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Laterza, il museo della civiltà contadina
Ci sono tavole in legno per lavare a mano i panni, ditali per proteggere le dita durante la mietitura, telai di vario tipo, scalda materassi e persino giocattoli. Sono solo alcuni degli oggetti che è possibile trovare all’interno del “Museo della civiltà contadina” di Laterza, in provincia di Taranto. Un’esposizione che da 4 anni mostra ai visitatori gli antichi arnesi con cui, all’inizio del 900, le famiglie di agricoltori e artigiani si aiutavano nel loro lavoro e nelle faccende domestiche
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A organizzare il Museo della civiltà contadina è stato il 67enne Angelo Spinosa, detto “Lillino”. Gli utensili sono infatti stati raccolti da lui stesso nell’arco di quarant’anni, perlustrando soprattutto i mercatini d’antiquariato
Siamo quindi andati a visitare l’esposizione (si entra con un’offerta volontaria), sita in via San Carlo, nel centro storico di Laterza
Qui c’è anche un settore dedicato ai vecchi giocattoli realizzati in casa. Ad esempio il carretto. «Era fatto con assi e cuscinetti a sfera – afferma Lillino -: con esso i bambini si avventuravano in gare di velocità su strade sterrate»
Ma i piccoli riuscivano anche a costruire originari prototipi di monopattini...
...hula hoop con fasce di legno arrotondate...
...e cavallucci con teste ricavate da avanzi di stoffa
Lillino ci mostra una foto di un attrezzo non ospitato nel museo: un setaccio meccanico che, vibrando, separava i chicchi di mais dalle pannocchie...
...queste ultime però una volta “svuotate” non venivano buttate ma andavano ad alimentare il fuoco dei bracieri
Con le restanti foglie si riempivano poi anche i materassi di coloro che non potevano permettersi la lana
Nel museo uno di questi materassi è inserito all’interno della ricostruzione di una vecchia camera da letto di una classica famiglia contadina. È visibile anche lo scaldaletto che serviva a riscaldarlo: una sorta di pentola con dentro del carbone appoggiata su una base
E poi un volano trascinatore orizzontale per arrotolare i fili su dei rocchetti...
...e dei telai in legno tondi utilizzati dalle ricamatrici
Particolare è l’apparecchio per la pulitura dei fiori di cotone, costituto da assi distanziati che stretti con una manovella schiacciavano il fiore
Proseguendo ammiriamo un attrezzo meccanico a dondolo usato per aumentare il volume della lana: la “pettinava” e la puliva, così da renderla adatta a riempire cuscini e materassi
Utensile usato dalle donne era anche il cosiddetto strechelature, ossia una tavola zigrinata utile a lavare i panni nei lavatoi pubblici
Come anche caratteristico è il ditale in legno che serviva a proteggere le mani degli uomini quando si tagliava il grano con la falce durante la mietitura
Passiamo ora al calzolaio, che si serviva di tenaglie, lime, raspe, chiodini e coltelli
Notiamo anche un’antica scarpa ortopedica e una da lavoro, quest’ultima ricavata mettendo sotto la suola dei chiodi per evitare di scivolare nella terra bagnata
Una cassetta appoggiata su una vecchia bici contiene invece gli arnesi dell’ombrellaio: martelli, tenaglie, pinze e i ricambi quali i manici
Mentre l’angolo del conciatore di pelli mostra i finimenti per i cavalli: il collare, la sella e le briglie...
...animali che trainavano carretti quali lo sciaraball: composto da due ruote di grandi dimensioni veniva impiegato nei campi e per il trasporto di persone
Per concludere la nostra guida ci mostra un sacchetto di color verde scuro, quello in cui le donne raccoglievano pazientemente i loro capelli venduti poi a commercianti (soprattutto baresi) che li utilizzavano per la creazione di parrucche