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Mola, alla scoperta di Palazzo Pesce
Un paese da sempre associato al suo porto, ma che nasconde al suo interno numerosi gioielli architettonici, testimonianza di un’importante e spesso “dimenticata” storia nobiliare. Tra questi il meraviglioso Palazzo Pesce, settecentesca dimora che dopo decenni di abbandono è stato restaurata e riaperta al pubblico per concerti, mostre e piccoli spettacoli teatrali. Un luogo che possiede eleganti saloni con elaborati affreschi di pregio, una splendida corte in pietra e un rigoglioso giardino ricco di piante mediterranee ed esotiche (foto di Valentina Rosati)
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Palazzo Pesce sorge al civico 24 di via Van Westerhout, di fronte al piccolo teatro che porta il nome del celebre compositore molese a cui è intitolata la strada
La facciata color crema è imponente ma molto semplice nei decori e caratterizza una struttura che si eleva su tre piani scanditi da sette accessi al piano terra
Le finestre, chiuse da persiane marrone scuro, sono sovrastate da un timpano a volute con un decoro geometrico al centro e in alto uno vegetale
Tra due finestre laterali notiamo una targa. Si tratta di una dedica a Piero Delfino Pesce: fu lui a dedicarsi personalmente alla cura del palazzo e soprattutto del suo rigoglioso giardino
Ma è arrivato il momento di entrare
Ad aprirci è Margherita Rotondi, figlia dei proprietari e direttrice artistica degli eventi del palazzo: ci fa accedere all’atrio di ingresso della struttura, caratterizzato da una lunga volta in pietra
Attraverso una scala raggiungiamo il piano superiore...
...lì dove ci attende la stanza più affascinante della dimora: la Sala Etrusca
Ci ritroviamo così in un ambiente che pare una reggia...
...arricchito da un pianoforte a coda e una splendida specchiera alta quanto la parete
Il soffitto è interamente ricoperto da un coloratissimo ed elaborato affresco di stile settecentesco
Riquadri con vedute di paesaggi, vasi classici e leoni tra cornucopie si susseguono nella parte più esterna tra intricate trame geometriche che si aprono nel pannello centrale
Quest’ultimo è impreziosito da eleganti trame floreali che culminano con un uccello ad ali spiegate
Le pareti laterali, delimitate da due porte verdi sovrastate da grandi riquadri con anfore scure...
...sono decorate con una serie di candelabri dorati e una specchiera in legno. Più in basso, le tonalità accese delle trame dei divanetti...
... si confondono col bellissimo pavimento in maioliche a nido d’ape e forme geometriche
Da una delle porte accediamo alla stanza Ippogrifo
Qui sulla fascia grigia perimetrale del soffitto, che spezza il dominante color rosa dell’ambiente...
...sono presenti le stilizzate creature leggendarie tra motivi floreali dai colori accesi
Più al centro notiamo invece due riquadri con delle vedute di paesaggi campestri, probabilmente ambientazioni di località campane dalle quali l’architetto Ruffo proveniva
Ci spostiamo ora in un ultimo grazioso salottino anch’esso affrescato con motivi a ventaglio e cornici dorate
Sul soffitto, da cui pende un elegante lampadario a gocce...
...un decoro rotondo con sfondo roseo è impreziosito da una trama a fasce dorate a incroci
Da questa stanza ci muoviamo poi sulla terrazza interna del palazzo che si affaccia su una splendida corte in pietra, cinta da una balaustra circolare
E attraverso una doppia scala...
...veniamo infine condotti nell’ampio e verde giardino annesso al palazzo
Un luogo sorprendentemente rigoglioso dove tra palme...
...mandarini e limoni...
...trovano posto anche piante esotiche
Concludiamo il nostro viaggio nella corte circolare che occupa il retro della struttura, uno spazio dove a dominare è la pietra che crea un’atmosfera davvero suggestiva