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Le pescherie storiche di Bari
Da “Gagang” a “Ciccill u’ gnore”, passando per “Spirito di Patate” e “Il Nonno”. Di che stiamo parlando? Dei “negozi” più particolari di Bari: le pescherie. Questi esercizi commerciali si differenziano infatti da tutti gli altri per una serie di caratteristiche ben definite. Si parte dai nomi stranissimi, spesso derivanti da appellativi affibbiati agli storici fondatori dei locali, per finire a un “certo modo” di vendere, che rimanda a quando il pesce si comprava nei colorati e chiassosi mercati all’aperto (foto di Antonio Caradonna)
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Il 64enne Peppino Antonacci, proprietario della "Pescheria del popolo" in viale Japigia: lui attira i clienti cantando a squarciagola canzoni di successo, rivisitate in chiave ittica
In viale Jacini invece, nei pressi della zona di San Marcello, si trova invece “Gagang”
Il nome, che in barese sta a indicare qualcuno che cerca di mettersi costantemente in mostra, deriva dall'appellativo attribuito a Domenico “Minguccio” Carofiglio, colui che aprì attorno al 1940 una prima rivendita di pesce situata in strada del Carmine, a Bari Vecchia
Rimaniamo nel rione Carrassi, ma spostandoci in corso Alcide De Gasperi, strada che ospita un altro negozio ittico che presenta un nome in dialetto: "Ciccil U' gnore". Ad accoglierci, davanti a una parete decorata col disegno di due coralli, c'è il titolare, il 48enne Massimo
«L'attività - racconta l'uomo - si chiama così in ossequio al soprannome del nonno di mia moglie, che era scuro di carnagione. Siamo qui dal 1990, quando fu chiusa la nostra sede storica di piazza Mercantile, nel centro storico, aperta nel Dopoguerra»
Ci dirigiamo a nord, nel quartiere San Girolamo, dove sul Lungomare IX Maggio sorge un altro esercizio dalla denominazione curiosa: "Spirito di patate", espressione con cui si boccia l'umorismo di chi fa battute poco divertenti
«Era il nomignolo di mio nonno, da cui abbiamo ereditato l’indole allegra - evidenzia il gestore 42enne Antonio, dietro a un tavolo "ripulito" dai clienti -. Fu lui settant’anni fa ad aprire qui dentro un ristorante, poi trasformato in pescheria da mio padre»
Il nostro tour non può che finire in strada della Marina, a San Giorgio, vera e propria "patria" delle pescherie baresi (ce ne sono ben sei)
Entriamo nella "Pescheria dal Nonno", nata nel 1947, dove impera il colore arancione. Si tratta di una chiara scelta di marketing, come del resto lo è anche l'aver messo un team di sole donne a servire gli avventori
«Il nonno in questione - ci spiegano i dipendenti - era Francesco Caccuciolo, fondatore di quella che un tempo era una semplice rivendita di cozze, diventata però nel tempo un punto di riferimento cittadino
Un ambiente gioviale è anche quello che troviamo dell’altra pescheria storica di San Giorgio: “Gino il marinaio"...
...la cui entrata è sorvegliata dall'80enne Maria. «Gino è stato mio marito - illustra l'anziana signora -: fu sia pescatore sia membro della Marina militare»
«Il negozio è stato inaugurato dal 1979 - spiega il 37enne nipote, che ci mostra una razza davanti a una parete in mattonelle raffigurante suo nonno in barca - ma la mia famiglia era già attiva con una bancarella di cozze all'ex mercato di via Montegrappa»