BARI- Sulla mappa stradale è un piccolo quadrilatero ubicato a pochi passi dal centro di Bari, in via Cifarelli, prolungamento dell'estramurale Capruzzi. Allo sguardo di un passante può sembrare un cumulo di case fatiscenti lontane dalla comune idea di civiltà, ma per chi osa addentrarsi in quello che i residenti chiamano "far west", si spalanca uno scenario fatto di vite e storie che aspettano solo di essere raccontate.
«Anche se non siamo troppo lontani dal centro, senza mezzi pubblici ci sentiamo fuori dal mondo - racconta con determinazione Angelo, mentre ci fa da guida alla scoperta degli edifici malandati e traballanti-. Non esistono autobus che conducono qui e i nostri bambini sono costretti a percorrere un sottopassaggio sporco e buio per raggiungere le scuole.
Qualche mese fa una bambina ha rischiato di essere stuprata. In queste case non arriva il gas, tutti si arrangiano usando delle bombole e non capisco perchè ciò alle istituzioni non interessi».
Non per altro l'unico modo per farsi ascoltare, spiegano alcuni passanti, è quello di scendere in strada e bloccare il traffico di Via Cifarelli, cosa che accade di frequente per sollecitare l'attività dell'Amiu. L'azienda comunale responsabile della raccolta rifiuti, infatti, non fornirebbe al "far west" la presenza di operatori ecologici, tanto che a pulire le strade sono i residenti.
Alla scoperta del ''far west'' di Bari: tra amianto e abbandono
Il nostro primo cicerone decide poi di lasciarci nelle mani dell'unico attivista della zona che ci fa scoprire l'aspetto più triste di questa realtà: case in amianto e un'enorme struttura abbandonata da anni che ancora oggi sprigiona diossina.
Dalla fitta recinzione di ferro arrugginito e dal maestoso cancello scambiato dai bambini per un albero su cui arrampicarsi, le condizioni disastrose dall'ex stabilimento della società petrolifera Shell sono evidenti: la grande quantità di sporcizia e una pavimentazione incalpestabile per via delle macerie ricoperte da polvere contenente fibre d'amianto, attirano subito la nostra attenzione.
E pensare che qui, tra le decine di famiglie che popolano il Far West, ci sono anche 18 bambini costretti a respirare aria tossica e convinti che questo sia il meglio che la vita possa offrire.
Dalla fitta recinzione di ferro arrugginito e dal maestoso cancello scambiato dai bambini per un albero su cui arrampicarsi, le condizioni disastrose dall'ex stabilimento della società petrolifera Shell sono evidenti: la grande quantità di sporcizia e una pavimentazione incalpestabile per via delle macerie ricoperte da polvere contenente fibre d'amianto, attirano subito la nostra attenzione.
E pensare che qui, tra le decine di famiglie che popolano il Far West, ci sono anche 18 bambini costretti a respirare aria tossica e convinti che questo sia il meglio che la vita possa offrire.