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Modugno, il mascherone che fa la linguaccia
Una bella linguaccia rivolta ai nemici di sempre. E’ ciò che è possibile “ammirare” se ci si trova nel nobile centro storico di Modugno, precisamente in piazza del Popolo, lì dove sorge il settecentesco palazzo Piepoli. Se si alza infatti lo sguardo si noterà, sul cantone che affaccia su vico Fortunato, un simpatico mascherone a forma di testa umana che mostra la lingua in segno di dileggio. Fu posto in quel punto dalla famiglia che dà il nome all’edificio. Il motivo? Uno sberleffo nei confronti dell’imponente costruzione che sorge di fronte, appartenuta ai rivali Scarli.
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Nel centro storico di Modugno, precisamente in piazza del Popolo, sorge il settecentesco palazzo Piepoli
Bene, se si alza la testa si noterà che appena sopra il portone d’ingresso, sul cantone che affaccia su vico Fortunato, si trova un simpatico mascherone a forma di testa umana che mostra la lingua in segno di dileggio...
...fu fatta porre lì dalla famiglia che dà il nome all’edificio. Il motivo? Uno sberleffo nei confronti dell’imponente costruzione che sorge di fronte, appartenuta ai rivali Scarli
Il palazzo Pascale-Scarli è molto più antico: fu costruito nella seconda metà del 1500 e donato a Vito Pascale, segretario della duchessa Bona Sforza
Oltre al mascherone, sulla facciata dell’edificio(proprio sul portone principale) è presente una statua di San Michele, ovvero l’Arcangelo della Giustizia, colui che sconfigge il male, che per i Piepoli era rappresentato evidentemente dalla famiglia Scarli
Da allora su questo edificio in stile rinascimentale si trova dunque questo volto ovale con dei ricci consumati dallo scorrere del tempo. Ora è costretto a convivere con un modernissimo cavo elettrico, ma la sua lingua è sempre lì, incorniciata da dei lunghi baffi rivolti all’insù, esattamente verso il maestoso portale d’ingresso del dirimpettaio palazzo Pascale-Scarli