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Polignano, la masseria Starsa Nuova

Polignano 27 foto 23 January 2025

Raggiungendo in auto Polignano a Mare quasi sicuramente si farà tappa nella zona di San Francesco: una grande area situata a sud-ovest del centro cittadino dove è possibile parcheggiare la propria macchina. Da qui si procede poi a piedi per viale San Francesco d’Assisi, strada che conduce nel centro storico, non prima però di aver affiancato un lungo muro in pietra su cui fa capolino la facciata di un’antica chiesetta. Si tratta di ciò che resta della masseria “Starsa Nuova”: un complesso costruito tra il 1600 e il 1651 dai Rudolovich, ricchi feudatari originari della Dalmazia stabilitisi a Polignano. Oggi della masseria rimane solo la cappella predetta dedicata a Sant’Oronzo, un pergolato con colonne corinzie e un’edicola che un tempo ospitava una fontana. Il tutto però inserito in un secolare frutteto che rende l’insieme affascinante. Siamo andati a visitare l’antica masseria (foto di Fabio Voglioso)  

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Siamo quindi a Polignano a Mare in viale San Francesco d’Assisi, nei pressi della scuola d’infanzia dedicata anch’essa al patrono d’Italia
Siamo quindi a Polignano a Mare in viale San Francesco d’Assisi, nei pressi della scuola d’infanzia dedicata anch’essa al patrono d’Italia
Ed ecco apparire davanti ai nostri occhi la parete in pietra che delimitava la masseria
Ed ecco apparire davanti ai nostri occhi la parete in pietra che delimitava la masseria
Presenta delle fessure ad arco...
Presenta delle fessure ad arco...
...ed è separata dalla strada da un basso muretto
...ed è separata dalla strada da un basso muretto
Al centro della parete si stacca come edificio aggettante la piccola chiesa di Sant’Oronzo, che dà anche il nome al rione in cui ci troviamo
Al centro della parete si stacca come edificio aggettante la piccola chiesa di Sant’Oronzo, che dà anche il nome al rione in cui ci troviamo
L’edificio è ridotto a rudere, è ricoperto da un’edera rampicante, anche se conserva ancora la graziosa facciata arricchita da un timpano triangolare posto sull’entrata parzialmente murata
L’edificio è ridotto a rudere, è ricoperto da un’edera rampicante, anche se conserva ancora la graziosa facciata arricchita da un timpano triangolare posto sull’entrata parzialmente murata
La cappella è sopraelevata e si erge su un passaggio ad arco con volta a botte da cui passava l’acqua che un tempo riempiva il fossato
La cappella è sopraelevata e si erge su un passaggio ad arco con volta a botte da cui passava l’acqua che un tempo riempiva il fossato
Quest’ultimo oggi ridotto a uno stretto passaggio cementato
Quest’ultimo oggi ridotto a uno stretto passaggio cementato
Per visitare ciò che si trova all’interno delle mura, dobbiamo circumnavigare la parete per girare prima in via Fumagalli e dopo in via Ardito. Ci ritroviamo così davanti a un cancello che ci viene aperto dal signor Giovanni Biasi, proprietario del suolo da svariati decenni
Per visitare ciò che si trova all’interno delle mura, dobbiamo circumnavigare la parete per girare prima in via Fumagalli e dopo in via Ardito. Ci ritroviamo così davanti a un cancello che ci viene aperto dal signor Giovanni Biasi, proprietario del suolo da svariati decenni
Entriamo quindi in un vasto campo dove a dominare ci sono ulivi dalle forme sinuose...
Entriamo quindi in un vasto campo dove a dominare ci sono ulivi dalle forme sinuose...
...alberi colmi di agrumi dai colori accesi...
...alberi colmi di agrumi dai colori accesi...
...e nespoli
...e nespoli
Un antico frutteto arricchito da vialetti e pozzi da sempre denominato il “pometo del vescovo”, perché pare che nel 700 sia stato curato e vissuto dal potente e rispettato monsignor Mattia Santoro
Un antico frutteto arricchito da vialetti e pozzi da sempre denominato il “pometo del vescovo”, perché pare che nel 700 sia stato curato e vissuto dal potente e rispettato monsignor Mattia Santoro
Il signor Biasi ci conduce ora davanti a quella che era l’entrata secondaria della chiesetta di Sant’Oronzo. Il proprietario ci chiede di non accedere per questioni di sicurezza, ma già dall’esterno si capisce che l’ambiente è orfano di qualsiasi oggetto che possa rimandare al suo glorioso passato
Il signor Biasi ci conduce ora davanti a quella che era l’entrata secondaria della chiesetta di Sant’Oronzo. Il proprietario ci chiede di non accedere per questioni di sicurezza, ma già dall’esterno si capisce che l’ambiente è orfano di qualsiasi oggetto che possa rimandare al suo glorioso passato
«Qui ci ho battezzato l’ultimo dei miei figli, nonostante già all’epoca l’edificio fosse malmesso -  ricorda il signore -. Purtroppo tra l’800 e il 900 a causa di un’alluvione si verificò il crollo di parte della cinta muraria. La chiesetta si salvò in parte, ma da quel momento si assistette al degrado del complesso»
«Qui ci ho battezzato l’ultimo dei miei figli, nonostante già all’epoca l’edificio fosse malmesso - ricorda il signore -. Purtroppo tra l’800 e il 900 a causa di un’alluvione si verificò il crollo di parte della cinta muraria. La chiesetta si salvò in parte, ma da quel momento si assistette al degrado del complesso»
Dall’entrata principale, che avevamo ammirato su via San Francesco, si accedeva attraverso una scala in pietra, i cui resti sono ammassati mestamente all’interno del giardino
Dall’entrata principale, che avevamo ammirato su via San Francesco, si accedeva attraverso una scala in pietra, i cui resti sono ammassati mestamente all’interno del giardino
Adiacente alla chiesa si trova poi un pergolato delimitato da graziose colonnine corinzie in tufo bianco che adornano quella che era una cisterna di raccolta dell’acqua
Adiacente alla chiesa si trova poi un pergolato delimitato da graziose colonnine corinzie in tufo bianco che adornano quella che era una cisterna di raccolta dell’acqua
Un insieme che ricorda gli implivium dei giardini romani
Un insieme che ricorda gli implivium dei giardini romani
Andiamo infine ad ammirare quella che era la fontana monumentale del complesso...
Andiamo infine ad ammirare quella che era la fontana monumentale del complesso...
...la cui vasca è oggi occupata da colorati alberelli di arance
...la cui vasca è oggi occupata da colorati alberelli di arance
A delimitare la struttura c’è un’alta parete in pietra su cui fanno capolino numerosi pumi pugliesi
A delimitare la struttura c’è un’alta parete in pietra su cui fanno capolino numerosi pumi pugliesi
Questi ultimi venivano un tempo utilizzati per abbellire balconi e balaustre e rappresentano un simbolo di prosperità
Questi ultimi venivano un tempo utilizzati per abbellire balconi e balaustre e rappresentano un simbolo di prosperità
A dominare l’impianto si trova una grande nicchia ad arco semicircolare in pietra arricchita da pilastrini architravati. Al suo interno un tempo fuorisciva acqua limpida dalla bocca di un angioletto riccioluto
A dominare l’impianto si trova una grande nicchia ad arco semicircolare in pietra arricchita da pilastrini architravati. Al suo interno un tempo fuorisciva acqua limpida dalla bocca di un angioletto riccioluto
Guardando con attenzione riconosciamo la figura alata: è ormai ricoperta dalla muffa, ma lascia immaginare la delicatezza che la contraddistingueva
Guardando con attenzione riconosciamo la figura alata: è ormai ricoperta dalla muffa, ma lascia immaginare la delicatezza che la contraddistingueva
Salutiamo a questo punto la nostra guida, usciamo dall’orto, ma prima di lasciare definitivamente il complesso bussiamo all’adiacente scuola materna San Francesco d’Assisi. Le maestre ci permettono infatti di salire su una scala esterna che ci porta sul tetto dell’asilo...
Salutiamo a questo punto la nostra guida, usciamo dall’orto, ma prima di lasciare definitivamente il complesso bussiamo all’adiacente scuola materna San Francesco d’Assisi. Le maestre ci permettono infatti di salire su una scala esterna che ci porta sul tetto dell’asilo...
...dal quale possiamo avere una panoramica di tutta l’area della Starsa Nuova. Di fronte a noi si ergono le palazzine sorte sull’edificio principale della masseria...
...dal quale possiamo avere una panoramica di tutta l’area della Starsa Nuova. Di fronte a noi si ergono le palazzine sorte sull’edificio principale della masseria...
...in basso invece ecco il pometo in tutta la sua bellezza, simbolo di una nobile e silenziosa Polignano che non esiste più
...in basso invece ecco il pometo in tutta la sua bellezza, simbolo di una nobile e silenziosa Polignano che non esiste più