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Umberto Campobasso, il "pittore sconosciuto"

Bari 28 foto 9 February 2026

Dai telamoni dell’ex Palazzo della Gazzetta al fregio monumentale della Caserma Italia, dall’antica fontana di piazza Moro ai decori della Fiera del Levante. Sono queste alcune delle importanti sculture sparse per il capoluogo pugliese, disegnate e firmate da celebri artisti dell’epoca. In realtà però a realizzare fisicamente queste opere non furono i vari Brunetti, De Bellis e Taddeini, ma sapienti scalpellini baresi il cui nome si è perso nel tempo. Sappiamo ad esempio che ci fu un certo Giovanni Di Gioia, originario di Ruvo di Puglia, che lavorò ai telamoni di Dioguardi. E poi ci fu certamente Umberto Campobasso, leccese di nascita ma barese d’adozione, che nei primi decenni del secolo scorso prestò le sue mani per la realizzazione di importanti manufatti. Grazie ai racconti dei suoi nipoti, residenti a Roma, siamo riusciti a ricostruire la vita di questo maestro scalpellino, la cui figura è rimasta pressoché ignota negli anni. Basti pensare che quando in tarda età si dedicò alla pittura, riuscendo a esporre i propri quadri, venne presentato come il “pittore sconosciuto”

28 fotografie
Umberto nacque il 13 febbraio 1894 a Lecce, dove frequentò la Regia Scuola Artistica e Industriale, pur senza conseguire la licenza
Umberto nacque il 13 febbraio 1894 a Lecce, dove frequentò la Regia Scuola Artistica e Industriale, pur senza conseguire la licenza
Tra gli anni ’20 e ’30 lavorò alla realizzazione dei celebri telamoni dell'ex palazzo della Gazzetta
Tra gli anni ’20 e ’30 lavorò alla realizzazione dei celebri telamoni dell'ex palazzo della Gazzetta
...oggi nell’androne del Comune...
...oggi nell’androne del Comune...
...della Fontana dell’Acquedotto di piazza Roma...
...della Fontana dell’Acquedotto di piazza Roma...
...e del maestoso fregio scultoreo della Caserma Italia, in corso Vittorio Veneto
...e del maestoso fregio scultoreo della Caserma Italia, in corso Vittorio Veneto
Per la Fiera del Levante scolpì non solo i leoni che un tempo ornavano l’imponente ingresso monumentale...
Per la Fiera del Levante scolpì non solo i leoni che un tempo ornavano l’imponente ingresso monumentale...
...ma anche l’eclettica fontana...
...ma anche l’eclettica fontana...
...oltre a delle statue femminili intente a sversare otri d’acqua...
...oltre a delle statue femminili intente a sversare otri d’acqua...
...un tempo poste ai lati del padiglione dell’Acquedotto Pugliese
...un tempo poste ai lati del padiglione dell’Acquedotto Pugliese
Nel 1938 fu tra l’altro chiamato a Roma per realizzare alcune statue all’EUR: l’avvento della Seconda Guerra Mondiale gli impedì però di lavorarci. Campobasso restò comunque nella Capitale prendendo casa e bottega nel rione Ponte, a ridosso del Tevere
Nel 1938 fu tra l’altro chiamato a Roma per realizzare alcune statue all’EUR: l’avvento della Seconda Guerra Mondiale gli impedì però di lavorarci. Campobasso restò comunque nella Capitale prendendo casa e bottega nel rione Ponte, a ridosso del Tevere
Conservò però sempre un forte legame con Bari, dove tornava spesso per partecipare a esposizioni
Conservò però sempre un forte legame con Bari, dove tornava spesso per partecipare a esposizioni
Tra maggio e giugno del 1949, in occasione di una mostra nella chiesa di San Ferdinando, espose una sua suggestiva testa di Cristo in gesso
Tra maggio e giugno del 1949, in occasione di una mostra nella chiesa di San Ferdinando, espose una sua suggestiva testa di Cristo in gesso
A questi anni risalgono inoltre un grande plastico di una località sconosciuta raffigurante edifici e un anfiteatro...
A questi anni risalgono inoltre un grande plastico di una località sconosciuta raffigurante edifici e un anfiteatro...
...e numerose sculture e ceramiche che vediamo in diverse foto d’epoca
...e numerose sculture e ceramiche che vediamo in diverse foto d’epoca
Tra queste vi sono volti, teste...
Tra queste vi sono volti, teste...
...e nude figure femminili astratte...
...e nude figure femminili astratte...
...un “deforme” uomo forzuto intento a piegare una sbarra...
...un “deforme” uomo forzuto intento a piegare una sbarra...
...e infine un cane, ritratto dal fotografo barese Michele Ficarelli
...e infine un cane, ritratto dal fotografo barese Michele Ficarelli
Negli anni ’50 Umberto, quasi sessantenne, abbandonò la scultura per dedicarsi interamente alla pittura, che gli diede finalmente un po’ di notorietà
Negli anni ’50 Umberto, quasi sessantenne, abbandonò la scultura per dedicarsi interamente alla pittura, che gli diede finalmente un po’ di notorietà
Nel dicembre del 1953 partecipò con un suo dipinto a una collettiva organizzata dall’Usaiba (Unione Sindacale Artisti Italiani Belle Arti)
Nel dicembre del 1953 partecipò con un suo dipinto a una collettiva organizzata dall’Usaiba (Unione Sindacale Artisti Italiani Belle Arti)
Questa si tenne nella Galleria Niccolò Piccinni, situata nell’omonimo teatro barese e vide la presenza di noti artisti locali tra cui Antonio Lanave, Guido Prayer (che in foto regge il quadro), Gennaro Picinni, Marino Cives
Questa si tenne nella Galleria Niccolò Piccinni, situata nell’omonimo teatro barese e vide la presenza di noti artisti locali tra cui Antonio Lanave, Guido Prayer (che in foto regge il quadro), Gennaro Picinni, Marino Cives
E dal 5 al 15 maggio 1954 Campobasso riuscì anche ad ottenere una sua mostra personale, nella galleria Sottano di via Piccinni. A promuoverla fu il poeta Vittorio Bodini, che nel libretto dell’evento scrisse: «Più che un pittore mi sembra di presentare un racconto di Gogol»
E dal 5 al 15 maggio 1954 Campobasso riuscì anche ad ottenere una sua mostra personale, nella galleria Sottano di via Piccinni. A promuoverla fu il poeta Vittorio Bodini, che nel libretto dell’evento scrisse: «Più che un pittore mi sembra di presentare un racconto di Gogol»
Bodini fa riferimento proprio alla vita fatta di mancati successi di Umberto e al suo essere rimasto isolato e lontano dai tanti filoni artistici del tempo. Tanto che sui giornali del tempo l’artista fu presentato come il “pittore sconosciuto”
Bodini fa riferimento proprio alla vita fatta di mancati successi di Umberto e al suo essere rimasto isolato e lontano dai tanti filoni artistici del tempo. Tanto che sui giornali del tempo l’artista fu presentato come il “pittore sconosciuto”
Così lo menziona scherzosamente anche il fotografo Ficarelli in una dedica autografa, posta sul retro di un suo fotoritratto che regalò all’artista all’inaugurazione della rassegna
Così lo menziona scherzosamente anche il fotografo Ficarelli in una dedica autografa, posta sul retro di un suo fotoritratto che regalò all’artista all’inaugurazione della rassegna
I suoi quadri che ritraevano scorci di città...
I suoi quadri che ritraevano scorci di città...
...monumenti...
...monumenti...
...e paesaggi di campagna
...e paesaggi di campagna
Il 10 marzo del 1962 Umberto fu anche scelto per accompagnare la first lady statunitense Jacqueline Kennedy in visita ai monumenti e le bellezze della Capitale. A memoria di quel giorno i nipoti conservano una toccante poesia scritta dall’artista a lei dedicata, oltre alla lettera di ringraziamento dell’ambasciata americana
Il 10 marzo del 1962 Umberto fu anche scelto per accompagnare la first lady statunitense Jacqueline Kennedy in visita ai monumenti e le bellezze della Capitale. A memoria di quel giorno i nipoti conservano una toccante poesia scritta dall’artista a lei dedicata, oltre alla lettera di ringraziamento dell’ambasciata americana