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Peppino, il "fabbro artista" di Bitritto
Lo potremmo definire un “fabbro artista”, perché da più di cinquant’anni realizza non solo infissi, porte e ringhiere, ma anche particolari opere che ritraggono cani, pappagalli, pavoni, cactus e alberi. Lui è l’82enne Giuseppe De Filippis, un anziano uomo di Bitritto in grado di creare con incudine, martello e tenaglia particolarissime sculture in ferro battuto. Lo abbiamo così incontrato nella sua bottega di via Galilei 13, a Bitritto, lì dove gelosamente conserva quelle che lui definisce le sue “figlie” (foto di Francesco De Leo)
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L’82enne Giuseppe De Filippis, un anziano uomo di Bitritto in grado di creare con incudine, martello e tenaglia particolarissime sculture in ferro battuto
Abbiamo incontrato l'uomo nella sua bottega di via Galilei 13, a Bitritto, lì dove gelosamente conserva quelle che lui definisce le sue “figlie”
Quando entriamo veniamo avvolti in uno scuro ambiente dal forte odore di metallo che trasuda di storia e tradizione. Notiamo antichi banchi da lavoro, pareti su cui vi sono appesi cacciaviti, pinze e lime di ogni tipo...
...e scaffali da cui pendono martelli di svariate dimensioni
Ed è proprio qui che ci accoglie il baffuto Peppino, in camicia e pantaloncini, circondato dai suoi affascinanti manufatti, tra i quali riconosciamo subito un cactus e un pappagallo
Sì perché le opere di Peppino possono definirsi vere e proprie sculture che l’uomo è riuscito anche a esporre in giro per l’Italia. Impossibile non notare ad esempio gli splendidi pavoni, uno con la coda chiusa...
...e l’altro con la coda aperta a ruota
«Li ho concepiti in due momenti diversi – dichiara –. Il secondo l’ho fatto nel 1980 e mi ha permesso di togliermi parecchie soddisfazioni, tra cui quella di essere invitato a una mostra a Firenze»
Quattro anni fa il suo paese gli ha poi reso omaggio con un’esposizione all’interno del Castello. De Filippis ci fa vedere la locandina dell’evento...
...assieme alle foto di lui all’interno del museo
Tra i pezzi presentati, anche il pappagallo ammirato prima. «Ho avuto grosse difficoltà nel finirlo – ammette –. Ci ho messo settimane e settimane perché ogni penna necessitava di centinaia di martellate. Il risultato però mi rende ancora oggi orgoglioso»
Il maestro ci mostra anche la testa di un cane che raffigura Stella, la sua amica a quattro zampe...
...oltre a una serie di rappresentazioni di piante, tra cui un fico d’india...
...e un albero di limone
«Ma quella a cui sono più legato è sicuramente il carrubo – sottolinea – perché mia madre, durante il povero periodo della guerra, lo utilizzava come dolce da preparare a noi bambini»
Tutti manufatti questi, che ha forgiato solo avvalendosi di incudine...
...martello...
...e tenaglia: strumenti antichissimi risalenti a secoli fa, tramandati di generazione in generazione