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La "vittoria alata" del Palazzo della Gazzetta

Bari 10 foto 24 July 2023

Ci siamo più volte occupati del “delittuoso” abbattimento del Palazzo della Gazzetta: il maestoso edificio in stile liberty che fu distrutto nella notte di ferragosto del 1982, dopo aver dominato per 55 anni la piazza della Stazione di Bari. Vi abbiamo anche raccontato come a salvarsi dalla demolizione furono solo quattro telamoni: possenti statue un tempo inglobate nei vani delle finestre a pianterreno, che dopo essere state abbandonate in un magazzino trovarono il loro posto all’interno dell’androne della sede del Comune. In realtà però quel giorno un altro splendido decoro architettonico venne “sottratto alla morte”: un’elegante scultura in bronzo raffigurante la vittoria alata. Alta quasi due metri e di autore ignoto, si trovava affissa sul prospetto angolare del palazzo, all’altezza del primo piano. Nel 1982 fu quindi recuperata e posta nelle Officine Romanazzi di via Omodeo, dove rimase nascosta per più di trent’anni, sino a quando si decise il suo trasferimento nella Pinacoteca Corrado Giaquinto

10 fotografie
Ci siamo più volte occupati del “delittuoso” abbattimento del Palazzo della Gazzetta: il maestoso edificio in stile liberty che fu distrutto nella notte di ferragosto del 1982, dopo aver dominato per 55 anni la piazza della Stazione di Bari
Ci siamo più volte occupati del “delittuoso” abbattimento del Palazzo della Gazzetta: il maestoso edificio in stile liberty che fu distrutto nella notte di ferragosto del 1982, dopo aver dominato per 55 anni la piazza della Stazione di Bari
Vi abbiamo anche raccontato come a salvarsi dalla demolizione furono solo quattro telamoni: possenti statue un tempo inglobate nei vani delle finestre a pianterreno...
Vi abbiamo anche raccontato come a salvarsi dalla demolizione furono solo quattro telamoni: possenti statue un tempo inglobate nei vani delle finestre a pianterreno...
...che dopo essere state abbandonate in un magazzino trovarono il loro posto all’interno dell’androne della sede del Comune
...che dopo essere state abbandonate in un magazzino trovarono il loro posto all’interno dell’androne della sede del Comune
In realtà però quel giorno un altro splendido decoro architettonico venne “sottratto alla morte”: un’elegante scultura in bronzo raffigurante la vittoria alata. Alta quasi due metri e di autore ignoto, si trovava affissa sul prospetto angolare del palazzo, all’altezza del primo piano
In realtà però quel giorno un altro splendido decoro architettonico venne “sottratto alla morte”: un’elegante scultura in bronzo raffigurante la vittoria alata. Alta quasi due metri e di autore ignoto, si trovava affissa sul prospetto angolare del palazzo, all’altezza del primo piano
un tempo affissa sul prospetto angolare al primo piano del sontuoso palazzo: lì dove è possibile intravederla impressa su vecchie fotografie.
un tempo affissa sul prospetto angolare al primo piano del sontuoso palazzo: lì dove è possibile intravederla impressa su vecchie fotografie.
Nel 1982 fu quindi recuperata e posta nelle Officine Romanazzi di via Omodeo, dove rimase nascosta per più di trent’anni, sino a quando si decise il suo trasferimento nella Pinacoteca Corrado Giaquinto, lì dove fu posta però in un altro deposito
Nel 1982 fu quindi recuperata e posta nelle Officine Romanazzi di via Omodeo, dove rimase nascosta per più di trent’anni, sino a quando si decise il suo trasferimento nella Pinacoteca Corrado Giaquinto, lì dove fu posta però in un altro deposito
La vittoria alata, ad oggi, non è quindi visibile al pubblico. La direzione della Pinacoteca ci ha però inviato una fotografia dell’opera grazie alla quale possiamo capire come è fatta. L’immagine mostra una figura femminile in piedi con le braccia alzate intenta a reggere una corona di alloro, simbolo della vittoria. La donna poggia su un rostro navale contraddistinto dalla testa di un leone e tre lame che sporgono da esso
La vittoria alata, ad oggi, non è quindi visibile al pubblico. La direzione della Pinacoteca ci ha però inviato una fotografia dell’opera grazie alla quale possiamo capire come è fatta. L’immagine mostra una figura femminile in piedi con le braccia alzate intenta a reggere una corona di alloro, simbolo della vittoria. La donna poggia su un rostro navale contraddistinto dalla testa di un leone e tre lame che sporgono da esso
La statua si rifà al tema iconografico della vittoria alata estremamente diffuso nei primi tre decenni del 900. Questo tipo di sculture si ispirano al modello classico greco della Nike di Paionios e sono presenti in vari monumenti celebrativi, come l’Altare della Patria (foto di John Samuel)
La statua si rifà al tema iconografico della vittoria alata estremamente diffuso nei primi tre decenni del 900. Questo tipo di sculture si ispirano al modello classico greco della Nike di Paionios e sono presenti in vari monumenti celebrativi, come l’Altare della Patria (foto di John Samuel)
In particolare, la “vittoria barese” ha delle somiglianze con quella posta sulla destra della scala principale dell’edificio romano, opera di Edoardo De Albertis (foto di Gary Todd)
In particolare, la “vittoria barese” ha delle somiglianze con quella posta sulla destra della scala principale dell’edificio romano, opera di Edoardo De Albertis (foto di Gary Todd)
Resta comunque ignoto l’autore dell’affascinante opera. Si può ipotizzare che sia del barese Adolfo Rollo, il quale realizzò anche le statue del faro votivo di Minervino Murge che, seppur con linee più naturalistiche, hanno tratti in comune con la vittoria alata barese
Resta comunque ignoto l’autore dell’affascinante opera. Si può ipotizzare che sia del barese Adolfo Rollo, il quale realizzò anche le statue del faro votivo di Minervino Murge che, seppur con linee più naturalistiche, hanno tratti in comune con la vittoria alata barese