Tutte le gallerie
Fotogallery
Loseto: il quartiere "nascosto"
Un borgo medievale che tra i suoi stretti vicoli annovera un castello, un duomo e numerose chiese rurali. Quello di cui stiamo parlando non è uno dei tanti paesini che caratterizza il territorio pugliese, ma al contrario è la descrizione di un vero e proprio quartiere di Bari: Loseto (foto di Nicola Imperiale)
25 fotografie
Per visitare il quartiere bisogna dirigersi verso la periferia sud di Bari, per andare a imboccare viale Trisorio-Liuzzi, il prolungamento di via Giulio Petroni, che dopo aver costeggiato Carbonara e Ceglie del Campo finisce la sua lunga corsa proprio a Loseto
Fiancheggiamo così la parte nuova del quartiere, formata più che altro da alti palazzoni di edilizia popolare nati negli anni 80...
...che convivono con i tralicci dell’alta tensione e la paura dell’elettrosmog
Tra i “grattacieli” si trova però un edificio religioso degno di menzione. E’ la cappella rurale del Santissimo Salvatore una chiesetta del 1418 oggi inglobata in un giardino pubblico
Il semplice tempietto in tufo, dotato di un campanile a vela sormontato da un timpano privo di campana...
...nasconde al suo interno affreschi raffiguranti immagini religiose
Curiosità. Una chiesa con lo stesso nome si trova poco distante dal tempio rurale: “futuristica” e sotterranea è stata costruita dall’architetto Ottavio di Blasi nel 2000
Noi continuiamo su viale Trisorio-Liuzzi che a un certo punto si divide. A sinistra porta fino ad Adelfia, a destra invece cambia nome in via Crispi...
...e conduce dopo 400 metri a un grande arco in pietra bianca. Siamo davanti all’antico ingresso di Loseto vecchia, fatto costruire nel 1778 da Francesco De Ruggiero, figlio di Cesare
Sul monumento, costituito da un imponente fornice affiancato da lesene e sormontato da un timpano, compare lo stemma baronale della famiglia e una targa che elogia l’operosità del contado
Una volta attraversato, ci immettiamo nella graziosa piazza Vittorio Emanuele III, pavimentata a “chianche” e resa vivace dal colore verde degli alberi che la circondano
A dominare è la maestosa San Giorgio Martire, chiesa del XII secolo completamente ricostruita in stile tardo barocco nel 1767
Alla destra della struttura si eleva il campanile, restaurato nel 1936 dopo essere stato danneggiato da un fulmine
L’interno, a navata unica, è caratterizzato da un presbiterio posto in un’abside semicircolare e separato dai banchi dei credenti da un arco trionfale a tutto sesto
Vicino all’ingresso sulla sinistra, è posta la statua del patrono di Loseto: San Giorgio nell’atto di fronteggiare il drago con una lancia
Ritorniamo sulla piazzetta, per incontrare di fronte alla chiesa una piccola struttura di pietra calcarea, cornicione aggettante e timpano curvilineo. È ciò che resta del palazzo del Sedile del XVI secolo
Sporgente sulla facciata dell’edificio c’è l’ormai irriconoscibile “Leone della Giustizia”, al quale erano incatenati i debitori insolventi
Ci inoltriamo ora tra le bianche e strette stradine del borgo...
...segnato da edifici sui quali è facile imbattersi in stemmi raffiguranti tre rose. Si tratta dell’antico simbolo di Loseto, che nel 400 per un errore di trascrizione della cancelleria aragonese fu a lungo chiamato Roseto
Tra le chicche presenti nel centro storico, spicca su una parete di vicolo Madonna una sorta di edicola religiosa composta da un elegante bassorilievo in materiale tufaceo: raffigura due immagini femminili sovrastate dalla figura del Creatore
E anche Loseto ha un suo castello. Si trova in piazza Guido De Ruggiero, dove si staglia una possente costruzione di origine normanno-sveva a pianta pentagonale in pietra e tufo. La facciata è caratterizzata dal grande portone d’ingresso in legno e da un’alta torre...
...mentre il retro presenta una loggia a serliana
Sui lati opposti scopriamo poi due “attrattive” locali. Ad est ecco l’antico forno a legna del 1836, dove fino a vent’anni fa si cuoceva il pane ancora con metodi tradizionali
Ad ovest invece, in una nicchia, fa bella mostra di sé una statua in pietra del 1850 raffigurante “San Nicola nero”, simile a quella custodita nella cappella situata di fronte all’entrata del Porto
Procedendo infine su via Cavour, ci imbattiamo nella Madonna del Popolo: fatta costruire nel 1858 dalla famiglia Fascina, è una chiesa molto amata e curata dai losetani, seppur inutilizzata da tempo