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Statale 96, il cimitero dei capannoni
C’erano hotel, salottifici, negozi di scarpe, grossisti dell’abbigliamento e sale bowling. La Statale 96, quella che da Bari conduce a Modugno e poi ad Altamura, è stata da sempre una sorta di “via dello shopping”, una vetrina della Zona Industriale che sorge alle sue spalle. Fino a poco tempo fa qui sorgevano numerose e grandi aziende che davano lavoro a centinaia di dipendenti. Parliamo al passato perché per via della crisi di questi negozi è rimasto ben poco: la maggior parte ha chiuso, lasciando però in “bella” vista enormi edifici abbandonati, che fanno oggi delle 96 un vero e proprio “cimitero dei capannoni” (Foto di Antonio Caradonna)
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Arrivando da Bari, superato il Villaggio del Lavoratore, via Bruno Buozzi cambia nome in statale 96 e la strada diventa a due corsie delimitate da uno spartitraffico centrale
Subito sulla destra si trova un cartello che indica l’area di commercio “X-Planet”, con sotto una serie di caratteri cinesi
Perché in questa zona gli unici che riescono a tirare avanti sono proprio loro: i cinesi, che in molti casi hanno rilevato capannoni abbandonati, per aprire i propri negozi. Un pannello giallo infatti impera su quest’area grigia e ci informa che ci troviamo davanti alla “Chinatown ingrosso”
Troviamo lo scheletro di un edificio. Una targhetta informa che per entrare è necessario citofonare, ma in realtà il cancello è aperto e permette di avere accesso in un’area dominata da rifiuti, spazzatura e una palma morta. Era la sede della “Future Gate”, una società che costruiva e gestiva slot-machine
Riusciamo a intravedere dietro a una finestra senza vetri una fila di diciotto schermi di video-lottery ormai in disuso
Più avanti un’enorme insegna con scritto “Asfalti Ranplast” sovrasta un altro ingrosso cinese di casalinghi e giocattoli. L’azienda di asfalto e bitumi è ormai chiusa da tempo e i cinesi hanno comprato questo edificio senza preoccuparsi di sostituire il vessillo. L’edificio rossiccio, circondato da tante tipiche lanterne rosse contiene ancora uffici in fittasi
Siamo ora davanti a un edificio che coloro che sono stati giovani negli anni 80 e 90 ricorderanno bene: il “Bowling del Levante”, una grande sala che ospitava l’unico bowling di Bari. Di quel tempio dello svago non è rimasto nulla, se non un’insegna di un blu sbiadito con una scritta gialla che indica nostalgicamente un posto che non c’è più
L'edificio rosso del Bowling del Levante
Dopo aver passato tre enormi silos grigi abbandonati, arriviamo allo svincolo per Altamura e seguiamo le indicazioni verso la città murgiana
Ci troviamo a questo punto davanti a un recinto che circonda alcuni magazzini. Tra questi un supermarket in evidente stato di abbandono
Il negozio di abbigliamento “Primissimo” e il suo ampio parcheggio desolatamente vuoto
Adiacente al parcheggio si trova un altro edificio a fasce blu e arancione sbiadite: svetta alto ma è anch’essa in disuso. Si tratta della vecchia sede del negozio di mobili “Nuova Arredo”, l’ennesimo capannone abbandonato
Continuiamo il nostro percorso e sulla destra notiamo un’ulteriore area commerciale. I cancelli blu sono tutti chiusi con catene e lucchetti corazzati
Un’insegna a mezza luna informa che i magazzini all’interno sono in fittasi o in vendesi: si tratta di 4000 mq disponibili per attività commerciali
Un “cimitero” dove un tempo sorgeva un’altra sede di Primissimo, come è scritto sulle vetrine vuote
Più avanti un altro capannone senza vita: è quello di “Marianna”, un ex negozio di scarpe e abbigliamento
Facciamo inversione e torniamo verso Bari. Sull’altro lato della strada la statale ritrova un po’ di vita, sono ancora tante le aziende che resistono, ma è difficile non notare l’inattivo Hotel Bari Nord, su cui campeggia ancora l’insegna con una scritta a metà: “Hot”
Il salottificio “Europa divani”, la cui targa arancione sovrasta un palazzo bianco e vuoto
L’“Olearia Pugliese”, di cui resta solo il nome che continua a perdere lettere
E infine un edificio dal color marrone sbiadito con le ringhiere gialle e recante il manifesto “vendesi”