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Triggiano, l'ipogeo di San Lorenzo
Un complesso ipogeo dalla storia antica e importante ma che giace nascosto e dimenticato, inghiottito da una serie di palazzine che nel corso degli anni gli sono sorte intorno. Parliamo dell’ipogeo di San Lorenzo, situato alla periferia sud di Triggiano, in provincia di Bari (Foto di Antonio Caradonna)
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Il sito prende il nome dall’edificio sacro che nel 1600 fu edificato proprio sopra di esso, appunto la chiesa di San Lorenzo, crollata nel 1940 e il cui unico ricordo è quello di una tela raffigurante il martirio del santo oggi conservata nella Chiesa di Santa Maria Veterana
Per raggiungere l'ipogeo è necessario entrare a Triggiano dalla strada provinciale 60 proseguendo poi su via San Giorgio. Arrivati nei pressi di una rotonda bisogna svoltare a destra per dirigersi in piazza cavaliere Michele Roberto, un largo circondato da palazzine
Qui si trova un cancello che dà accesso a un piccolo parco
E' necessario entrare nel parco per percorrere un sentiero che ci porterà alle grotte
Siamo sul ciglio di Lama Cutizza, profonda all’incirca 3 metri
Non resta quindi che scendere per ritrovarsi davanti a due cavità: sono gli ingressi dell’ipogeo
Il primo ingresso è largo, puntellato e in gran parte ostruito da pietre ammassate
Il secondo ingresso più stretto e chiuso con delle assi di legno e con una lamiera di ferro
L'ingresso della seconda grotta bloccato dalle assi di legno e da una lamiera di ferro
Al centro della prima cavità è visibile una colonna portante. Anche nella relazione della Soprintendenza si parlava di “un pilastro costituito da conci di pietra ben lavorati e concluso con un semplice capitello di elementare disegno e geometria, forse realizzato come supporto e presidio per la staticità del sovrastante banco calcarenitico".
Alla sinistra si apre un cunicolo. Potrebbe essere la prova di ciò che sosteneva lo storico triggianese Pasquale Battista, che in una lettera inviata alla Soprintendenza affermava come le due cavità fossero solo la punta dell’iceberg, visto che sarebbero anche presenti “due ambienti sotterranei, la cui esistenza è certa anche se si ignorano dimensioni, forme e funzioni”.
Ci ritroviamo in un unico ambiente largo 5 per 3 metri, da cui entra poca luce...
...anche se l’effetto cromatico che il sole crea con la pianta rampicante che si trova all’ingresso quasi a mo’ di tenda, è suggestivo
Intorno a noi vediamo tante pietre...
...i resti di un tavolo...
...un pallone e delle assi di legno: l'ambiente è molto degradato
Notiamo una “finestrella”: è l’unico passaggio visibile che collega la prima alla seconda grotta
Lo attraversiamo e ci ritroviamo nel secondo, più piccolo, ambiente
Anche qui troviamo ammassi di pietre e due puntelli in ferro utili a sostenere il soffitto
L’ingresso principale come detto è chiuso con delle assi di legno, da cui è però possibile scorgere i palazzi che si ergono tutt’intorno