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San Domenico, la chiesa della Prefettura

Bari 18 foto 6 September 2018

La chiesa di San Domenico, a Bari Vecchia: un tempio dalla storia molto particolare. E' ciò che sopravvive dell’antico convento dei Domenicani che si trovava lì dove oggi si sorge il Palazzo della Prefettura. Del grande complesso religioso non è restato quasi nulla, se non questa chiesetta all’apparenza anonima, ma impreziosita al suo interno da fregi barocchi, tele quattrocentesche e crocifissi di scuola veneziana (foto di Antonio Caradonna)

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La chiesa di San Domenico, a Bari Vecchia: un tempio dalla storia molto particolare. E' ciò che sopravvive dell’antico convento dei Domenicani che si trovava lì dove oggi si sorge il Palazzo della Prefettura. Del grande complesso religioso non è restato nulla, se non questa chiesetta all’apparenza anonima, ma impreziosita al suo interno da fregi barocchi, tele quattrocentesche e crocifissi di scuola veneziana
La chiesa di San Domenico, a Bari Vecchia: un tempio dalla storia molto particolare. E' ciò che sopravvive dell’antico convento dei Domenicani che si trovava lì dove oggi si sorge il Palazzo della Prefettura. Del grande complesso religioso non è restato nulla, se non questa chiesetta all’apparenza anonima, ma impreziosita al suo interno da fregi barocchi, tele quattrocentesche e crocifissi di scuola veneziana
Il nostro viaggio parte in piazza Libertà, lì dove si apre la facciata bianca e rossa della Prefettura, edificio costruito tra il 1823 e il 1829. In realtà il palazzo non sorse ex novo, ma fu il risultato del riutilizzo e dell’ampliamento del convento dei Domenicani, costruito a partire dal 1286
Il nostro viaggio parte in piazza Libertà, lì dove si apre la facciata bianca e rossa della Prefettura, edificio costruito tra il 1823 e il 1829. In realtà il palazzo non sorse ex novo, ma fu il risultato del riutilizzo e dell’ampliamento del convento dei Domenicani, costruito a partire dal 1286
A destra dell’edificio si apre una stradina, vico Prefettura, che ci porta su via Intendenza che ci conduce direttamente alla nostra chiesa, situata all’estremo angolo nord del retro della Prefettura
A destra dell’edificio si apre una stradina, vico Prefettura, che ci porta su via Intendenza che ci conduce direttamente alla nostra chiesa, situata all’estremo angolo nord del retro della Prefettura
La chiesa si presenta con una sobria facciata settecentesca
La chiesa si presenta con una sobria facciata settecentesca
La parte frontale è tripartita, scandita da doppie paraste e sormontata da un cornicione che si incurva al centro a formare un frontone spezzato su cui si erge un fastigio barocco
La parte frontale è tripartita, scandita da doppie paraste e sormontata da un cornicione che si incurva al centro a formare un frontone spezzato su cui si erge un fastigio barocco
Nella lunetta del portale si trova lo stemma della Confraternita di San Domenico
Nella lunetta del portale si trova lo stemma della Confraternita di San Domenico
...mentre al di sotto è presente la scritta “Arciconfraternita del SS.mo Rosario”, associazione che dal 1900 gestisce la chiesa
...mentre al di sotto è presente la scritta “Arciconfraternita del SS.mo Rosario”, associazione che dal 1900 gestisce la chiesa
In alto appare un campanile ad altana con copertura a fungo schiacciato
In alto appare un campanile ad altana con copertura a fungo schiacciato
Non ci resta ora che entrare, trovandoci all’improvviso immersi in un ambiente ricco di ori, stucchi e marmi che si pongono in forte contrasto con la semplicità dell’esterno
Non ci resta ora che entrare, trovandoci all’improvviso immersi in un ambiente ricco di ori, stucchi e marmi che si pongono in forte contrasto con la semplicità dell’esterno
La singola navata è sormontata da un soffitto a botte e dalla cupola che si innalza sulla pianta a croce greca dell’edificio
La singola navata è sormontata da un soffitto a botte e dalla cupola che si innalza sulla pianta a croce greca dell’edificio
Sopra il portale si erge l’organo settecentesco recentemente restaurato...
Sopra il portale si erge l’organo settecentesco recentemente restaurato...
...mentre di fronte si trova il maestoso altare centrale...
...mentre di fronte si trova il maestoso altare centrale...
...sul quale domina una delle più belle opere del pittore barese Antonio Lanave: “Gloria di San Domenico”. L’autore, discepolo del più noto Raffaele Armenise, ci lavorò nel 1921 realizzando anche gli affreschi della cupola
...sul quale domina una delle più belle opere del pittore barese Antonio Lanave: “Gloria di San Domenico”. L’autore, discepolo del più noto Raffaele Armenise, ci lavorò nel 1921 realizzando anche gli affreschi della cupola
Al di sotto della lunetta, sugli angoli estremi, si stagliano due caratteristici balconcini protetti dalle grate: rappresentano l'unico collegamento ancora esistente tra la chiesa e la Prefettura...
Al di sotto della lunetta, sugli angoli estremi, si stagliano due caratteristici balconcini protetti dalle grate: rappresentano l'unico collegamento ancora esistente tra la chiesa e la Prefettura...
...da qui hanno seguito messe e celebrazioni principi, sovrani e in tempi più recenti politici quali Aldo Moro
...da qui hanno seguito messe e celebrazioni principi, sovrani e in tempi più recenti politici quali Aldo Moro
Sulle pareti laterali tele del 600 e 700 adornano gli altari ottocenteschi...
Sulle pareti laterali tele del 600 e 700 adornano gli altari ottocenteschi...
...ma è attraversando il presbiterio, nel transetto di sinistra, che scoviamo le due vere chicche della chiesa. La prima è lo stupendo crocifisso ligneo di scuola veneziana posto su una quadro attribuito a Vincenzo Lapegna...
...ma è attraversando il presbiterio, nel transetto di sinistra, che scoviamo le due vere chicche della chiesa. La prima è lo stupendo crocifisso ligneo di scuola veneziana posto su una quadro attribuito a Vincenzo Lapegna...
...la seconda è il quattrocentesco bassorilievo della Madonna della Neve, che con un saio a grosse pieghe scanalate regge alla sua destra il Bambinello in piedi, nudo. Sotto di loro sono disegnati una chiesa e un campanile, a ricordo del miracolo della neve ad agosto: quello che nel IV secolo convinse Papa Liberio ad erigere la famosa basilica romana dedicata alla Madre di Dio
...la seconda è il quattrocentesco bassorilievo della Madonna della Neve, che con un saio a grosse pieghe scanalate regge alla sua destra il Bambinello in piedi, nudo. Sotto di loro sono disegnati una chiesa e un campanile, a ricordo del miracolo della neve ad agosto: quello che nel IV secolo convinse Papa Liberio ad erigere la famosa basilica romana dedicata alla Madre di Dio