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Gratta e vinci fortunati gettati nel cestino: un barese si mette ogni giorno alla loro ricerca
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Gratta e vinci fortunati gettati nel cestino: un barese si mette ogni giorno alla loro ricerca

di  Mercoledì 29 gennaio 2020 3 min Letto 14.504 volte
BARI – Nell’aprile scorso ha fatto scalpore la notizia del ritrovamento, da parte di un pescatore di Mola di Bari, di un “gratta e vinci” fortunato da 100mila euro gettato nel cestino da un giocatore distratto. Quella che però può sembrare un’eccezionalità rappresenta quasi la regola: quotidianamente infatti c’è chi butta via tagliandi non accorgendosi di aver diritto alla riscossione.

E così c’è qualcuno che ha costruito sull’altrui disattenzione una sorta di “professione”. È il caso di un 50enne barese (nella foto) che ogni giorno gira con la sua bicicletta tutti i bar e i tabaccai della città, rovistando nelle pattumiere alla ricerca di qualche ticket grattato e vincente.

Noi lo abbiamo incontrato nei pressi del caffè di una stazione di servizio di corso Alcide De Gasperi. Quando lo avvistiamo è naturalmente alle prese con il suo “lavoro”: sta infatti setacciando l’immondizia posta fuori dall’esercizio commerciale. Ci avviciniamo e lui, nascosto dal cappuccio della sua felpa, dichiara di non voler rivelare la sua identità, svelandoci però qualche segreto del suo mestiere.

«Sono anni che lo faccio – afferma – anche se ultimamente la gente è diventata più attenta. Prima riuscivo a racimolare cento euro al giorno, ma adesso il massimo che riesco a portarmi a casa è una ventina di euro».

Lasciamo così il 50enne alla sua occupazione ed entriamo nel bar per fare due chiacchiere con la proprietaria. «Passa di qui ogni mattina verso la stessa ora – ci dice la donna -: questa è una delle sue prime tappe giornaliere. Viene dalla provincia con il bus, poi scende a Ceglie del Campo e con la bicicletta comincia a “visitare” tutti i cestini della città, fino in centro. Non parla molto, ma ormai qui lo conosciamo tutti e posso confermare che la sua attività lo porta sempre a un successo, seppur minimo».

Troviamo conferme di questo racconto in un altro bar di Carbonara, situato in  piazza Vittorio Emanuele. «Non sappiamo il suo nome, ma lo vediamo sempre – affermano Michele e Pietro, due avventori del posto -. Da anni arriva con la sua due ruote che parcheggia qui davanti, passando parecchio tempo a frugare tra i biglietti. C’è però chi non lo sopporta e pur di non rischiare di regalargli la sua eventuale vincita strappa il tagliando dopo averlo grattato. Lui però non si arrende mai e a volte entra a riscuotere, tutto sorridente».

Ma come mai c’è gente che incredibilmente butta letteralmente via i propri soldi? «Alcuni non conoscono bene le regole e non sono a conoscenza dei numeri “jolly” – sottolinea Maria, che gestisce un tabaccaio di Carbonara -. Poi spesso vedo persone che giocano distrattamente, magari parlando al telefono o bevendo il caffè. E infine ci sono i più anziani che hanno difficoltà a leggere bene: a volte infatti chiedono a noi di rivedere i ticket passandoli nella macchina che li verifica automaticamente. È anche vero che ultimamente noto più attenzione, forse a causa del grosso ritrovamento avvenuto a Mola di Bari».

Prima di uscire ci fermiamo a chiacchierare proprio con una vecchiettina, alle prese con monetina e biglietto. Le chiediamo se sia solita verificare prima di gettar via il tagliando. «Controllo ogni volta, per quel che la mia vista ormai mi concede – ci dice -. E comunque non sono contraria a ciò che fa quel signore, anzi sarei contenta se sapessi che la mia vincita perduta è stata riscossa da qualcuno. Del resto è sempre meglio che lasciarla nel cestino per sempre».
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