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La storia di Torre Pelosa
Da borgata di pescatori amministrata da Noicattaro a meta turistica inglobata nel territorio di Bari. Parliamo di Torre a Mare, il quartiere più a sud del capoluogo pugliese, che oggi si presenta con un pittoresco porticciolo e bar e ristoranti affacciati su grotte e insenature sabbiose incorniciate dagli scogli. Questo accattivante quadretto è però il risultato di secoli di storia che coinvolge villaggi neolitici, torri di avvistamento, leggende legate alla guerra e persino un cambio di nome: un tempo la frazione si chiamava infatti “Torre Pelosa”, come d’altronde è ancora chiamata da alcuni anziani
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Torre a Mare, il quartiere più a sud del capoluogo pugliese, oggi si presenta con un pittoresco porticciolo e bar e ristoranti...
...affacciati su grotte...
...e insenature sabbiose incorniciate dagli scogli
Questo accattivante quadretto è però il risultato di secoli di storia che coinvolge villaggi neolitici, torri di avvistamento, leggende legate alla guerra e persino un cambio di nome: un tempo la frazione si chiamava infatti “Torre Pelosa”
Il nostro viaggio nel tempo comincia da molto lontano, tra il VI e il III millennio a.C., quando sull’Adriatico si installò una popolazione organizzata in villaggi di capanne affacciate sull’Adriatico: erano i primi baresi, che secondo gli esperti si dimostrarono tra i più precoci agricoltori del Mediterraneo occidentale
Ciò era dovuto anche alla particolare conformazione della zona, attraversata dalla rigogliosa Lama Giotta...
...e caratterizzata dalla presenza di tante grotte (tra queste Grotta della Regina...
...e Grotta della Tartaruga
Sotto la dominazione spagnola, precisamente nel 1574, nella borgata venne eretta una delle sei torri di avvistamento del XVI secolo sopravvissute in terra barese, pensata per contrastare i frequenti attacchi di pirati e corsari...(foto del gruppo Facebook "Vecchie foto di Noicattaro")
...si trattava della corposa Torre della Pelosa, che ancora oggi domina la piazza principale del paese con la sua struttura a pianta quadrata e le tre caditoie per lato
Alla stessa epoca risale la leggenda del pescatore “Varvamingo”. Si narra che costui percorresse ogni giorno i 10 chilometri tra Noicattaro e Torre a Mare per cacciare i pesci, fino a quando, stanco di tutte quelle camminate, non decise di stabilirsi in una grotta sull’acqua. Questa sua “casa” è tuttora esistente e versa purtroppo in condizioni di degrado...
...è possibile scorgerla affacciandosi sul porto e incamminandosi verso sinistra sulla banchina che ospita i ripostigli dei pescatori
Il 16 maggio del 1867 venne poi approvato il progetto di urbanizzazione del suolo comunale della marina, fino ad allora incolto e frequentato dai nojani solo nella stagione estiva (foto del gruppo Facebook "Vecchie foto di Noicattaro")
Con la lottizzazione i residenti più ricchi e importanti di Noicattaro, Rutigliano e comuni limitrofi acquistarono sezioni di terreni adiacenti alla strada d’ingresso appena spianata per edificarvi le sontuose dimore di villeggiatura...
Molte di esse, come Villa Anna, sono ancora visibili lungo via Bari, strada costellata da imponenti e pittoreschi edifici in stile liberty
Da borgata di pescatori amministrata da Noicattaro a meta turistica inglobata nel territorio di Bari. Parliamo di Torre a Mare, il quartiere più a sud del capoluogo pugliese
Foto dal gruppo Facebook "Vecchie foto di Noicattaro"
Anche in campo turistico il Comune cercò di favorire le attività legate alla balneazione, concedendo diverse licenze per l’apertura di stabilimenti. Una di queste risale al 1890 e fu e concessa al marchese Giuseppe Positano Spada...(foto del gruppo Facebook "Vecchie foto di Noicattaro")
...si racconta che in occasione di un viaggio d’affari in Francia egli rimase affascinato dalle baracche di legno sul mare che permettevano un facile ingresso in acqua. Così una volta rientrato a Torre Pelosa decise di costruirne una uguale, battezzandola “Piccola Nizza”
“Piccola Nizza” fu anche il nome del lido sorto tra il 1948 e il 1952 nell’insenatura di Cala Fetta, spazzato via da una forte burrasca, ma senza apparenti collegamenti con la baracca di Positano Spada
Con l’avvento del Novecento c’erano però ancora diverse problematiche da affrontare, come i frequenti casi di malaria causati dai malsani pantani che si formavano con le piene nella duna del torrente di Lama Giotta. Iniziarono così i lavori di bonifica che si protrassero nel corso del periodo fascista e che previdero anche la costruzione del porticciolo (foto del gruppo Facebook "Vecchie foto di Noicattaro")...
...l’infrastruttura simbolo di Torre a Mare, lì dove operano ancora una quindicina di pescatori riunitisi in una cooperativa
Nel 1925, per valorizzare il legame tra l’Adriatico e gli abitanti, un’influente famiglia del posto fece omaggio ai cittadini della “Fendàne du Pescatòre”, scultura in bronzo dell’artista giovinazzese Tommaso Piscitelli
L’opera venne installata sull’allora viale Principi di Piemonte, oggi piazzetta Mar del Plata, al centro di una piccola aiuola a due passi dal mare. Non ebbe però vita lunga: fu fusa per esigenze belliche e sostituita con una copia sessant’anni dopo
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale Torre a Mare si ritagliò un ruolo rilevante in quanto sede della britannica Soe (Special operations executive, Esecutivo per le operazioni speciali), un'organizzazione costituita da agenti segreti altamente addestrati e fondata dallo stesso Winston Churchill che, secondo la leggenda, avrebbe incontrato a Villa Isabella il capo di stato jugoslavo, Josip Tito
Torre a Mare dovette attendere la fine del conflitto e l’avanzare del benessere per riprendere il proprio sviluppo: un’evoluzione che è continuata fino ai nostri giorni, anche se le basse casette attorno alla Torre...
...e i gozzi colorati ancorati nel porticciolo...
...continuano a regalare al visitatore l’immagine di un luogo che non vuole dimenticare il suo passato