Bari, in una scuola media c'θ anche l'ora di meditazione: «Aiuta ad apprendere meglio»

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Bari, in una scuola media c'θ anche l'ora di meditazione: «Aiuta ad apprendere meglio»
BARI – La meditazione è considerata generalmente una cosa “da grandi”, pratica ideale per chi cerca di scappare dallo stress e dalla frenesia quotidiana.  Fa quindi “strano” scoprire che a Bari ci siano dei ragazzini di 12 anni che si siedono in cerchio con gli occhi chiusi con l’obiettivo di trovare “la pace interiore”. Eppure è così. Nella scuola media Carducci ogni mercoledì gli studenti dedicano un’ora a questa pratica proveniente dall’estremo Oriente: sembra che aiuti loro nella concentrazione e nell’apprendimento. Siamo andati a trovarli (vedi video).

Quando entriamo nella classe 2°A dell’istituto ubicato in via Francesco d’Assisi, troviamo 21 ragazzi e la loro docente già disposti in cerchio al centro dell’aula. I banchi sono stati spostati ai margini della stanza e gli studenti sono posizionati su delle sedie molto vicine tra loro. Su un tavolo è poggiato un pc che servirà per la riproduzione della musica rilassante che farà da sfondo all’attività. «La disposizione in cerchio è fondamentale per la condivisione del respiro e delle emozioni e favorisce la costruzione di un legame che collega tutto il gruppo», ci spiega subito Paola De Marzo, la docente di Lettere fautrice della meditazione a scuola.

Paola insegna meditazione anche al di fuori dell’ambiente scolastico e ha spinto molto affinchè anche i suoi alunni fossero introdotti a questa pratica millenaria. «Sono convinta – ci dice – che la meditazione sia sorgente di innumerevoli benefici nella fase della pre adolescenza: conduce alla consapevolezza e alla “alfabetizzazione emozionale” e permette di rilassarsi favorendo così concentrazione, apprendimento e sviluppo della creatività».

L’alfabetizzazione emozionale sarebbe quello stato in cui si riesce a sentire e analizzare le proprie emozioni e i propri stati d’animo. «E questo è fondamentale per acquisire la piena consapevolezza di sé, portando così alla luce disagi e problematiche che possono toccare i giovanissimi nella fase che precede l’adolescenza», sottolinea la docente.

Non ci resta a questo punto che assistere alla lezione.  Notiamo però che i ragazzi sono senza scarpe. «La professoressa ci dice sempre che dobbiamo avere i piedi a contatto e radicati nella terra», spiega il piccolo Riccardo. Ma ecco che parte la musica e gli alunni chiudono gli occhi (nella foto). Sono estremamente seri, nulla li distrae. Durante i primi minuti il gruppo si concentra sul respiro, sull’inspirazione e l’espirazione. 

Successivamente i ragazzi vengono invitati dalla docente a immaginare che un fascio di luce con i colori dell’arcobaleno attraversi il loro corpo partendo dai piedi e arrivando alla testa. A questo punto viene chiesto loro di pensare che la luce torni verso il basso. La professoressa suggerisce di prestare attenzione a ogni sensazione fisica provata, come il formicolio di un arto o la percezione di calore scatenata dal fascio di luce immaginario.

Nella fase finale Paola indica agli alunni di “tornare indietro”, uscendo dalla fase profonda della meditazione attraverso un conto alla rovescia. I ragazzi iniziano così a muovere le mani, poi i piedi e infine aprono gli occhi riprendendo un totale contatto con la realtà.

Possiamo ora avvicinarci agli alunni per chieder loro se alla fine la meditazione incontri il loro interesse. «La cosa che più amo – afferma Sara – è il fatto di poter raggiungere luoghi immaginari con la mente: con il corpo sono qui, ma con la testa vado altrove, è bellissimo». «A me, invece – prosegue Denny – la meditazione piace perché durante quel momento non penso ai problemi. Tutte le cose brutte si allontanano». «Con questa pratica ho la possibilità di produrre qualcosa con l’immaginazione – sottolinea Riccardo–. Non è come la televisione che ti impone delle immagini, quando medito le posso creare io». «Io sento che il legame con i miei compagni sta diventando sempre più forte, li sento più vicini a me», asserisce un’altra alunna.

«E’ questo il cuore della questione – conclude l’insegnante –. I bambini e i pre adolescenti spesso tendono a parlare tanto e far chiasso. Con la meditazione invece ascoltando se stessi imparano ad ascoltare anche gli altri e a comprendere finalmente il prossimo».

Nel video (di Antonio Caradonna e Gianni de Bartolo) la lezione di meditazione nella scuola media Carducci di Bari:

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