IL DOCENTE DI FITNESS
L'allenamento funzionale: cos'θ ed θ vero che fa miracoli?
Si fa presto a dire atleta. Un corridore senza coordinazione, un uomo muscoloso che non riesce a compiere trazioni alla sbarra, un body builder che flettendosi non riesce a toccare i suoi piedi. Questi sono tutti atleti sì, ma settoriali. Ripetere infinitamente un gesto tecnico porta certamente a ottimi risultati, ma l’intero corpo umano ne risulta compromesso.
L’allenamento funzionale invece sviluppa il corpo dal punto di vista muscolare, coordinativo, condizionale, propriocettivo e non ultimo mentale.
Si tratta di una serie di esercizi che simulando la gestualità quotidiana (sollevare un peso da terra, scansare un ostacolo, prendere un oggetto a volo, spingere un mobile, salire su una scala) migliorano la condizione fisica generale. Si praticano in una sala quasi vuota dove il corpo può essere più libero di muoversi e prendono spunto da altre discipline sportive riadattate, usando anche piccoli attrezzi come la palla medica , il fitball, la sacca bulgara, il kettlebell, le clavette o la sbarra per le trazioni.
Fondamentale è la progressione delle difficoltà: man mano che si impara un esercizio, questo deve diventare sempre più complesso. In questo modo si acquisiscono nuovi schemi motori che andranno a sollecitare non solo l’apparato locomotore ma anche e soprattutto il sistema nervoso, rendendo il training rilassante e stimolante.
Si sarà in grado quindi di sollevare 30 kg alla leg machine, di compiere un percorso di destrezza, di fare gol, di compiere una staccata sagittale e di avere esteticamente una bella struttura, conseguenza dell’allenamento e non finalità di esso. Tutto questo perché l’allenamento funzionale è la condizione “naturale” dell’allenamento.
L’allenamento funzionale invece sviluppa il corpo dal punto di vista muscolare, coordinativo, condizionale, propriocettivo e non ultimo mentale.
Si tratta di una serie di esercizi che simulando la gestualità quotidiana (sollevare un peso da terra, scansare un ostacolo, prendere un oggetto a volo, spingere un mobile, salire su una scala) migliorano la condizione fisica generale. Si praticano in una sala quasi vuota dove il corpo può essere più libero di muoversi e prendono spunto da altre discipline sportive riadattate, usando anche piccoli attrezzi come la palla medica , il fitball, la sacca bulgara, il kettlebell, le clavette o la sbarra per le trazioni.
Fondamentale è la progressione delle difficoltà: man mano che si impara un esercizio, questo deve diventare sempre più complesso. In questo modo si acquisiscono nuovi schemi motori che andranno a sollecitare non solo l’apparato locomotore ma anche e soprattutto il sistema nervoso, rendendo il training rilassante e stimolante.
Si sarà in grado quindi di sollevare 30 kg alla leg machine, di compiere un percorso di destrezza, di fare gol, di compiere una staccata sagittale e di avere esteticamente una bella struttura, conseguenza dell’allenamento e non finalità di esso. Tutto questo perché l’allenamento funzionale è la condizione “naturale” dell’allenamento.
Luciano Di Pinto
Perchθ secondo lei un bodybuilder non riesce a fare tutte le azioni elencate nell'ultimo periodo del suo articolo senza praticare l'allenamento funzionale???
PROFESSORESSA POMPILIO
Lallenamento funzionale sviluppa il corpo dal punto di vista muscolare, coordinativo, condizionale, propriocettivo e non ultimo mentale. Un bodybuilder non riesce a fare tutte le azioni elencate proprio perchι il suo allenamento non θ funzionale ma muscolare: il fine a cui tende θ lincremento della massa muscolare in un determinato distretto.
Per far ciς si θ disposti a un gran numero di ripetizioni con pesi e macchinari che stressando il muscolo mettono a repentaglio la flessibilitΰ, cioθ la capacitΰ che permette la maggior ampiezza delle articolazioni assieme al maggior allungamento dei muscoli.
Avere troppa massa muscolare compromette lagilitΰ dei movimenti. Non θ detto perς che tutti i bodybuilder siano rigidi e poco elastici. Se il loro allenamento fosse incrementato dal lavoro aerobico e da qualche esercizio di coordinazione, la situazione migliorerebbe notevolmente.