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Mola, le villette abusive sul mare
Sono adagiate sulla bassa costa di Mola di Bari da più di vent’anni in uno stato di totale abbandono e decadenza. Si tratta di una ventina di villette abusive mai completate, la cui edificazione è stata bloccata nel 1996, quando ci si accorse che le case si trovavano a meno di 300 metri dal mare, violando quindi i dettami della legge Galasso (Foto di Ilaria Palumbo)
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Siamo in zona Cozzetto, all’ingresso del centro di Mola venendo da nord. Imboccato viale Pesce, per raggiungere le villette è necessario dirigersi verso la costa attraverso via Ugo la Malfa
Arrivati alla fine della strada ci ritroviamo su una spiaggia di sabbia e piccole conche sulla quale le costruzioni si affacciano a pochissimi metri dalla riva
Qui è tutto un trionfo di piani sventrati...
...che lasciano intravedere colonne portanti, scalette e balconcini
Alcuni edifici esibiscono un qualche accenno di mura, ma sempre senza porte o finestre
Fra una villa e l’altra notiamo masse indistinte di rifiuti: bottiglie di plastica, stracci, addirittura un bidone di eternit lasciato qui pericolosamente, ma anche preservativi, siringhe, bottiglie di birra e vetri rotti
All’interno delle costruzioni si trovano in alcuni casi persino materassi, coperte e scarpe...
...e stendini dimenticati da quegli “inquilini” che, prima dello sgombero di settembre scorso da parte della polizia municipale, albergavano in queste stanze senza ovviamente acqua corrente e riscaldamento
Accanto alle ville abbandonate sono presenti anche una serie di residenze abitate, tutte portate a termine prima dell’approvazione della legge che oggi tutela il paesaggio e l’ambiente
Decidiamo a questo punto di perlustrare qualche villetta. Sono tutte a più piani, collegati fra loro da strette scale
Per terra notiamo solo cumuli di macerie e calcinacci
Mentre numerose “finestre” si aprono sull’estrerno incorniciando gli altri manufatti presenti sulla strada
Stando attenti a non inciampare ci arrampichiamo fino all’ultimo piano della “casa” più vicina alla costa, riuscendo a scorgere il mare che è proprio sotto di noi
Da un terrazzo si intravede anche lo scheletro di una piscina immersa in un grande prato verde e circondata da piccoli arbusti
Da qui è poi è possibile “ammirare” il quartiere nel suo insieme, sul quale si staglia statica una gru inoperosa da anni
Non ci resta ora che scendere per lasciare questo luogo di cemento, abbandono e degrado, ma prima ci guardiamo attorno per dare un ultimo sguardo a questo complesso di edifici che sul mare, illuminati dai raggi del sole, acquistano a un certo punto un po’ di grazia, lasciando immaginare ciò sarebbero potuti diventare se solo fossero stati costruiti qualche metro più in là