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Terlizzi, Villa Ilderis
Una tenuta situata lungo la via Appia Traiana immersa in un mare di ulivi e introdotta da un vialone lungo quanto tre campi di calcio. É il sorprendente biglietto da visita dell’antica Villa Ilderis, imponente masseria abbandonata nell'agro di Terlizzi, a una trentina di chilometri da Bari: un luogo che un tempo dava lavoro a centinaia di contadini, oltre a essere un rifugio per i Cavalieri diretti in Terrasanta (foto di Christian Lisco)
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Per visitare Villa Ilderis occorre partire dall'abitato della “città dei fiori” e percorrere la strada Provinciale 22 Terlizzi-Mariotto sino a incrociare sulla sinistra una malmessa sterrata che ricopre l'antichissimo tragitto della via Appia Traiana
Dopo 3 km ci appare la destinazione, con l'ingresso delimitato da due pilastri di pietra e un apposito cartello indicatore
Varchiamo così l'entrata, accorgendoci subito che ci sarà da scarpinare parecchio: il viale che porta all'edificio principale, delimitato da muretti a secco, è lungo addirittura 300 metri
Dopo il lungo cammino arriviamo finalmente nell'ampio atrio semicircolare della villa
Circondato da un muro alto un paio di metri, presenta due ingressi laterali ed è facilmente esplorabile, in quanto quasi del tutto spoglio di erbacce
Sul lato destro avvistiamo una colonna a base quadrata, una delle due che un tempo reggevano la carrucola per il secchio del pozzo. L'accesso alla cisterna è sbarrato proprio da quei massi che costituivano la seconda colonna, andata distrutta
Volgiamo quindi lo sguardo alla facciata principale dell'edificio, interamente in bugnato
Il piano terra presenta tre accessi: quello principale è sormontato da due rampe laterali, piuttosto malconce, che conducono al piano superiore
I due sottoscala, visti di lato, creano un pittoresco gioco di archi, impreziosito sullo sfondo da uno dei pini superstiti
Sulla parete spiccano quattro buchi, alloggiamenti per gli anelli ai quali venivano legate le briglie dei cavalli
Decidiamo di visitare gli interni oltrepassando l'ingresso occidentale, quello che immette nella cappella gentilizia
Nella chiesetta sono evidenti gli spazi vuoti lasciati dall'acquasantiera, da alcune mensolette e da una tela (fose raffigurante San Giovanni): tutto è stato trafugato, eccetto i ruderi di un altare in pietra
L'incuria e il vandalismo hanno per ora risparmiato parte della pavimentazione, costituita da mattonelle esagonali grigie e cerulee
Stesso discorso per la volta a vela del soffitto, i cui stucchi riproducono la croce patente, simbolo gerosolomitano
Dalla cappella è possibile muoversi agevolmente verso la parte est del piano terra, in quanto tutte le stanze che scandiscono l’ambiente sono comunicanti. La prima, ben illuminata, ripresenta lo stesso disegno di pavimento, reso quasi invisibile dalle macerie
Una situazione simile a quella della stanza successiva, che insiste sull'entrata principale e fungeva da refettorio...
...desolazione rotta dal soffitto, che conserva una decorazione dorata, testimonianza di una gloria ormai lontana
Completano il pian terreno un vano con un camino di impianto medievale...
...e la cucina, riconoscibile da due forni posizionati uno di fronte all'altro
Per esplorare il piano superiore è necessario recarsi sul retro della struttura. Usciamo quindi sull'atrio e circumnavighiamo esternamente il muro orientale dell'emiciclo. Subito ci imbattiamo in un camerone a ingresso indipendente, annerito senza pietà da un incendio appiccato al suo interno
Giungiamo così dinanzi alla facciata posteriore della villa...
...puntellata da feritoie medievali e da un finestrone centrale...
...affrescato con una pittura color zafferano, sul quale sono ancora riconoscibili le sagome di due uccelli
L'apertura sovrasta un'ampia entrata, dalla quale è possibile in pochi passi imboccare la scala a chiocciola che porta al piano nobile
In cima alla rampa ammiriamo un ampio salone, nel quale si calpesta di nuovo un pavimento a mattonelle esagonali, stavolta grigie e rosse
L'ambiente è ricoperto da una volta a padiglione che conserva ancora una parte del ricco affresco originale, caratterizzato da un azzurro intenso
E un altro spettacolo si apre quando ci si incunea nei piccoli ambienti laterali, dotati di finestre...
...e terrazzini
Da qui infatti scrutiamo il panorama circostante, individuando le stalle del complesso...
...e il verde degli ulivi che circondano questa grande e solitaria masseria