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Monopoli, la maestosa contrada Cozzana
Su una collinetta immersa nelle campagne di Monopoli, sorge un appartato borgo: è Cozzana, una delle tante contrade del grosso paese a sud di Bari, che però rispetto alle altre si caratterizza per il fatto di concentrare in poche centinaia di metri antiche e maestose ville signorili costruite tra il 700 e l’800. Si tratta delle residenze estive di famiglie nobiliari di Monopoli, che qui, all’ombra di alberi secolari, venivano a trascorrere i mesi più caldi dell’anno (Foto di Ilaria Palumbo)
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Per raggiungere Cozzana da Bari, bisogna percorrere la statale 16 fino all’uscita Monopoli–Conversano e da qui imboccare la provinciale 114, una pittoresca strada delimitata da muretti a secco e costeggiata da pini marittini e ulivi
Dopo cinque chilometri di cammino, pochi metri dopo aver superato il cartello che dà il benvenuto in contrada Cozzana, ci imbattiamo sul ciglio della strada nelle prime due ville, una di fronte all’altra
Sulla destra troviamo villa Meo Evoli, finita di costruire nel 1792 da Vito Giuseppe Martinelli. Il viale centrale, che termina davanti alla maestosa facciata formata da due portici sovrapposti, è costeggiato da minute colonnine greco-romane
Ai lati del vialetto si apre una grande distesa di prato inglese di un intenso color verde
Un guardiano ci accompagna vicino un cancelletto laterale da dove riusciamo a vedere meglio il prospetto dell’edificio, di evidente impianto neoclassico: è di colore rosso, costituito da un colonnato centrale in marmo posto dinnanzi a un’ampia vetrata e da due colonnati simmetrici che incorniciano i loggioni laterali, estesi in spaziose terrazze
Di fronte a Meo Evoli si trova un’altra antica struttura: si tratta dell’ottocentesca villa Siciliani
Attraverso il cancello riusciamo a scorgere l’ampio giardino, ricco di pini e palme
Il prospetto di villa Siciliani: si tratta di una costruzione merlata: ricorda quella di un castello, in pietra color ocra e costellata da ampie finestre strutturate ad archi, che si affacciano su piccoli balconi
Attraverso una stradina secondaria, alle spalle di Meo Evoli, scopriamo una terza villa patrizia che non è possibile vedere dalla via principale, celata com’è da alti arbusti. Si tratta di Villa Brescia–Simone Veneziani. All’esterno si presenta molto sobria, di un colore rosso che, sbiaditosi col tempo, è finito con l’avvicinarsi sempre più all’arancione
L’atrio dell’abitazione dove spiccano i vivaci colori di fiori, piante e vasi in terracotta disposti sulla scala che conduce agli interni
Attraverso un piccolo passaggio si accede all’agrumeto, ricco di alberi di limoni e arance ancora acerbi, piccole colonne ornamentali e anche un particolare pozzo
villa Palmieri in attuale fase di ristrutturazione. Nonostante sia coperta dalle impalcature, riusciamo comunque a notare l’aspetto compatto e imponente della dimora, ingentilita dal grazioso parco, appartenuta ad alcuni rappresentanti ecclesiastici dei Palmieri
I Palmieri possedevano anche villa Visciglio, costruita nella seconda metà XIX secolo
La “Villa del supplente”, risalente al XVIII secolo. Accanto al cancello d'ingresso svetta un piccolo campanile che appartiene a una cappella privata
Il cortile che apre alla dimora
La struttura, dalla linea più classica, è tendente al grigio e all’ocra ed è impreziosita dall’elegante cornicione del balcone che divide i due piani. Quello superiore è contraddistinto dalle ampie finestre del loggiato
Di tutt’altro genere è invece la villa di fronte a quella del "supplente", sul cui cancello è inciso l’anno di edificazione: 1909. Lo stemma della famiglia Indelli, un grifo d’oro, è possibile ammirarlo sopra il possente portone in legno
In evidente stile liberty, vede come colore predominante un rosa accesso mitigato a tratti dal bianco e dal verde chiaro delle persiane. Il sontuoso giardino è ricco non solo di palme e alte querce, ma anche di fini statuette che aggiungono grazia alla struttura