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Le Torri di Giovinazzo

Giovinazzo 22 foto 10 October 2019

Decine di possenti e silenziose masserie fortificate che si susseguono una dopo l’altra, arricchendo un vasto territorio che va da Bitonto a Bisceglie. Stiamo parlando delle cosiddette “torri”, costruzioni medievali che univano agli elementi tipici di una residenza quelli prettamente difensivi. Erano infatti dotate di una parte più alta, utile a proteggersi in caso di attacco. Oggi alcuni di questi edifici sono stati valorizzati e ristrutturati, altri invece giacciono abbandonati nelle campagne del nord-barese. Noi ne abbiamo visitati quattro: tutti presenti nel territorio di Giovinazzo, su una linea retta che porta dalla costa alla campagna (foto di Nicola Imperiale)

22 fotografie
Per raggiungere la prima masseria, usciamo allo svincolo Giovinazzo Sud e percorriamo sulla complanare un chilometro in direzione Santo Spirito, fino a scorgere sulla nostra sinistra un’alta costruzione...
Per raggiungere la prima masseria, usciamo allo svincolo Giovinazzo Sud e percorriamo sulla complanare un chilometro in direzione Santo Spirito, fino a scorgere sulla nostra sinistra un’alta costruzione...
...immersa in un prato e circondata da alberi da frutto
...immersa in un prato e circondata da alberi da frutto
Si tratta di “Torre delle Pietre Rosse”, fortilizio databile tra il XII e il XIII secolo e caratterizzato da paramenti murari a bugnato con conci regolari e sbozzati
Si tratta di “Torre delle Pietre Rosse”, fortilizio databile tra il XII e il XIII secolo e caratterizzato da paramenti murari a bugnato con conci regolari e sbozzati
La sua torre quadrangolare, alta 12,50 metri e usata in passato anche come colombaia, è abbracciata da un’ampia cinta muraria e spicca sulle campagna, dominando il territorio circostante
La sua torre quadrangolare, alta 12,50 metri e usata in passato anche come colombaia, è abbracciata da un’ampia cinta muraria e spicca sulle campagna, dominando il territorio circostante
Riprendiamo la statale in direzione Foggia e dopo 1,2 chilometri svoltiamo per l’uscita Giovinazzo Nord/Terlizzi e da qui sulla SP107. Dopo appena 400 metri sulla sinistra scorgiamo fra i terreni coltivati la seconda nostra meta: Torre Rufolo
Riprendiamo la statale in direzione Foggia e dopo 1,2 chilometri svoltiamo per l’uscita Giovinazzo Nord/Terlizzi e da qui sulla SP107. Dopo appena 400 metri sulla sinistra scorgiamo fra i terreni coltivati la seconda nostra meta: Torre Rufolo
Questo complesso edilizio con spesse cinta di mura risale al 1307 e fu costruito da Ruggero Rufolo, un nobile di Ravello fuggito dalla sua città natale e in cerca di luogo tranquillo dove vivere
Questo complesso edilizio con spesse cinta di mura risale al 1307 e fu costruito da Ruggero Rufolo, un nobile di Ravello fuggito dalla sua città natale e in cerca di luogo tranquillo dove vivere
Bruciata e depredata nel 1529, della masseria fortificata restò in piedi, oltre alla torre quadrangolare a due piani...
Bruciata e depredata nel 1529, della masseria fortificata restò in piedi, oltre alla torre quadrangolare a due piani...
...solo la parte inferiore dove erano presenti il frantoio e alcuni locali di servizio. Dopo un lungo periodo di degrado, ha subito un corposo restauro ed è stata ampliata e rimodernata
...solo la parte inferiore dove erano presenti il frantoio e alcuni locali di servizio. Dopo un lungo periodo di degrado, ha subito un corposo restauro ed è stata ampliata e rimodernata
Sul portale monumentale ad arco ogivale sopravvive scolpito un motivo floreale
Sul portale monumentale ad arco ogivale sopravvive scolpito un motivo floreale
Ci rimettiamo in marcia sulla Giovinazzo-Terlizzi e dopo un paio di chilometri incontriamo sulla sinistra la Torre don Ciccio
Ci rimettiamo in marcia sulla Giovinazzo-Terlizzi e dopo un paio di chilometri incontriamo sulla sinistra la Torre don Ciccio
Si tratta di una masseria riedificata nel XVI secolo ma che affonda le sue origini già nel 200, in epoca sveva. A costruirla fu un nobile tedesco: Melciaccia Alemanno, detto “Don Ciccio”. E' di colore bianco e caratterizzata da un bugnato a conci irregolari
Si tratta di una masseria riedificata nel XVI secolo ma che affonda le sue origini già nel 200, in epoca sveva. A costruirla fu un nobile tedesco: Melciaccia Alemanno, detto “Don Ciccio”. E' di colore bianco e caratterizzata da un bugnato a conci irregolari
Il complesso subì nel 1992 un ulteriore sfregio dato dal crollo di parti del loggiato superiore
Il complesso subì nel 1992 un ulteriore sfregio dato dal crollo di parti del loggiato superiore
Ora le entrate della sono murate e non si può accedere ai locali e alla cappella dedicata all’Annunziata presente al suo interno
Ora le entrate della sono murate e non si può accedere ai locali e alla cappella dedicata all’Annunziata presente al suo interno
Proseguiamo per altri due chilometri sulla 107, fino a incrociare un cartello che ci indica la presenza, in una stradina sulla destra, della “Torre del tuono”
Proseguiamo per altri due chilometri sulla 107, fino a incrociare un cartello che ci indica la presenza, in una stradina sulla destra, della “Torre del tuono”
Imbocchiamo il viale e dopo 600 metri scorgiamo il possente maniero, conosciuto un tempo come “torre de lo trono”, perché qui il cardinale Giovanni Vitelleschi pose il suo comando quando nel 1438 andò alla conquista di Giovinazzo
Imbocchiamo il viale e dopo 600 metri scorgiamo il possente maniero, conosciuto un tempo come “torre de lo trono”, perché qui il cardinale Giovanni Vitelleschi pose il suo comando quando nel 1438 andò alla conquista di Giovinazzo
Un fregio posto sul portone ricorda la figura dell’alto prelato
Un fregio posto sul portone ricorda la figura dell’alto prelato
Caratterizzato da tre palmenti in pietra...
Caratterizzato da tre palmenti in pietra...
...lì dove un tempo veniva fermentato il mosto...
...lì dove un tempo veniva fermentato il mosto...
... la rocca si presenta in buone condizioni. Quando arriviamo la troviamo purtroppo chiusa da un cancello...
... la rocca si presenta in buone condizioni. Quando arriviamo la troviamo purtroppo chiusa da un cancello...
...anche se attraverso le inferriate possiamo scorgere l’androne con volte a botte
...anche se attraverso le inferriate possiamo scorgere l’androne con volte a botte
L’edificio conserva anche una cappella dedicata a San Michele...
L’edificio conserva anche una cappella dedicata a San Michele...
...sul cui portale murato si trova un’iscrizione in latino posta dai Sagarriga: mihi meis et omnibus (“per me, per i miei e per tutti”)
...sul cui portale murato si trova un’iscrizione in latino posta dai Sagarriga: mihi meis et omnibus (“per me, per i miei e per tutti”)