Piatti provenienti da nove Paesi diversi e una serata che si è trasformata in un incontro tra culture profondamente diverse tra di loro. È il racconto di ciò che è avvenuto venerdì 5 giugno in largo Plebiscito, a Valenzano. Qui infatti è stata organizzata la “Cena dei Popoli”: un evento giunto alla sua decima edizione organizzato dagli studenti del Ciheam (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei).

Quest’ultimo è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1962 che si focalizza sulla formazione post-universitaria, la ricerca e la cooperazione internazionale nei settori dell'agricoltura e dello sviluppo rurale sostenibile.

Il campus italiano del Ciheam ha sede proprio a Valenzano, all’interno dell’Istituto agronomico mediterraneo (Iam) e quest’anno raccoglie studenti provenienti  da Algeria, Egitto, Marocco, Tunisia, Bangladesh, Pakistan, Libano, Turchia e Italia.

Giovani stranieri che ogni anno si ritrovano nella suddetta “Cena dei popoli”, un appuntamento che permette loro di condividere le proprie storie e le proprie culture, anche attraverso i piatti della tradizione. (Vedi foto galleria)

Quando arriviamo in largo Plebiscito vediamo una cinquantina di ragazzi che, dietro i banconi di alcuni stand, offrono specialità quali tajine tunisini, bourak algerini e biryani pakistani.

A colpirci sono le tante e grandi bandiere esposte, che i giovani affiancano tra di loro per scattare foto ricordo  che hanno il gusto del dialogo e dell’integrazione.  

«Il tema scelto per questa edizione è stato “Pace e pienezza di vita” - spiega Mara Tae Mininni, responsabile dell’Ordine Francescano Secolare, istituzione religiosa che assieme ad altre 16 associazioni ha organizzato l’evento -. La Cena nasce proprio per favorire l'incontro tra cittadini e studenti internazionali, costruendo ponti tra culture e provenienze diverse».

La manifestazione ha anche una finalità benefica, visto che la vendita dei piatti (offerti in cambio di un contributo  libero) serve a raccogliere fondi da destinare all'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII. Pietanze che sono state preparate dagli studenti stessi.

Ad esempio la 26enne Shafaq Urooj ha realizzato il biryani, uno dei piatti tipici della cucina pakistana, a base di riso aromatico cotto con spezie, carne o verdure. Lei è in Puglia dalla fine del 2025. «Mi trovo molto bene – ci dice –. Nonostante le difficoltà iniziali per ottenere il visto, oggi sono felice di poter studiare qui e vivere questa esperienza internazionale».

Lo stand del Pakistan è lo stesso del Bangladesh, segno della ritrovata serenità tra i due Paesi storicamente in conflitto.  A presentare i piatti bengalesi è la 24enne Vashwati Mondol, che ci invita ad assaggiare il payesh, un dolce tradizionale. 

«È un dessert legato ai momenti felici della vita e viene preparato soprattutto per festeggiare nascite e compleanni – spiega la studentessa –. La ricetta prevede pochi ingredienti: riso, latte, zucchero, foglie di alloro e cardamomo».

Ci spostiamo ora agli stand del Nord Africa. Qui incontriamo le 26enne Imen Limame, studentessa algerina che ci offre il bourak. «È realizzato con una pasta sottile chiamata dioul e farcito con pollo, formaggio e cipolla», spiega.

Mentre la 26enne tunisina Arij Ismail ha contribuito con la preparazione di due specialità: il tajine e il fricassé.
«Il secondo, soprattutto, è stato molto apprezzato dai baresi  - ci dice la ragazza mostrandoci la bandiera della Tunisia -. Si tratta di una sorta di panino con impasto lievitato e fritto nell’olio condito con uova, tonno e olive. Per adattarlo ai gusti di tutti abbiamo scelto di non aggiungere la salsa piccante che normalmente accompagna questa specialità».

Arij sottolinea il valore umano dell'esperienza vissuta all'interno del Ciheam. «La cosa che apprezzo di più è la possibilità di incontrare persone provenienti da Paesi diversi – afferma –. Vivere e studiare in un ambiente così internazionale è un'esperienza molto arricchente e rappresenta una vera occasione di scambio culturale».

«Da dieci anni l'evento coinvolge associazioni, studenti e cittadini in un percorso di condivisione che valorizza la diversità culturale come una ricchezza per tutta la comunità – conclude Marialuisa Martino, dell’associazione studentesca New Team –. In un periodo storico segnato da tensioni e divisioni, creare spazi di dialogo e collaborazione diventa ancora più importante per rafforzare i legami tra persone».

(Vedi galleria fotografica)
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