Arriva la festa di San Nicola, sagra provinciale all'insegna di ''spari'' e salsiccia

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Arriva la festa di San Nicola, sagra provinciale all'insegna di ''spari'' e salsiccia
BARI - Tra un mese Bari, come ogni anno, celebrerà San Nicola. La città nei giorni della “festa dei baresi” dimostra al mondo di esistere, esibendo con orgoglio un Santo che è venerato ovunque, dalla Russia agli Stati Uniti.

Un’occasione unica per Bari, per poter dare spazio alla propria creatività, alla propria cultura, mostrando a tutti le proprie peculiarità, la propria vitalità.

E invece la festa di San Nicola, anche quest’anno, come tutti gli altri anni, non ci riserverà alcuna sorpresa. La “sagra” punterà sui soliti punti fermi: la processione, i fuochi d’artificio, i lupini e le olive in calce. Come qualsiasi altro paesotto della provincia italiana.

Tre giorni sprecati.

Che bello sarebbe in quelle 72 ore dare spazio ai propri artisti, organizzando concerti, rappresentazioni teatrali, mostre di pittura. Che bello sarebbe se si aprissero palazzi e chiese normalmente chiusi al pubblico. Che bello sarebbe se la festa patronale fosse l’occasione per mostrare a tutti un lato “diverso” di Bari, magari con festival, conferenze e incontri.

Non sarebbe tanto difficile, mica stiamo parlando di far venire a suonare Bruce Springsteen in piazza del Ferrarese.

E invece, anche nel 2013 assisteremo alla solita processione del 7 maggio (e va bene, le tradizioni religiose devono essere rispettate) per poi fare avanti e indietro sul lungomare, l’8 e il 9 maggio, trangugiando “sgagliozze” e panini con la salsiccia tra le bancarelle. Il tutto aspettando il clou della festa: la gara degli “spari”.

Fantastico.

Tutto questo in una città (o forse sarebbe meglio dire un “grosso paese”) che vuole candidarsi a diventare Capitale europea della cultura nel 2019. Bari come Firenze, Parigi, Dublino, Madrid e Lisbona.

Leggiamo su Wikipedia: «La Capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione Europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale».

Bene, la festa di San Nicola non potrebbe essere allora un ottimo viatico per cominciare a cercare di ottenere questa agognata “visibilità internazionale”? Per convincere (e convincerci) che sì, Bari nel 2019 può mettere sé stessa al centro dell’Europa. E che non siamo solo la città di escort e calcioscommesse.

Almeno ci si può provare.

Ci pensassero gli amministratori locali mentre l’8 maggio passeggeranno sul lungomare bevendo birra peroni. “Alla canna” naturalmente. Perché “noi siamo di Bari”.
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