Tutte le gallerie
Fotogallery
Trani, la chiesa di San Giacomo
Un piccolo gioiello molto antico ma malmesso, da tempo non del tutto visitabile e aperto solo per poche ore alla settimana. Parliamo della chiesetta di Santa Maria de Russis, meglio conosciuta come San Giacomo: millenario edificio dal passato turbolento che custodisce al suo interno importanti tracce della storia medievale di Trani. Un tempio che però rischia di chiudere definitivamente: dismesso da ogni tipo di celebrazione, presenta infatti colonne instabili, affreschi rovinati e una cripta ormai inaccessibile (foto di Federica Calabrese)
25 fotografie
La chiesa di San Giacomo si “nasconde” tra i vicoli del centro storico della cittadina, nel cuore del suo sottovalutato quartiere ebraico. Per scoprirlo attraversiamo quella che un tempo era la giudecca tranese...
...proseguendo prima lungo via Scola Nova poi per vico dell’Orologio, sino ad approdare in via Romito. Qui, su una prospiciente piazzetta si affaccia la romanica San Giacomo
Dall’esterno non si direbbe che la struttura abbia urgente bisogno di interventi di ristrutturazione. Il prospetto è contraddistinto da bianchi blocchi in pietra irregolari su cui si alternano raffinate decorazioni vegetali e figure umane e animali
Di particolare interesse è il portale finemente ornato con ai lati due elefanti stilofori privi di proboscide...
..., sui cui capitelli poggiano un grifo alato...
...e una leonessa con il cucciolo morto tra le fauci
Il portone verde è racchiuso in un’elegante doppia cornice a grani e motivi vegetali
L’area soprastante l’architrave, un’epigrafe commemorativa ricorda come nel 1647 questa chiesa fosse addirittura un “tempio abbaziale”, ovvero di importanza pari a quella di un’abbazia
La parte superiore della facciata infine, mostra varie e insolite sculture disposte su più file. La più bassa vede il succedersi dei mesi dell'anno rappresentati da diversi mestieri agricoli...
...quella mediana cinque animali uno dietro l’altro e la più alta creature fantastiche e telamoni
Corona il tutto un piccolo campanile a vela
Non ci resta ora che entrare. L’ambiente interno, a navata unica, appare spoglio e dissestato
Le sue pareti sono crepate in più punti, con blocchi venuti via dalla muratura...
...e colonne messe in sicurezza da grappe metalliche ormai arrugginite
Alla nostra destra, un piccolo balconcino si affaccia a ovest, segnando quello che doveva essere il primo e più antico ingresso al luogo, spostato dopo il terremoto del 600
A sinistra invece ecco l’altare maggiore del XVII secolo: è in marmo e ornato con alti candelabri in ferro e una croce metallica centrale
Di fronte a noi osserviamo una delle decorazioni sopravvissute: una statua di Santa Lucia posta su un altare in marmo, racchiusa in una nicchia in pietra e circondata da cornicette in legno con le tappe della Via crucis
La parete di fondo conserva tre absidiole malmesse. Le due laterali con tracce di affreschi medievali...
...e quella centrale che esibisce la statua di Maria, inquadrata in una struttura colonnata terminante con un architrave abbellito da candidi angeli e un soffitto, una volta ceruleo, a bande dorate
Ma il vero tesoro della chiesa risiede nel vano della sagrestia, alla destra dell’altare
Superiamo la soglia accompagnata da una statua di Sant’Antonio...
...e, una volta entrati nel piccolo ambiente, ci rendiamo subito conto di essere in uno spazio molto antico
Notiamo ad esempio ciò che rimane di una fonte battesimale in pietra scura con decorazione floreale
I muri conservano inoltre pennellate di vecchi affreschi, tra cui uno stemma nobiliare...
...e una pittura in cui si intravede Cristo in abito porpora che regge la croce