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San Lorenzo, la parte più antica di Carrassi

Bari (Bari) 26 foto 22 April 2018

Una caserma abbandonata, una chiesa non più italiana, qualche palazzina di inizio secolo e 8 villini in stile liberty. E’ tutto cio’ che rimane della vecchia Carrassi, il primo nucleo dello storico quartiere nato a sud del centro dopo la Prima guerra mondiale. Nella zona di campagna denominata un tempo “Contrada San Lorenzo” nacquero infatti nei primi decenni del 900 abitazioni, industrie, chiese e botteghe. Ma di tutto cio’ oggi è visibile ben poco, visto che la maggior parte dei vecchi edifici sono stati abbattuti tra gli anni 60 e 70 per far posto a ponti, strade e nuovi e più alti palazzi. Siamo così andati a farci un giro alla ricerca “dell’antico” ancora esistente a Carrassi “bassa”, zona compresa tra via Re David, l’Estramurale Capruzzi, via Giulio Petroni e via Pasubio (foto di Gennaro Gargiulo)

26 fotografie
Il nostro viaggio prende le mosse dall’angolo tra l’estramurale Capruzzi e viale Unità d’Italia: un punto dominato dal Ponte XX settembre, uno dei sette grandi cavalcavia di Bari, inaugurato l’11 luglio del 1970
Il nostro viaggio prende le mosse dall’angolo tra l’estramurale Capruzzi e viale Unità d’Italia: un punto dominato dal Ponte XX settembre, uno dei sette grandi cavalcavia di Bari, inaugurato l’11 luglio del 1970
Qui un tempo dominavano i capannoni di numerose industrie nate nei primi anni del 900, che si estendevano fin dentro il rione, tra cui i depositi alimentari della ditta Lorenzo La Rocca, la vetreria Pizzirani e il saponificio Giorgio Borrelli, con la sua alta ciminiera
Qui un tempo dominavano i capannoni di numerose industrie nate nei primi anni del 900, che si estendevano fin dentro il rione, tra cui i depositi alimentari della ditta Lorenzo La Rocca, la vetreria Pizzirani e il saponificio Giorgio Borrelli, con la sua alta ciminiera
Oggi un moderno autosilo sostituisce il rifugio di provoloni e baccalà della Larocca, il cui caratteristico odore ha accompagnato la città fino agli anni 80
Oggi un moderno autosilo sostituisce il rifugio di provoloni e baccalà della Larocca, il cui caratteristico odore ha accompagnato la città fino agli anni 80
Perché basta guardarsi intorno per capire come a Carrassi “bassa” tutto sia di nuova costruzione. Solo alla sinistra del ponte permane un vecchio e basso caseggiato fatiscente: l’unico retaggio del passato
Perché basta guardarsi intorno per capire come a Carrassi “bassa” tutto sia di nuova costruzione. Solo alla sinistra del ponte permane un vecchio e basso caseggiato fatiscente: l’unico retaggio del passato
Ci affacciamo su viale Unità d’Italia, grande arteria creata con l’apertura del ponte e contornata da palazzoni di cinque e sei piani: una strada che con il suo lungo spartitraffico, solcato dal 2008 anche da una pista ciclabile, ha spaccato in due tronconi incomunicabili tutte le precedenti traverse
Ci affacciamo su viale Unità d’Italia, grande arteria creata con l’apertura del ponte e contornata da palazzoni di cinque e sei piani: una strada che con il suo lungo spartitraffico, solcato dal 2008 anche da una pista ciclabile, ha spaccato in due tronconi incomunicabili tutte le precedenti traverse
Per trovare qualcosa di antico dobbiamo imboccare la parallela di via Unità d’Italia: corso Benedetto Croce, l’ex Corso Sicilia, che molti residenti chiamano ancora così. Superato il primo isolato, la casupola gialla dell'Urban Center restaurata due anni fa segna l’inizio dell’Ex Caserma Rossani...
Per trovare qualcosa di antico dobbiamo imboccare la parallela di via Unità d’Italia: corso Benedetto Croce, l’ex Corso Sicilia, che molti residenti chiamano ancora così. Superato il primo isolato, la casupola gialla dell'Urban Center restaurata due anni fa segna l’inizio dell’Ex Caserma Rossani...
...un’area di 80mila metri quadrati compresi tra corso Benedetto Croce, via De Bellis, via Giulio Petroni e via Gargasole
...un’area di 80mila metri quadrati compresi tra corso Benedetto Croce, via De Bellis, via Giulio Petroni e via Gargasole
Dotata di un grande centro polisportivo con tanto di campo di calcio, la Rossani è stata aperta dal 1908 al 1998, anno in cui è stata dismessa e di fatto abbandonata
Dotata di un grande centro polisportivo con tanto di campo di calcio, la Rossani è stata aperta dal 1908 al 1998, anno in cui è stata dismessa e di fatto abbandonata
Proseguiamo sul corso, andando a incrociare i “grattacieli” di largo Ciaia, punto di arrivo e di partenza di numerosi bus e pullman extraurbani
Proseguiamo sul corso, andando a incrociare i “grattacieli” di largo Ciaia, punto di arrivo e di partenza di numerosi bus e pullman extraurbani
la strada si fa più stretta e improvvisamente ripida. Stiamo salendo sul Mons Iudeorum, la collinetta di quello che fu un antico ghetto ebraico
la strada si fa più stretta e improvvisamente ripida. Stiamo salendo sul Mons Iudeorum, la collinetta di quello che fu un antico ghetto ebraico
Ma da questo punto fino a via Menotti Bianchi su corso Benedetto Croce è possibile scorgere un paio di edifici di chiara architettura fascista...
Ma da questo punto fino a via Menotti Bianchi su corso Benedetto Croce è possibile scorgere un paio di edifici di chiara architettura fascista...
...e persino alcuni colorati palazzotti d’epoca di inizio 900, tra i pochi sopravvissuti nel quartiere. In particolare sulla sinistra notiamo un edificio rosso acceso di tre piani, diviso da una cancellata da una struttura color crema
...e persino alcuni colorati palazzotti d’epoca di inizio 900, tra i pochi sopravvissuti nel quartiere. In particolare sulla sinistra notiamo un edificio rosso acceso di tre piani, diviso da una cancellata da una struttura color crema
Mentre sulla destra si staglia una palazzina di color rosa al cui piano terra trova spazio la sua sala da barba del signor Vito, che ci spiega come un tempo quel palazzo fosse abitato da numerose prostitute
Mentre sulla destra si staglia una palazzina di color rosa al cui piano terra trova spazio la sua sala da barba del signor Vito, che ci spiega come un tempo quel palazzo fosse abitato da numerose prostitute
Giriamo a destra su via Gargasole, lato estremo dell’area dell’ex caserma. Qui recentemente è stato abbattuto il muro di cinta sostituito da una cancellata che dovrebbe rappresentare l’accesso a quello che potrebbe diventare un parco all’interno della Rossani. Ora però a dominare c’è solo un immenso prato incolto su cui si affacciano i palazzi di corso Benedetto Croce
Giriamo a destra su via Gargasole, lato estremo dell’area dell’ex caserma. Qui recentemente è stato abbattuto il muro di cinta sostituito da una cancellata che dovrebbe rappresentare l’accesso a quello che potrebbe diventare un parco all’interno della Rossani. Ora però a dominare c’è solo un immenso prato incolto su cui si affacciano i palazzi di corso Benedetto Croce
Ci basta poi camminare qualche metro per arrivare a un insolito incrocio a ipsilon da cui sulla destra si diramano due strade: via Bottalico e via san Lorenzo. Oggi davanti al palazzo che funge da spartitraffico si tova un’isola pedonale...
Ci basta poi camminare qualche metro per arrivare a un insolito incrocio a ipsilon da cui sulla destra si diramano due strade: via Bottalico e via san Lorenzo. Oggi davanti al palazzo che funge da spartitraffico si tova un’isola pedonale...
...ma fino al 1968 al suo posto c’era una piccola chiesa eretta nel 1909 che dava il nome all’intera contrada: San Lorenzo appunto
...ma fino al 1968 al suo posto c’era una piccola chiesa eretta nel 1909 che dava il nome all’intera contrada: San Lorenzo appunto
Una foto degli anni 60 ce la mostra attorniata da edifici non più esistenti, con la sua croce che si erge su una facciata neoromanica
Una foto degli anni 60 ce la mostra attorniata da edifici non più esistenti, con la sua croce che si erge su una facciata neoromanica
A sinistra invece ecco due degli otto villini postelegrafonici superstiti. Si tratta di villette in stile liberty costruite negli anni 20 per fornire alloggio ai funzionari della “Postelegrafonica”
A sinistra invece ecco due degli otto villini postelegrafonici superstiti. Si tratta di villette in stile liberty costruite negli anni 20 per fornire alloggio ai funzionari della “Postelegrafonica”
Ce n’erano venti, quadrifamilari, dotati di giardinetto di pertinenza e caratterizzati da tetti spioventi, ringhiere in ferro battuto e fini decorazioni. Si estendevano su un ideale asse viario ora segnato da via Volta e via Meucci, ma ben 12 furono distrutti dalla fame di “nuovo” e di “grande” degli anni 70
Ce n’erano venti, quadrifamilari, dotati di giardinetto di pertinenza e caratterizzati da tetti spioventi, ringhiere in ferro battuto e fini decorazioni. Si estendevano su un ideale asse viario ora segnato da via Volta e via Meucci, ma ben 12 furono distrutti dalla fame di “nuovo” e di “grande” degli anni 70
Percorriamo proprio via Volta per andare a scovare altri due villini ancora esistenti, situati sull’altro lato di viale Unità d’Italia
Percorriamo proprio via Volta per andare a scovare altri due villini ancora esistenti, situati sull’altro lato di viale Unità d’Italia
Rispetto a quelli giallognoli di corso Benedetto Croce, questi sono bianchi e ancora più eleganti
Rispetto a quelli giallognoli di corso Benedetto Croce, questi sono bianchi e ancora più eleganti
Ad attenderci c’è Vincenzo De Robertis, proprietario di uno dei due edifici, acquistato nel 1987. Ci ospita e ci permette di visitarlo
Ad attenderci c’è Vincenzo De Robertis, proprietario di uno dei due edifici, acquistato nel 1987. Ci ospita e ci permette di visitarlo
«Era praticamente ridotto a rudere e veniva usato come discarica dei rifiuti - ci racconta -. Ho speso una fortuna per ristrutturarlo secondo i canoni del suo progetto originale, procurandomi maestranze specializzate e materiali d’epoca: dai legni originali del tetto e degli infissi, ai colori delle decorazioni interne ed esterne, che oggi appaiono così com’erano un tempo»
«Era praticamente ridotto a rudere e veniva usato come discarica dei rifiuti - ci racconta -. Ho speso una fortuna per ristrutturarlo secondo i canoni del suo progetto originale, procurandomi maestranze specializzate e materiali d’epoca: dai legni originali del tetto e degli infissi, ai colori delle decorazioni interne ed esterne, che oggi appaiono così com’erano un tempo»
Da viale Unità d’Italia (che in questo punto cambia nome e diventa viale della Repubblica), percorriamo via De Amicis, costeggiando un palazzo giallo e rosso datato 1859: il più antico edificio del quartiere
Da viale Unità d’Italia (che in questo punto cambia nome e diventa viale della Repubblica), percorriamo via De Amicis, costeggiando un palazzo giallo e rosso datato 1859: il più antico edificio del quartiere
Siamo ora ritornati su corso Benedetto Croce e ci fermiamo davanti alla storica scuola elementare Carlo del Prete, la cui prima campanella suonò il 1° ottobre del 1928. Ora ospita più che altro uffici e solo qualche classe
Siamo ora ritornati su corso Benedetto Croce e ci fermiamo davanti alla storica scuola elementare Carlo del Prete, la cui prima campanella suonò il 1° ottobre del 1928. Ora ospita più che altro uffici e solo qualche classe
E finalmente eccoci davanti alla Chiesa Russa, con i suoi tratti orientaleggianti e il verde smeraldo del suo tetto e della sua cupola a forma di cipolla. Eretta nel 1914 per volontà dello Zar Nicola II, nel 2009 è stata donata dal Comune di Bari al Patriarcato di Mosca
E finalmente eccoci davanti alla Chiesa Russa, con i suoi tratti orientaleggianti e il verde smeraldo del suo tetto e della sua cupola a forma di cipolla. Eretta nel 1914 per volontà dello Zar Nicola II, nel 2009 è stata donata dal Comune di Bari al Patriarcato di Mosca