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Sulle tracce del Cammino Salernitano

Bari 19 foto 30 March 2026

Erano le "autostrade" del medioevo: collegavano le principali città di un regno, battute ogni giorno da pellegrini, monaci, soldati e mercanti. E una di queste aveva come punto di partenza e di arrivo Bari, che nel XII secolo, sotto il dominio normanno, visse un periodo di fioritura culturale e politica. Parliamo del Cammino Salernitano, che univa il capoluogo pugliese alla città campana. Ora alcune associazioni stanno lavorando per promuovere la conoscenza di questo itinerario e dei luoghi più simbolici che si incontrano sul tracciato

19 fotografie
Il cammino comincia dalla Basilica di San Nicola, fatta erigere dai baresi in onore del loro patrono le cui spoglie arrivarono a Bari nel 1087
Il cammino comincia dalla Basilica di San Nicola, fatta erigere dai baresi in onore del loro patrono le cui spoglie arrivarono a Bari nel 1087
In successione si incontrano poi altri due monumenti cruciali nella vita della Bari medievale, centri del potere religioso e politico. Il primo è la cattedrale di San Sabino, eretta tra XII e XIII secolo sulle rovine di un precedente duomo bizantino
In successione si incontrano poi altri due monumenti cruciali nella vita della Bari medievale, centri del potere religioso e politico. Il primo è la cattedrale di San Sabino, eretta tra XII e XIII secolo sulle rovine di un precedente duomo bizantino
Il secondo è il Castello, voluto nel 1132 dal re normanno Ruggero II e fatto poi ricostruire dall’imperatore Federico II nel 1233 dopo la distruzione del 1156
Il secondo è il Castello, voluto nel 1132 dal re normanno Ruggero II e fatto poi ricostruire dall’imperatore Federico II nel 1233 dopo la distruzione del 1156
Lasciata la città vecchia, il cammino si inoltra nell’entroterra. Lo fa seguendo un tracciato noto agli storici come ruga francigena. Il termine ruga deriva da rue, ossia "via" in francese
Lasciata la città vecchia, il cammino si inoltra nell’entroterra. Lo fa seguendo un tracciato noto agli storici come ruga francigena. Il termine ruga deriva da rue, ossia "via" in francese
Dirigendosi verso sud la ruga segue il solco di Lama Picone. Qui, ricavata sul fianco orientale, vi è la più grande basilica rupestre della Puglia: l’ipogeo di Santa Candida, con quattro navate e cinque absidi, risalente al periodo bizantino tra IX e XI secolo
Dirigendosi verso sud la ruga segue il solco di Lama Picone. Qui, ricavata sul fianco orientale, vi è la più grande basilica rupestre della Puglia: l’ipogeo di Santa Candida, con quattro navate e cinque absidi, risalente al periodo bizantino tra IX e XI secolo
Si arriva poi a Carbonara, nel cortile dell’istituto scolastico “Calamandrei”, dove l’itinerario incontra i resti di un altro luogo simbolo del mondo medievale. Sono i ruderi del monastero benedettino di Sant’Angelo che accolse i pellegrini dal XII secolo
Si arriva poi a Carbonara, nel cortile dell’istituto scolastico “Calamandrei”, dove l’itinerario incontra i resti di un altro luogo simbolo del mondo medievale. Sono i ruderi del monastero benedettino di Sant’Angelo che accolse i pellegrini dal XII secolo
Il Cammino porta quindi fuori da Bari e, dirigendosi verso nord, incontra il Casale di Balsignano, in territorio di Modugno, con la sua chiesa di San Felice. Si tratta in realtà di due edifici accorpati, di cui uno conserva i resti di un pavimento bizantino del X-XI secolo e l’altro è invece databile al XIII secolo
Il Cammino porta quindi fuori da Bari e, dirigendosi verso nord, incontra il Casale di Balsignano, in territorio di Modugno, con la sua chiesa di San Felice. Si tratta in realtà di due edifici accorpati, di cui uno conserva i resti di un pavimento bizantino del X-XI secolo e l’altro è invece databile al XIII secolo
L’itinerario tocca poi Bitetto, dove fa tappa alla cattedrale di San Michele Arcangelo, edificata tra XI e XII secolo, e prosegue verso l’altopiano delle Murge
L’itinerario tocca poi Bitetto, dove fa tappa alla cattedrale di San Michele Arcangelo, edificata tra XI e XII secolo, e prosegue verso l’altopiano delle Murge
Nell’agro tra Bitritto e Sannicandro vi è poi una serie di chiesette costruite nel tempo per accompagnare il cammino dei pellegrini. La più nota è la Madonna del Piano, realizzata nella prima metà del 600 grazie (foto di https://comune.bitritto.ba.it)
Nell’agro tra Bitritto e Sannicandro vi è poi una serie di chiesette costruite nel tempo per accompagnare il cammino dei pellegrini. La più nota è la Madonna del Piano, realizzata nella prima metà del 600 grazie (foto di https://comune.bitritto.ba.it)
Crocevia fondamentale del sistema viario tra Bari, Matera e Salerno fu poi Sannicandro. I Normanni vi arrivarono alla fine dell’XI secolo e ribattezzarono San Nicandro il castello che sorgeva nei pressi di un villaggio chiamato Siziro
Crocevia fondamentale del sistema viario tra Bari, Matera e Salerno fu poi Sannicandro. I Normanni vi arrivarono alla fine dell’XI secolo e ribattezzarono San Nicandro il castello che sorgeva nei pressi di un villaggio chiamato Siziro
Il maniero è anche ricco di simboli dell’Ordine dei Templari. La loro presenza in Puglia tra XII e XIV secolo fu un importante supporto proprio a pellegrini e crociati diretti in Terra Santa
Il maniero è anche ricco di simboli dell’Ordine dei Templari. La loro presenza in Puglia tra XII e XIV secolo fu un importante supporto proprio a pellegrini e crociati diretti in Terra Santa
Man mano che il percorso si avvicina a Cassano delle Murge. Qui domina ancora oggi il complesso di Santa Maria degli Angeli. Un nome che richiama San Francesco: così infatti si chiama la basilica di Assisi (foto di Leron Vandilcolindion)
Man mano che il percorso si avvicina a Cassano delle Murge. Qui domina ancora oggi il complesso di Santa Maria degli Angeli. Un nome che richiama San Francesco: così infatti si chiama la basilica di Assisi (foto di Leron Vandilcolindion)
Il tratto barese del Cammino prosegue verso Santeramo e Altamura, con la sua cattedrale del 1232 voluta da Federico II
Il tratto barese del Cammino prosegue verso Santeramo e Altamura, con la sua cattedrale del 1232 voluta da Federico II
E si dirige poi verso nord-ovest per incrociare, nei pressi del centro storico di Gravina in Puglia, la via Appia che congiungeva Roma a Taranto e Brindisi fin dal III-II secolo a.C.
E si dirige poi verso nord-ovest per incrociare, nei pressi del centro storico di Gravina in Puglia, la via Appia che congiungeva Roma a Taranto e Brindisi fin dal III-II secolo a.C.
E sempre a Gravina, ulteriore tappa del cammino, è la cattedrale di Santa Maria Assunta, anch’essa normanna, edificata a partire dal 1095
E sempre a Gravina, ulteriore tappa del cammino, è la cattedrale di Santa Maria Assunta, anch’essa normanna, edificata a partire dal 1095
L’ultimo segmento pugliese del percorso si inoltra  tra boschi e colline fino alla prima tappa lucana, il santuario benedettino di Santa Maria di Picciano (foto di Mateola)
L’ultimo segmento pugliese del percorso si inoltra tra boschi e colline fino alla prima tappa lucana, il santuario benedettino di Santa Maria di Picciano (foto di Mateola)
L’itinerario raggiunge poi Irsina...(foto di Anna Nicoletta Menzella)
L’itinerario raggiunge poi Irsina...(foto di Anna Nicoletta Menzella)
...e infine Matera, concludendo così il cosiddetto Cammino Materano
...e infine Matera, concludendo così il cosiddetto Cammino Materano
Mentre il Cammino Salernitano prosegue verso Tolve, Potenza, Cava de’ Tirreni e finalmente Salerno (foto di Cabalist12)
Mentre il Cammino Salernitano prosegue verso Tolve, Potenza, Cava de’ Tirreni e finalmente Salerno (foto di Cabalist12)