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Visita alla Cattedrale di Bari

Bari 17 foto 16 March 2017

Meno visitata della Basilica, intitolata a un santo che si è visto “scippare” il titolo di patrono di Bari, eppure chiesa dal grande valore storico e artistico e cuore pulsante della città vecchia. Parliamo della Cattedrale di San Sabino, che con il suo alto campanile da 725 anni svetta sul capoluogo pugliese. Inaugurata il 4 ottobre del 1292, fu costruita secondo gli stilemi del romanico pugliese sulle rovine del duomo distrutto da Guglielmo il Malo nel 1156 (foto di Ilaria Palumbo)

17 fotografie
La Cattedrale si trova in piazza Odegitria, ampia area pedonale che si affaccia sul Castello Svevo. È qui che ci fermiamo ad ammirare la maestosa facciata, sulla quale spiccano un rosone a diciotto petali e una bifora sul cornicione aggettante, sorretto da colonne con capitelli corinzi che adornano il grande portale centrale. Alle spalle il campanile alto 68,90 metri
La Cattedrale si trova in piazza Odegitria, ampia area pedonale che si affaccia sul Castello Svevo. È qui che ci fermiamo ad ammirare la maestosa facciata, sulla quale spiccano un rosone a diciotto petali e una bifora sul cornicione aggettante, sorretto da colonne con capitelli corinzi che adornano il grande portale centrale. Alle spalle il campanile alto 68,90 metri
Si resta senza fiato varcando il portale. La luce pomeridiana invade la navata principale, sorretta da colonne, capitelli e arcate che i restauri eseguiti negli anni Trenta del secolo scorso hanno liberato dagli stucchi barocchi apposti nel 700 dall’architetto Antonio Domenico Vaccaro
Si resta senza fiato varcando il portale. La luce pomeridiana invade la navata principale, sorretta da colonne, capitelli e arcate che i restauri eseguiti negli anni Trenta del secolo scorso hanno liberato dagli stucchi barocchi apposti nel 700 dall’architetto Antonio Domenico Vaccaro
Al centro della navata troneggia l’Ambone (il pulpito da dove si leggono le sacre scritture), con i suoi simbolici ornamenti medievali, tra cui i bestiari e la maestosa aquila federiciana che regge il leggio
Al centro della navata troneggia l’Ambone (il pulpito da dove si leggono le sacre scritture), con i suoi simbolici ornamenti medievali, tra cui i bestiari e la maestosa aquila federiciana che regge il leggio
In fondo, sopraelevato rispetto al piano della navata e custodito da due leoni, c’è il presbiterio sul quale poggia l’altare, sormontato dal ciborio
In fondo, sopraelevato rispetto al piano della navata e custodito da due leoni, c’è il presbiterio sul quale poggia l’altare, sormontato dal ciborio
La parte posteriore dell’altare nasconde un pregevole mosaico con raffigurazioni di agnelli, colombe, pavoni su un luminosissimo sfondo blu
La parte posteriore dell’altare nasconde un pregevole mosaico con raffigurazioni di agnelli, colombe, pavoni su un luminosissimo sfondo blu
Nell’abside centrale troviamo poi il singolare trono della cattedra del vescovo che per braccioli ha due leoni
Nell’abside centrale troviamo poi il singolare trono della cattedra del vescovo che per braccioli ha due leoni
La Trulla: l’edificio cilindrico del diametro di 11 metri addossato al lato nord del tempio oggi funge da sacrestia, ma fu un battistero fino al XVII secolo
La Trulla: l’edificio cilindrico del diametro di 11 metri addossato al lato nord del tempio oggi funge da sacrestia, ma fu un battistero fino al XVII secolo
Si presenta circondata da arredi in legno tra i quali spicca una pendola del 1600, restaurata e perfettamente funzionante
Si presenta circondata da arredi in legno tra i quali spicca una pendola del 1600, restaurata e perfettamente funzionante
Sulla parete circolare gli affreschi degli apostoli sono sormontati dagli stemmi di alcuni vescovi di Bari
Sulla parete circolare gli affreschi degli apostoli sono sormontati dagli stemmi di alcuni vescovi di Bari
Ma la parte più interessante dell’edificio è quella sotterranea: il “Succorpo”, che ci immette nella storia più antica della Cattedrale. L’ambiente più vasto degli scavi è l’originaria basilica paleocristiana del V secolo: un  impianto che restò intatto fino all’XI secolo. Presenta tre ampie navate, in corrispondenza quasi perfetta con la chiesa superiore
Ma la parte più interessante dell’edificio è quella sotterranea: il “Succorpo”, che ci immette nella storia più antica della Cattedrale. L’ambiente più vasto degli scavi è l’originaria basilica paleocristiana del V secolo: un impianto che restò intatto fino all’XI secolo. Presenta tre ampie navate, in corrispondenza quasi perfetta con la chiesa superiore
Il pavimento rappresenta un vero e proprio capolavoro, completamente ricoperto dal cosiddetto “mosaico di Timoteo”
Il pavimento rappresenta un vero e proprio capolavoro, completamente ricoperto dal cosiddetto “mosaico di Timoteo”
Si resta letteralmente incantati davanti al pavimento splendidamente restaurato pietra per pietra e realizzato con piccole tessere policrome. E’ costituito da un vasto campo centrale, con motivo a scaglie, racchiuso da una cornice decorata con animali acquatici e pesci, tra cui il “baresissimo” polpo
Si resta letteralmente incantati davanti al pavimento splendidamente restaurato pietra per pietra e realizzato con piccole tessere policrome. E’ costituito da un vasto campo centrale, con motivo a scaglie, racchiuso da una cornice decorata con animali acquatici e pesci, tra cui il “baresissimo” polpo
Ma l’esplorazione del Succorpo ci permette di andare ancora più e più indietro nel tempo, mostrandoci i resti di un grande edificio civile di età romana. Possiamo qui ammirare anche un lembo di strada basolata, forse la via Traiana.
Ma l’esplorazione del Succorpo ci permette di andare ancora più e più indietro nel tempo, mostrandoci i resti di un grande edificio civile di età romana. Possiamo qui ammirare anche un lembo di strada basolata, forse la via Traiana.
E le sorprese derivanti da sottosuolo non finiscono neanche qui, perché in corrispondenza della Trulla sono presenti anche i resti di una più “recente” chiesa di epoca bizantina del IX-XI secolo
E le sorprese derivanti da sottosuolo non finiscono neanche qui, perché in corrispondenza della Trulla sono presenti anche i resti di una più “recente” chiesa di epoca bizantina del IX-XI secolo
Risaliti in superficie apriamo una porta presente in una navata laterale per andare a visitare la cripta: si tratta dell’unica area che ha conservato lo stile barocco “posticcio” del 700. Qui tra una selva di colonne poste a sostegno di una struttura absidale, viene conservata l’icona della Madonna Odegitria che la leggenda vuole essere giunta da Costantinopoli
Risaliti in superficie apriamo una porta presente in una navata laterale per andare a visitare la cripta: si tratta dell’unica area che ha conservato lo stile barocco “posticcio” del 700. Qui tra una selva di colonne poste a sostegno di una struttura absidale, viene conservata l’icona della Madonna Odegitria che la leggenda vuole essere giunta da Costantinopoli
E’ arrivato il tempo di andare via, ma mentre la penombra della luce del tramonto ricopre lentamente la navata centrale, il nostro sguardo cade sul mosaico pavimentale al centro della chiesa
E’ arrivato il tempo di andare via, ma mentre la penombra della luce del tramonto ricopre lentamente la navata centrale, il nostro sguardo cade sul mosaico pavimentale al centro della chiesa
Durante il prossimo solstizio d'estate, alle 17.10 del 21 giugno, i raggi del sole attraverseranno il rosone della facciata e l’ombra derivante da diciotto petali andrà a coincidere perfettamente con il disegno presente nella navata
Durante il prossimo solstizio d'estate, alle 17.10 del 21 giugno, i raggi del sole attraverseranno il rosone della facciata e l’ombra derivante da diciotto petali andrà a coincidere perfettamente con il disegno presente nella navata