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Matera, l'esoterica Villa Cuscianna
Un misterioso ed eccentrico edificio abbandonato completamente ricoperto di simboli alchemici ed esoterici. Oggi vi raccontiamo dell’ottocentesca Villa Cuscianna, un luogo che per anni è stato al centro di storie e leggende create per spaventare i bambini, convinti che al suo interno ci fossero i fantasmi. Uno stabile che immagineremmo nascosto e isolato in buie strade di campagna e che invece si trova a pochi metri dalla affollata piazza principale di Matera (foto di Valentina Rosati)
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Per scovare villa Cuscianna partiamo da piazza Vittorio Veneto, cuore pulsante di Matera...
...e saliamo su via Ascanio Persio. Appena svoltato l’angolo riusciamo già a scorgere il muretto rosso e ocra che circonda la villa e le fronde di un fico tra le sbarre dell’inferriata
Avvicinandoci e alzando lo sguardo restiamo colpiti dalle altissime e snelle palme presenti nel suo giardino, che sovrastano in altezza anche i palazzi adiacenti
Ed eccoci di fronte all’edificio. Si nota subito il suo stato di lungo abbandono, con il muro imbrattato da scritte...
...e la folta e disordinata vegetazione di cycas, piante di fico e sterpaglie incolte che a stento lasciano intravedere il piazzale di accesso alle scale
La villa dall’architettura eclettica con richiami allo stile moresco, presenta una struttura simmetrica ad eccezione delle tue torri laterali di diversa forma
Domina la facciata centrale superiore un elemento ad arco ogivale con una vetrata orientaleggiante che svetta in altezza tra due tettoie sporgenti e che si chiude al centro con la decorazione di una spada rivolta verso il cielo
Archi simili ma più piccoli li ritroviamo sulle due torri laterali entrambe dotate di piccolo balconcino. Una di esse presenta a sua volta quattro piccoli torrini agli angoli...
...l’altra, più semplice, ornata con delle merlature
Sulle due colonne di ingresso troviamo un nome inciso: Leonardo Cuscianna. Si tratta di colui che alla fine dell’800 costruì la villa
La ringhiera riporta degli aguzzi decori in ferro che rappresentano il simbolo alchemico della “monade” che in sé racchiude la luna, il sole, gli elementi naturali e il fuoco: le unità fondamentali dell’Essere
Sulle due colonne è riportato invece il simbolo dell’arsenico: una decorazione di colore rosso formata da una linea con due tondi alle estremità
Altro particolare che notiamo affacciandoci tra le inferriate, e che ritorna in tutta la struttura, è una stella a otto punte in un cerchio bianco: la notiamo subito sulle balaustre delle scale di accesso vegliate da un attento gatto nero
Stesso dettaglio presente anche sulla vetrata della torre sinistra, dove la stella ci appare a forma di fiore con una croce come stelo: una figura che rimanda a leggendario ordine segreto dei Rosacroce
L’edificio è poi pieno zeppo di iscrizioni in latino. Sulla facciata centrale si trova la scritta Donec Erunt Ignes (“Finchè durerà il fuoco”), un’espressione usata dall’autore di testi di alchimia Fulcanelli per indicare il “fuoco segreto”, l’essenza spirituale senza cui non esisterebbe la vita stessa
Ai lati ecco due quadrati di pietra che racchiudono cinque file parole: Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas. Si chiama il “Quadrato del Sator”: una misteriosa e antica epigrafe latina presente in forma di quadrato magico
Sul lato opposto troviamo lo stesso quadrato interpretato secondo una complessa chiave di lettura kabbalistica ebraica dove ad ogni lettera corrisponde un preciso numero
Sulle due porte laterali di ingresso scorgiamo infine due altre frasi ermetiche. Sulla posta sinistra Sub Rosae con una rosa disegnata al centro, un chiaro riferimento ai Templari e ai Rosacroce
Su quella di destra invece Si sedes non is, che letta da sinistra a destra significa “se ti siedi non procedi” e da destra a sinistra “se non ti siedi procedi”