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La storia e i segreti di Palazzo Colonna De Robertis

Bari 32 foto 26 April 2026

Fondamenta fatte con tronchi di legno, saloni riccamente affrescati, raffinati mobili d’epoca e la scrivania dove Aldo Moro lavorò durante i suoi anni a Bari. Sono i “segreti” dell’ottocentesco Palazzo Colonna De Robertis, uno degli edifici più eleganti del capoluogo pugliese. Di questo immobile del quartiere Libertà vi avevamo già parlato in passato, descrivendone i decori liberty e soprattutto il fiabesco atrio. Ora però abbiamo deciso di ritornarci, per raccontarvi la sua lunga storia e per mostrarvi parte degli interni che conservano ancora incantevoli affreschi (foto di Paola Grimaldi)

32 fotografie
Raggiungiamo Palazzo Colonna De Robertis al civico 119 di via Crisanzio, dove si erge con il suo eclettico prospetto arricchito da paraste, fregi vegetali e sculture di putti e aquile
Raggiungiamo Palazzo Colonna De Robertis al civico 119 di via Crisanzio, dove si erge con il suo eclettico prospetto arricchito da paraste, fregi vegetali e sculture di putti e aquile
La facciata è stretta tra un discutibile edificio dal gusto post-moderno e l’ex Istituto del Sacro Cuore, oggi in corso di restauro per farne un complesso residenziale
La facciata è stretta tra un discutibile edificio dal gusto post-moderno e l’ex Istituto del Sacro Cuore, oggi in corso di restauro per farne un complesso residenziale
La sontuosa dimora fu costruita nel 1887 dall’impresa Colonna...
La sontuosa dimora fu costruita nel 1887 dall’impresa Colonna...
...per volere dell’avvocato Antonio De Robertis...
...per volere dell’avvocato Antonio De Robertis...
...e della moglie Felicia (detta Felicetta) Messa
...e della moglie Felicia (detta Felicetta) Messa
La dimora fu edificata su un’area corrispondente all’antico alveo del torrente Picone. Proprio per via della sua posizione tutta la zona, durante le forti piogge, si inondava di continuo. Nella foto il palazzo circondato da terreni sommersi dopo l’alluvione di Bari del 1905
La dimora fu edificata su un’area corrispondente all’antico alveo del torrente Picone. Proprio per via della sua posizione tutta la zona, durante le forti piogge, si inondava di continuo. Nella foto il palazzo circondato da terreni sommersi dopo l’alluvione di Bari del 1905
Il Palazzo è uno dei più eleganti di tutto il capoluogo pugliese
Il Palazzo è uno dei più eleganti di tutto il capoluogo pugliese
Basti osservare il suo atrio esagonale...

(foto di Antonio Caradonna)
Basti osservare il suo atrio esagonale... (foto di Antonio Caradonna)
..., con logge sovrapposte, fregi raffinati e bifore
..., con logge sovrapposte, fregi raffinati e bifore
Quest’ultimo è stato sapientamente restaurato nel 2004 dall’architetto Lelio de Nicolò
Quest’ultimo è stato sapientamente restaurato nel 2004 dall’architetto Lelio de Nicolò
Le finestre avevano però un tempo dei bellissimi cristalli colorati: vennero distrutti durante la Seconda guerra mondiale a causa dello scoppio di una bomba che danneggiò il palazzo
Le finestre avevano però un tempo dei bellissimi cristalli colorati: vennero distrutti durante la Seconda guerra mondiale a causa dello scoppio di una bomba che danneggiò il palazzo
Quel giorno si ruppe anche l’orologio che si trovava nel timpano del terrazzo
Quel giorno si ruppe anche l’orologio che si trovava nel timpano del terrazzo
Mentre le statue delle aquile della facciata, rovinate anch’esse, vennero decapitate per evitare che cadessero i pezzi per strada
Mentre le statue delle aquile della facciata, rovinate anch’esse, vennero decapitate per evitare che cadessero i pezzi per strada
Negli anni a sparire fu anche lo stemma di famiglia, che un tempo ornava l’elegante portone principale...
Negli anni a sparire fu anche lo stemma di famiglia, che un tempo ornava l’elegante portone principale...
...era composto da un’aquila che reggeva un cartiglio con una stella a sei punte, un gladiolo, simbolo di forza e tre monti
...era composto da un’aquila che reggeva un cartiglio con una stella a sei punte, un gladiolo, simbolo di forza e tre monti
C’era anche un ampio giardino che accoglieva statue, una grande vasca d’acqua e tantissimi fiori. Purtroppo oggi del rigoglioso cortile resta soltanto un’aiuola verde con qualche arbusto, che intravediamo da una porta a vetri
C’era anche un ampio giardino che accoglieva statue, una grande vasca d’acqua e tantissimi fiori. Purtroppo oggi del rigoglioso cortile resta soltanto un’aiuola verde con qualche arbusto, che intravediamo da una porta a vetri
Raggiungiamo ora il piano ammezzato...
Raggiungiamo ora il piano ammezzato...
...per incontrare AntonGiulio De Robertis, l’unico della famiglia a possedere ancora una piccola porzione del palazzo
...per incontrare AntonGiulio De Robertis, l’unico della famiglia a possedere ancora una piccola porzione del palazzo
Nelle sale fanno bella mostra poltrone, un orologio a pendolo...
Nelle sale fanno bella mostra poltrone, un orologio a pendolo...
...una camera da letto d’epoca...
...una camera da letto d’epoca...
 una camera da letto d’epoca,...
una camera da letto d’epoca,...
...e un antico ritratto di Giuseppe Messa, bisnonno di AntonGiulio possidente di Conversano chiamato dagli abitanti "patrun Peppe"
...e un antico ritratto di Giuseppe Messa, bisnonno di AntonGiulio possidente di Conversano chiamato dagli abitanti "patrun Peppe"
Ma il pezzo forte della casa è un’elegante e lucida scrivania in legno. «È quella dove Aldo Moro lavorò dagli inizi degli anni 40 fino al 1946 – afferma AntonGiulio -. Lui, mio zio Francesco Maria e Pasquale Del Prete (futuro rettore dell’Università di Bari), aprirono infatti un ufficio al primo piano del palazzo»
Ma il pezzo forte della casa è un’elegante e lucida scrivania in legno. «È quella dove Aldo Moro lavorò dagli inizi degli anni 40 fino al 1946 – afferma AntonGiulio -. Lui, mio zio Francesco Maria e Pasquale Del Prete (futuro rettore dell’Università di Bari), aprirono infatti un ufficio al primo piano del palazzo»
«È quella dove Aldo Moro ha lavorato dagli inizi degli anni ’40 fino al 1946 – ci racconta AntonGiulio -. Moro aprì un ufficio al primo piano del palazzo dopo aver operato come procuratore legale nello studio di mio nonno Antonio, che si trovava nell’appartamento nobile»
«È quella dove Aldo Moro ha lavorato dagli inizi degli anni ’40 fino al 1946 – ci racconta AntonGiulio -. Moro aprì un ufficio al primo piano del palazzo dopo aver operato come procuratore legale nello studio di mio nonno Antonio, che si trovava nell’appartamento nobile»
Abitazione, quest’ultima, che siamo riusciti a visitare. Qui le ampie sale, dalle alte volte, conservano ancora le raffinate decorazioni eseguite dal pittore Nicola Colonna. Uno dei soffitti ha cornici e decori vegetali ed è abbellito da vedute circolari di paesaggi marittimi e lacustri...
Abitazione, quest’ultima, che siamo riusciti a visitare. Qui le ampie sale, dalle alte volte, conservano ancora le raffinate decorazioni eseguite dal pittore Nicola Colonna. Uno dei soffitti ha cornici e decori vegetali ed è abbellito da vedute circolari di paesaggi marittimi e lacustri...
...in un altro scorgiamo invece simmetrici motivi floreali dal gusto orientale
...in un altro scorgiamo invece simmetrici motivi floreali dal gusto orientale
In una terza stanza ampie fasce bianche con bordure dorate, interrotte da ovali con fiori colorati, racchiudono uno sfondo celestiale...
In una terza stanza ampie fasce bianche con bordure dorate, interrotte da ovali con fiori colorati, racchiudono uno sfondo celestiale...
...dove un grazioso putto con arpa siede su una nuvola, accompagnato da farfalle
...dove un grazioso putto con arpa siede su una nuvola, accompagnato da farfalle
Accediamo infine all’ampio salone di rappresentanza che ci lascia incantati per la sua bellezza. Una sfarzosa cornice con conchiglie, volute vegetali e delicati fiori bianchi circonda un cielo celeste...
Accediamo infine all’ampio salone di rappresentanza che ci lascia incantati per la sua bellezza. Una sfarzosa cornice con conchiglie, volute vegetali e delicati fiori bianchi circonda un cielo celeste...
...dove giocosi angioletti, con strumenti musicali e bacchette, danzano e si intrecciano tra lunghi drappi
...dove giocosi angioletti, con strumenti musicali e bacchette, danzano e si intrecciano tra lunghi drappi
Arricchiscono la raffinata decorazione delle bronzee teste femminili con fastose collane che corrono lungo il perimetro della stanza
Arricchiscono la raffinata decorazione delle bronzee teste femminili con fastose collane che corrono lungo il perimetro della stanza
Sono le stesse che vediamo in due immagini degli anni ’40-’50, quando il salone era ancora ornato da eleganti lampadari, quadri, carta da parati damascata, sedie e consolle in legno con specchiere dorate
Sono le stesse che vediamo in due immagini degli anni ’40-’50, quando il salone era ancora ornato da eleganti lampadari, quadri, carta da parati damascata, sedie e consolle in legno con specchiere dorate