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San Marco dei Veneziani
Abbiamo visitato la piccola San Marco dei Veneziani: la più antica chiesa di Bari dopo San Nicola e la Cattedrale, sorta agli inizi del XI secolo. L’abbiamo perlustrata nel suo unico giorno di apertura: la domenica mattina (foto di Antonio Caradonna e Federica Calabrese)
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Per raggiungere San Marco dei Veneziani partiamo dalla Basilica e imbocchiamo strada delle Crociate, percorrendola per un centinaio di metri. Arrivati all'altezza della chiesa del Carmine, che avvistiamo sulla destra, giriamo a sinistra in strada San Marco: qui troviamo un raro cartello segnaletico che indica la nostra destinazione
Ci basta camminare altri 50 metri per scorgere sulla sinistra la chiesa, delimitata da dissuasori in pietra e ferro
A colpirci immediatamente non è la facciata principale ma la parete posta alla sua sinistra, decorata con tre dipinti inusalmente esterni alla cappella. Tutti sono stati realizzati nel 2002 con un vistoso sfondo azzurro e racchiusi da tre nicchie...
...il primo da sinistra raffigura San Marco con ai piedi un leone, il secondo ritrae Cristo con le braccia aperte e in basso una minuta Madonna del Pozzo, il terzo rappresenta Sant'Antonio
Spostiamo quindi la nostra attenzione sulla facciata, che conserva l'originario stile romanico (foto presa dal sito www.hotel7mari.it)
Il piccolo portale in legno è inserito in una perimetro decorativo di spessi grani di rosario in pietra, incastonato in una doppia cornice dentellata
Volgendo lo sguardo all'insù notiamo due finestrelle e ancora più in alto il rosone a raggiera: quest'ultimo, abbellito da motivi a treccia, dentellati e triangolari, presenta al centro il leone di San Marco
Varchiamo quindi l'ingresso, ritrovandoci in un ambiente che di medievale ha ben poco: le pareti sono ricoperte dall'intonaco e spiccano diverse opere realizzate tra il 700 e il 900
L'ambiente è suddiviso in due navate sovrastate da volte a vela e Dal soffitto scendono sette lampadari in vetro
Passeggiamo sul pavimento in marmo chiaro, osservando sul lato destro del luogo di culto tre manufatti. Il primo è un dipinto del 1826 di Michele Tatulli che riproduce San Marco intento a scrivere e il suo consueto felino accucciato sotto il tavolo
Il secondo è un'ampia pala di Umberto Colonna del 1953 che immortala la Madonna del Pozzo, affiancata a sinistra dal patrono di Venezia e a destra da Sant'Antonio
Chiude la serie un quadro dorato che propone al visitatore il mezzo busto di San Nicola: sotto di esso balza all'occhio una cattedra in legno
Arriviamo dunque dinanzi all'altare maggiore marmoreo, restaurato nel 1893. La parte superiore racchiude la raffigurazione di un agnello con la croce e di due teste di cherubini. Le basi di sostegno sono invece a dir poco particolari: consistono in due zampe di leone fissate a un basamento in pietra, a ricordare ancora il legame con la città lagunare
Ci spostiamo sul lato sinistro del tempio, ritrovandoci di fronte a una grande acquasantiera dalla forma insolitamente cilindrica, in cui si trova la statua in cartapesta di Sant'Antonio con in braccio Gesù bambino. L'edicola ha un tono sfarzoso, dettato dalle rifiniture dorate e illuminata da candeline laterali
Rimaniamo sull'ala sinistra per soffermarci sul massiccio altare laterale settecentesco: costruito in marmo, sorregge lunghi candelabri dorati. Al di sopra di esso è posizionata, ben illuminata, la statua della Madonna del Pozzo
L'ultima nicchia in cui ci imbattiamo custodisce una piccola scultura di San Marco, caratterizzato da una vistosa veste gialla e rossa
A questo punto ci avviamo verso l'uscita, ma prima notiamo una porticina che conduce alla sagrestia. Qui incontriamo Giovanni, presidente della confraternita e il parroco Don Antonio
I due ci accompagnano sul tetto della chiesa, a cui accediamo percorrendo un'angusta rampa a chiocciola.
Mentre saliamo notiamo un rosone in polistirolo. «E’ quello che per 7 anni ha sostituito l’originale – ci spiega Giovanni -. Quest’ultimo è stato ricollocato appena un anno fa dopo un doveroso restauro»
Arrivati sul tetto troviamo Vincenzo, l'addetto alla cura delle campane in bronzo, intento a sistemare i batacchi degli antichi manufatti
Le campane in bronzo
Su consiglio di Giovanni usciamo dall’edificio attraverso un accesso secondario, sbucando così sul retro. Da qui ammiriamo il basso campanile bianco e giallo
E all'altezza del timpano, sopra le campane, notiamo che alcuni pezzi di intonaco si stanno distaccando facendo riaffiorare tracce di pittura rossa e blu dell'XI secolo