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Mola di Bari, il Parco Paradiso

Mola di Bari 20 foto 30 April 2022

Ci sono il capretto Pasqualino, il pony Totò, il tacchino Graziella e pure l’asinella Ciuchina e l’agnellino Pepe. Sono i nomi di alcuni degli animali ospitati all’interno di “Parco Paradiso”, un rifugio situato nelle campagne di Mola di Bari dove esseri viventi di ogni specie, dai cani ai gatti, dalle pecore alle galline, dalle oche ai maiali, vivono in totale libertà dopo essere stati salvati da abbandono, allevamenti intensivi e macelli (foto di Adriano Di Florio)

20 fotografie
Il modo più veloce per arrivare al Parco è imboccare la statale 16 per poi prendere l’uscita Mola di Bari Sud. A questo punto basta proseguire per un altro chilometro prima di svoltare a sinistra su strada comunale Cipolluzze, che va percorsa per altri 2 km. Ci si ritrova così di fronte a un cancello verde posto all’entrata di un vialetto che conduce all’ingresso dell’oasi
Il modo più veloce per arrivare al Parco è imboccare la statale 16 per poi prendere l’uscita Mola di Bari Sud. A questo punto basta proseguire per un altro chilometro prima di svoltare a sinistra su strada comunale Cipolluzze, che va percorsa per altri 2 km. Ci si ritrova così di fronte a un cancello verde posto all’entrata di un vialetto che conduce all’ingresso dell’oasi
Il primo particolare che notiamo sono dei cartellini raffiguranti un gatto e un’oca che “avvertono” gli ospiti di procedere con cautela, perché loro “vivono liberi”
Il primo particolare che notiamo sono dei cartellini raffiguranti un gatto e un’oca che “avvertono” gli ospiti di procedere con cautela, perché loro “vivono liberi”
Veniamo subito accolti da Valentina Palanca, colei che gestisce il Parco Paradiso...
Veniamo subito accolti da Valentina Palanca, colei che gestisce il Parco Paradiso...
...che ci guida verso un grande giardino posto di fianco alla casa in cui vive
...che ci guida verso un grande giardino posto di fianco alla casa in cui vive
Oltrepassiamo ora un cancello di legno arancione per ritrovarci all’interno del parco vero e proprio
Oltrepassiamo ora un cancello di legno arancione per ritrovarci all’interno del parco vero e proprio
Appena entrati veniamo subito accolti in maniera festosa da alcuni ospiti. Tra questi c’è Carletto, un cagnolino bianco che ha solo tre zampe
Appena entrati veniamo subito accolti in maniera festosa da alcuni ospiti. Tra questi c’è Carletto, un cagnolino bianco che ha solo tre zampe
«Lo abbiamo portato qui dopo essere stato investito da un’auto – spiega la padrona di casa -. Anche il gatto Ciccio Ciccio ha un passato molto triste: fu infatti abbandonato in estate su una strada statale»
«Lo abbiamo portato qui dopo essere stato investito da un’auto – spiega la padrona di casa -. Anche il gatto Ciccio Ciccio ha un passato molto triste: fu infatti abbandonato in estate su una strada statale»
Poco più avanti, attraverso una piccola porticina, emergono dalla loro “abitazione” oche e galline che, attirate da un fischio di Valentina...
Poco più avanti, attraverso una piccola porticina, emergono dalla loro “abitazione” oche e galline che, attirate da un fischio di Valentina...
...si fiondano sul cibo che viene offerto loro dal collaboratore Amir
...si fiondano sul cibo che viene offerto loro dal collaboratore Amir
Tra i pennuti c’è anche il tacchino Graziella. «Il suo precedente proprietario lo aveva chiamato Ringraziamento, credendolo un maschio – spiega l’animalista –. Lo stava crescendo per poterlo poi cucinare a Natale. Siamo riusciti per fortuna a toglierglielo»
Tra i pennuti c’è anche il tacchino Graziella. «Il suo precedente proprietario lo aveva chiamato Ringraziamento, credendolo un maschio – spiega l’animalista –. Lo stava crescendo per poterlo poi cucinare a Natale. Siamo riusciti per fortuna a toglierglielo»
Giungiamo ora davanti all’ovile. A correre incontro a Valentina è il capretto Pasqualino, così chiamato in ricordo del giorno in cui venne salvato dal macello
Giungiamo ora davanti all’ovile. A correre incontro a Valentina è il capretto Pasqualino, così chiamato in ricordo del giorno in cui venne salvato dal macello
Mentre Nemo è il caprone con un solo corno, richiamo alla pinna atrofica del protagonista del celebre film di animazione
Mentre Nemo è il caprone con un solo corno, richiamo alla pinna atrofica del protagonista del celebre film di animazione
E dopo aver fatto la conoscenza della pecora Natalina...
E dopo aver fatto la conoscenza della pecora Natalina...
...del pony Totò...
...del pony Totò...
...e dell’asinella Ciuchina...
...e dell’asinella Ciuchina...
...vediamo Valentina avvicinarsi all’agnellino Pepe, uno degli ultimi a essere arrivato al santuario
...vediamo Valentina avvicinarsi all’agnellino Pepe, uno degli ultimi a essere arrivato al santuario
La donna gli dà da mangiare con un biberon...
La donna gli dà da mangiare con un biberon...
...mentre il cane Pinky si avvicina furbescamente per leccare qualche goccia di latte sul muso dell’ovino
...mentre il cane Pinky si avvicina furbescamente per leccare qualche goccia di latte sul muso dell’ovino
Un po’ in disparte troviamo infine Cochino, un grosso esemplare di maiale vietnamita nero. «Fu comprato in una fiera da una famiglia che lo voleva salvare – racconta Valentina – . Loro si misero alla ricerca di qualcuno che potesse accoglierlo, ma non riuscirono a trovare nessuno. Così l’ho adottato io...
Un po’ in disparte troviamo infine Cochino, un grosso esemplare di maiale vietnamita nero. «Fu comprato in una fiera da una famiglia che lo voleva salvare – racconta Valentina – . Loro si misero alla ricerca di qualcuno che potesse accoglierlo, ma non riuscirono a trovare nessuno. Così l’ho adottato io...
...E Cochino è diventato un simbolo di questo parco: un esemplare che viene allevato solo per essere mangiato, ma capace di regalare compagnia e conforto. Un essere che ha il diritto, come gli altri, di vivere in libertà. Perché, come recita il cartello all’ingresso, “se dici di amare gli animali, ricordati che sono tanti”»
...E Cochino è diventato un simbolo di questo parco: un esemplare che viene allevato solo per essere mangiato, ma capace di regalare compagnia e conforto. Un essere che ha il diritto, come gli altri, di vivere in libertà. Perché, come recita il cartello all’ingresso, “se dici di amare gli animali, ricordati che sono tanti”»