Che sia in rete o al tavolo di un bar le decisioni che prendiamo durante una partita sono strettamente connesse con il nostro modus operandi anche nella vita. Ciò accade perché cervello, emozioni e gestualità giocano a loro volta una partita parallela che può influire sull’andamento e sul risultato finale.
Accade, però, anche l’inverso, poiché anche i giochi con le carte, con la loro componente di imprevisti e la richiesta di strategie specifiche influenzano la nostra mente. Gli psicologi comportamentali si soffermano soprattutto sulla capacità del gioco di stimolare il cervello nella creazione di nuovi schemi mentali per far fronte alle mosse dell’avversario.
Non è un caso se oggi i giochi con le carte, sia quelli tradizionali che quelli sviluppati ad hoc per scopi terapeutici, vengono raccomandati per contrastare i sintomi della demenza. L’attività ludica riesce a rallentare l’invecchiamento neuronale.
I giochi che prevedono l’adozione di tecniche specifiche, lo studio delle mosse dell’avversario, la memorizzazione delle carte si configurano come una vera e propria palestra cognitiva, perché potenziano la flessibilità mentale. Hanno, inoltre, un forte impatto anche sulla componente emotiva. Quest’ultima è chiamata ogni volta ad intercettare la soluzione migliore, talvolta in condizioni di stress.
Giochi con le carte e psiche: in che modo si influenzano vicendevolmente
Questa stimolazione reciproca è evidente soprattutto in quei giochi che chiamano in causa sia la capacità di calcolo che le emozioni. Nel blackjack, ad esempio, la psiche è chiamata ad elaborare decisioni veloci, ma anche effettuare calcoli probabilistici razionali. Per mantenere alta tanto la concentrazione quanto la lucidità è indispensabile una buona dose di autocontrollo. Il gioco aiuta, allora, a monitorare gli impulsi a favore di un maggiore rigore logico.
La sfera psicologica è sottoposta poi ad un ulteriore livello di difficoltà quando si gioca in coppia. L’aspetto sociale è tutt’altro che secondario, giacché in questo caso la vittoria o la sconfitta acquisiscono una connotazione diversa, in quanto condivisa. Aumenta l’adrenalina, ma anche il senso di responsabilità. Diventa decisivo riuscire a coordinarsi con il partner, decifrando i suoi segnali, comprendendone le strategie per poi allinearsi ad esse con il fine di raggiungere l’obiettivo comune.
Insomma, giocare a carte è molto più di un semplice passatempo e prima ancora di poter pensare che siamo noi a decidere le sorti della partita, teniamo presente che anch’essa ha la capacità di cambiare noi.